Gara memorabile di Elena Vallortigara a Londra. L’altista veneta dei Carabinieri, che si allena al campo scuola di Siena sotto la guida di Stefano Giardi, nella decima tappa della IAAF Diamond League, spicca il volo a 2,02. La russa Mariya Lasitskene, campionessa mondiale della specialità, deve ricorrere a 2,04 per avere la meglio sull’azzurra che oggi è stata capace di migliorarsi di ben 6 centimetri. “Elly” Vallortigara con 2,02 diventa la seconda italiana di sempre dopo la primatista nazionale Antonietta Di Martino (2,03 all’aperto e 2,04 indoor) superando Sara Simeoni (2,01). Era dalla finale mondiale di Daegu (3 settembre 2011) con il bronzo della Di Martino a 2,00 che un’azzurra non riusciva a superare i due metri outdoor, mentre Alessia Trost (oggi quinta con 1,91, primato stagionale) ha saltato 2,00 in sala il 29 gennaio 2013. Nelle liste mondiali ed europee stagionali la Vallortigara sale al secondo posto, dietro la Lasitskene-Kuchina (2,04) e davanti alla belga Nafissatou Thiam (2,01). A livello alltime europeo si inserisce al 20° posto ed è la cinquantesima atleta del continente a entrare nel “club” delle duemetriste all’aperto.
PERCORSO NETTO – Continuità di risultati e una fiducia ritrovata. La 26enne Elena Vallortigara (ne compirà 27 il 21 settembre) era pronta al salto di qualità: lo dimostravano le nove precedenti uscite stagionali all’aperto, tutte concluse sopra 1,90, con la chicca dell’1,96 realizzato al meeting olandese di Zoetermeer del 6 giugno. La saltatrice vicentina di Schio, che è rinata a Siena sotto la guida tecnica di Stefano Giardi, manda a referto un percorso netto fino a quota 1,91: ok alla prima alle quote di 1,79, 1,83, 1,87 e 1,91. Ma la selezione non è ancora iniziata, le scintille tra le big devono accendersi. A provare l’1,95 sbarcano in nove e c’è quasi tutto il meglio del mondo: oltre a Lasitskene, anche la vicecampionessa iridata Yuliya Levchenko e l’oro mondiale indoor del 2016 Vashti Cunningham. Una dopo l’altra, però, escono di scena a sorpresa tutte le rivali, mentre l’atleta che da giovanissima fu fenomenale medaglia di bronzo ai Mondiali under 18 di Ostrava 2007 e alla rassegna iridata under 20 di Moncton nel 2010, indovina il salto giusto al secondo tentativo.
TESTA A TESTA CON LASITSKENE – Restano in due: Vallortigara e Lasitskene. Sì, proprio lei, proprio Elena contro la campionessa del mondo e dominatrice della specialità. La progressione reciterebbe 1,98, è vero. Ma la condizione è tale che si può ambire a qualcosa di più prezioso e per la prima volta l’asticella davanti agli occhi della Vallortigara si issa fino ai due metri. È il terzo tentativo che la fa entrare nella storia dell’atletica italiana, nel “salottino” delle saltatrici capaci di accarezzare la soglia del cielo. La supera, anche con margine, e libera un urlo di gioia misto a incredulità. Non sa che sta per compiere un’impresa ancora più emozionante. Altri due centimetri. Ancora più su, ma ormai ha capito che a Londra può volare. Il suo coach la incoraggia a bordo pedana e c’è quota 2,02 sulla sua strada: i primi due assalti non vanno, il terzo è poesia pura. Elena atterra sul saccone e il suo viso dice tutto, si porta le mani al volto e l’urlo è incontenibile. Lasitskene tornava dopo lo scivolone di Rabat che aveva interrotto una striscia di successi consecutivi di oltre due anni e deve sudarsi il primo posto: 2,02 al secondo. Bisogna avvicinarsi ancor di più alle nuvole per decretare la vincitrice. La reginetta russa-neutrale doma 2,04 al primo ingresso in pedana. Per la biondissima Vallortigara, con sei centimetri di personal best già in tasca (e undici rispetto all’inizio della stagione), è il momento dell’attacco al record italiano di Antonietta Di Martino. Due “x” e poi la rinuncia al terzo tentativo, dopo una gara di quattordici salti. Può sorridere, Elena: è il giorno più bello della sua carriera.
“Questo risultato parte da Siena dove mi sono trasferita dalla fine del 2016 sotto la guida tecnica di Stefano Giardi, anche oggi qui al mio fianco – ha dichiarato la saltatrice al termine della gara -. Dico grazie a lui e a tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me”.
Elena Vallortigara ha iniziato con nuoto e ginnastica artistica, ma poi ha preferito uno sport all’aria aperta ed è passata molto presto all’atletica, a 8 anni, anche perché abitava vicino al centro di preparazione olimpica di Schio. Figlia di un ex pallavolista che ha giocato fino alla serie A2, mentre la sorella si è dedicata al basket, invece Elena ha ottenuto subito risultati notevoli nel salto in alto: capolista mondiale stagionale under 16 nel 2006 con 1.85. Nel 2007, nonostante un infortunio al ginocchio, nel giro di due settimane ha vinto il bronzo mondiale allieve e quindi l’oro all’Eyof battendo la neocampionessa iridata, la russa Mamlina. Fino alla primavera del 2008 è stata allenata da Erica Sella: il disimpegno del suo tecnico e alcuni problemi fisici hanno provocato un periodo di crisi, ma grazie all’aiuto dell’ex eptatleta azzurra Silvia Dalla Piana si è avviata sulla strada del recupero e nel giugno 2010 ha eguagliato il primato juniores saltando 1.90. Poi il bronzo mondiale under 20 e un altro progresso con 1.91 nel giorno del debutto in Nazionale assoluta, al DécaNation di Annecy. Nel 2011 una serie di distorsioni alla caviglia e la conseguente operazione, nel mese di luglio, ma anche problemi alla schiena, cambiando più volte sede di allenamento: Modena, Rieti e Rimini, prima di approdare a Siena nell’ottobre 2016 sotto la guida tecnica di Stefano Giardi. Nella stagione indoor 2017 è tornata a 1.87 vincendo il tricolore. L’exploit tra aprile e maggio 2018 con 1.94 e 1.95, poi 1.96 all’inizio di giugno, fino al meeting di Londra dove si è portata a 2.00 e 2.02, seconda italiana di sempre. Diplomata al liceo linguistico, appassionata di lingue e amante della natura, studia scienze e tecniche psicologiche all’ateneo telematico eCampus.











