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AMBIENTE ed ENERGIA

Val di Farma, WWF: l’assalto alle foreste a ai boschi toscani

17 Luglio 20195 Mins Read
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Così un intervento del WWF di Siena e Grosseto sui tagli boschivi effettuati recentemente nelle due province.

“È necessario citare alcuni degli episodi più gravi accaduti recentemente. In primis dobbiamo parlare del taglio di circa 30 ettari realizzato nel comprensorio forestale del Belagaio, in piena Riserva Naturale del Farma e all’interno del Demanio Regionale. Questo territorio, oltre ad essere già di per sé vincolato (siamo in Riserva Naturale regionale), ricade in un sito della Rete Natura 2000 (ZSC Val di Farma– Zona Speciale di Conservazione), ovvero un territorio di importanza europea istituito per la protezione di habitat e specie di particolare valore.

Il fatto poi che ci si trovi all’interno del Demanio Regionale, le cui funzioni primarie sono la protezione della biodiversità, del paesaggio e dell’assetto idrogeologico (secondo la stessa legge forestale  regionale) e non certo la produzione di legno e cippato, la dice lunga sul ruolo che le istituzioni hanno avuto in questo scempio.

A seguito della mobilitazione avvenuta dopo i tagli e ai comunicati stampa, la Regione si difende dichiarando che tutto è a norma e che gli interventi (visibilmente distruttivi) hanno una funzione migliorativa per il bosco di sughere e di castagni da frutto. Il tutto fa parte infatti di un piano di gestione approvato  con una valutazione ambientale risalente al 2009: non si è dunque tenuto conto dei cambiamenti ambientali che possono essere sopraggiunti in 10 anni nel territorio.

Se, come afferma la Regione, si tratta di interventi di miglioramento boschivo, qualche cosa deve essere andato storto dato che il sottobosco è stato distrutto, che sono stati tagliati numerosi alberi autoctoni come lecci e castagni, che sono stati alterati il suolo e i versanti dal passaggio di mezzi enormi, e che il tutto è stato realizzato in pieno periodo di nidificazione e riproduzione di numerose specie; per di più, la sughereta menzionata come  “da migliorare” è praticamente inesistente.  Chi ha permesso tale scempio? Come mai non si è intervenuti in tempo per fermare la distruzione? In che modo e con quali garanzie si è affidato l’intervento ai responsabili materiali, ovvero ben note ditte di legname? Chi ha controllato i lavori? Tutte domande che aspettano risposte concrete!

Ma non è finita qui, all’interno della stessa Riserva ma nel versante della provincia di Siena, ovvero nel comune di Monticiano, avviene un ulteriore scempio con taglio di bosco lungo uno dei tratti più affascinanti del torrente Farma, in località chiamata Le Fate. Anche in questo caso sono azioni di taglio discutibili, che sono realizzate in un territorio di grande interesse in un ambiente particolarmente delicato. Si tratta di boschi tutelati dalla legge e la cui protezione dovrebbe essere affidata proprio al sistema delle aree protette.

Un ulteriore e gravissimo attacco all’ambiente avviene poi in Maremma, dove addirittura per combattere gli incendi si vorrebbe distruggere e compromettere l’intero habitat delle pinete litoranee, che interessano i centri abitati di Marina di Grosseto e Principina a Mare e che sono storicamente un ambiente di grande importanza per la nidificazione di numerose specie animali e la presenza di specie vegetali  di alto valore naturalistico, oltre che essere ambite ombreggiature per abitanti e turisti. Si tratta di scelte piovute dall’alto che svelano le vere scellerate intenzione di un’amministrazione regionale che si imbelletta di parole come sostenibilità, tutela ambientale, tutela del paesaggio, ma che in realtà va in direzione contraria e ostinatamente si pone in modo maldestro e superficiale contro l’ambiente, senza valutare alternative possibili, come un più attento presidio del territorio contro i piromani, ma anche metodi di gestione meno invasivi e tendenti ad una parziale  rinaturalizzazione per diminuire la sensibilità agli incendi.

wwf-tagliboschivi2019_1Alla base di tutto ciò vi sono le pericolose mire economiche di affaristi senza scrupoli, che stanno basando sul cippato (combustibile di legna) e sulle biomasse da incenerire un grande business, per altro garantito da incentivi pubblici per l’energia “verde”.

Se questa è la situazione che si registra nelle aree demaniali e protette, la situazione nei boschi privati è equiparabile ad un saccheggio, dovuto ad una legge forestale regionale assolutamente permissiva, scritta a vantaggio delle industrie del legname, come del resto già denunciato dal WWF Toscana fin dal 1999-2000, durante l’iter di approvazione. Si tratta di una legge contraddittoria e fallace, che mette sullo stesso piano la tutela della biodiversità, il taglio delle foreste e la filiera del legno.

Oggi più che mai i boschi e le foreste delle nostre regioni sono in pericolo, oggi più che mai è necessario lottare per difenderle in un’epoca di piena crisi climatica e della biodiversità.

Il WWF Toscana chiede con forza un cambio di passo nella gestione dei boschi del Demanio Regionale, chiede la tutela delle specie e degli habitat, come previsto dalle leggi vigenti, chiede che venga realizzata una classifica delle aziende operanti il taglio boschivo regionale e che in base a tale classifica vengano assegnate le concessioni di taglio alle società più virtuose e che non si siano macchiate di alcun illecito ambientale; chiede che vengano esplorate tutte le molteplici possibilità nella gestione dei boschi e delle foreste, possibilità che in molti casi potrebbero permettere di conciliare sostenibilità ambientale con forme di economia locale virtuosa.

In molte nazioni e regioni tali pratiche sono realizzate da decenni mentre in Toscana sembrano ancora al palo. La politica, con il comportamento attuale, difende interessi di pochi a discapito delle necessità di tutti. Il WWF, le associazioni e i comitati sono pronti a difendere il territorio dalla malapolitica, dagli affaristi e dagli speculatori e si opporranno mobilitando i cittadini e usando ogni metodo democratico per bloccare ulteriori scempi.”



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