
Questo il testo integrale dell’intervento del sindaco di Siena:
“Ho convocato questa riunione per fare chiarezza su quello che è il comportamento dell’Amministrazione e quelle che sono le intenzioni rispetto al futuro di questa società da parte dell’ente pubblico. Come sapete la logica che ha formato questa amministrazione è che le società che sono evidentemente società sportive ma che hanno la caratteristica di essere società quotate di natura commerciale, devono necessariamente avere nella propria governance gli strumenti per esercitare correttamente il diritto societario e quindi di trovare in sè stesse la forza di gestire lo sport e l’attività che vanno a svolgere.
Tuttavia, visto l’interesse che c’è, visto l’amore che molti di voi che sono qui portano nei contronti della Mens Sana per motivi legati a una tradizione, per motivi legati a una storia importante, è necessario fare questa chiarezza.

Io non credo che l’ente pubblico debba necessariamente spendere soldi pubblici per una società commerciale: questo io l’ho sempre pensato, l’ho detto in campagna elettorale e lo ribadisco in questa sede. Credo che si debba più interessare della tradizione, della cultura, e dell’amore che i cittadini portano nei confronti di una società importante come la Mens Sana.
Questo farò, ma prima di tutto voglio verificare come sono stati spesi i soldi in questa società, voglio capire come sia stata gestita da un punto di vista squisitamente economico l’attività societaria, perchè quando ho parlato con le persone di cui per riservatezza non faccio nomi che avevano anche messo dei soldi, sono stati parte della società, tutti mi hanno espresso delle perplessità (usiamo questa terminologia). E questa perplessità non posso che farla mia in questa fase verificando come è stata gestita la società. Perchè se si arriva a un momento di crisi come quello che sta vivendo la Mens Sana, dobbiamo capire le ragioni di questa crisi: se sono estranee alla società stessa o se sono interne.
Questo per capire quanti soldi ci vogliono per arrivare in fondo al campionato, quali disponibilità ci sono per rilevare eventualmente questa società, quali sono effettivamente i conti della società medesima.
Ho bisogno quindi di un controllo societario, contabile e amministrativo per capire come è stata gestita la società. Fino a che non si ha chiarezza su questo non possiamo ragionare in termini di valutazione di una diversa governance della società medesima che sarà una scelta dei soci, di eventuali altri sponsor che potranno essere interessati a una tradizione come la nostra.

Questa è l’intenzione dell’Amministrazione comunale che non intende sottrarsi ad un impegno, che non è un impegno economico, ma un impegno sociale, teniamo conto di questo e per questo noi ci attiviamo.
Rispondendo ad una domanda su come sarà effettuato il controllo, De Mossi ha affermato che “intendo chiedere la disponibilità di mettere un tecnico, che può essere un commercialista, un avvocato, per capire come sono state gestite le risorse economiche della società: quali sono i crediti, quali sono i crediti, il bilancio al 30 giugno come si è concluso, se i crediti esigibili a 12 mesi sono effettivamente esigibili o sono partite legate a qualcosa che non conosco in questa fase, quindi uno o più soggetti che mi diano garanzia di una verifica e di un riscontro contabile, perchè se un domani ci fossero dei potenziali investitori in questa società, anche loro devono avere la certezza che comprano qualcosa e sanno quanto spendono, come tutti noi quando andiamo in un negozio: non si puo’ mettere un prezzo e poi accorgersi che costa il doppio.”
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del settore giovanile che rischia di scomparire.
E intanto sul fronte delle partenze con tutta probabilità oggi sarà l’ultimo giorno per Alex Ranuzzi e Todor Radonji, dopo gli ultimi addii di Prandin e Sanguinetti.
Intanto questa mattina alle 9 si è tenuto l’incontro tra il sindaco e la famiglia Macchi.
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