“I due cori, dopo la toccante rappresentazione del Requiem di Giuseppe Verdi dell’anno scorso, quest’anno si sono nuovamente riuniti per un altro progetto culturale: i Carmina Burana, l’opera di Carl Orff, eseguita gratuitamente per il pubblico venerdì 21 giugno a Firenze, al teatro “La Pergola”, ed il 28 giugno in piazza Garibaldi a Trequanda.
L’iniziativa è nata da una proposta della società Castello Cacciaconti di Trequanda, che ha coinvolto i due cori nella realizzazione dell’evento promozionale e formativo,ed ha sostenuto l’allestimento insieme all’Azienda Agricola di Trequanda ed a Ballooning in Tuscany, con il coordinamento di Vincent Lualdi.
Il grande impegno del volontariato corale ha fatto ancora una volta un miracolo, sotto la guida esperta della regia artistica e organizzativa di Francesca Lazzeroni e di AMAT, con l’energica ed alta direzione musicale di Concetta Anastasi.
Quando si mettono insieme passione e competenze, unite alla serietà dei sostenitori economici e ai referenti istituzionali del territorio (patrocinio della Regione Toscana e dei Comuni di Firenze e Trequanda), l’oggetto di tale impegno assume allora sostanza, in quanto sostegno anche alle realtà sociali ed economiche dell’area, e ci pone nella condizione di superare anche la sfida più complessa, com’è stato appunto per i Carmina Burana.
L’opera, scritta alla soglia della seconda guerra mondiale in Germania, esalta la forza dell’Amore, che tiene insieme le differenze e i cuori.
Di questi tempi progetti del genere non sono poi così numerosi: in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una crisi prolungata, non è facile per le associazioni corali portare avanti la diffusione popolare della culturale musicale e le sue manifestazioni. Così, la strada delle sinergie e collaborazioni è quella d’obbligo, anche se più faticosa, perché è quella più che si rivela alla fine più affidabile. In questo il Volontariato si conferma una forza italiana e, soprattutto, toscana, capace di andare oltre le categorie e gli stereotipi – per noi, guelfi e ghibellini – e di costruire occasioni autentiche per i cittadini, e anche per i più giovani.
Nel nostro piccolo, “unire i cori” significa proprio questo: unire la generosità dei nostri coristi per ripetere la meraviglia dell’arte e della musica e generare speranza, muovendo i cuori e le emozioni delle persone. Così, seminare positività e far incontrare la gente significa aver cura del capitale sociale delle nostre comunità: è così che si genera qualità della vita e competitività delle economie dei territori e si contribuisce alla loro prospettiva presente e futura. Oggi, Senesi e Fiorentini insieme riescono a fare tutto questo: e anche con po’ di … orgoglio! E ci ripromettiamo di ripetere l’esperienza anche l’anno prossimo.”











