. Ed ha un buon motivo per essere così felice: personal best demolito di 10 centesimi nel giro di un’ora (precedente: 11.31 dell’argento alle Universiadi 2017 di Taipei) e seconda azzurra di tutti i tempi dopo la primatista nazionale Manuela Levorato (11.14 nel 2001). Era dal 2002, sedici anni fa sempre la Levorato, che una velocista italiana non si esprimeva su un crono di questo livello che conferma ampiamente lo standard di iscrizione FIDAL (11.35) per i prossimi Europei di Berlino (6-12 agosto). Irene compirà 25 anni tra pochi giorni (il 23 giugno), è la tricolore assoluta in carica dei 100 metri e nella passata stagione ha vinto anche l’oro alle Universiadi nei 200 (PB 22.96). Seguita a livello tecnico da Vanna Radi, vive e si allena a Colle Val d’Elsa, in provincia di Siena.
Irene si fa trovare come sempre con la battuta pronta. “Questo tempo è #TantaRoba! Faccio mio l’hashtag “alla toscana” usato da Larissa Iapichino e Fiona May a Rieti. Era da un po’ che cercavo di scendere sotto l’11.30, oggi è andata decisamente meglio. In batteria non mi sono piaciuta troppo, non ho corso benissimo nella prima parte di gara. In finale ho corso solo per me ed è saltato fuori questo bel risultato. Ora si pensa ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona dove mi attendono i 200 e la 4×100, ma a questo punto agli Europei di Berlino voglio esserci pure sui 100. Certo che il record della Levorato è ancora di un altro livello per me, ma agli Europei conto di arrivare al massimo della condizione e chissà che non sia la volta buona per limare qualche altro centesimo…”.











