
Alto rischio imitazioni Made in Italy. “Per la prima volta – aggiunge Santarelli – un accordo internazionale legittima la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, dando via libera a imitazioni che potranno danneggiare molte eccellenze agroalimentari italiane. Rispetto alla tutela delle denominazioni e delle indicazioni protette, il trattato prevede, infatti, diverse eccezioni: il termine ‘parmesan’ rimane utilizzabile in Canada come volgarizzazione del termine formaggio grattugiato e per alcuni prodotti, quali Asiago, Fontina e Gorgonzola, è consentito l’utilizzo degli stessi termini accompagnati con le parole ‘genere’, ‘tipo’, ‘stile’ e con un’indicazione visibile e leggibile dell’origine del prodotto. La tutela delle indicazioni geografiche riconosciute, inoltre, non impedisce l’uso in Canada di indicazioni analoghe per i prodotti che hanno già registrato o usato commercialmente tale indicazione, quali alcuni tipi di formaggi, carni fresche e congelate e carni stagionate”.
Rischi e impegno antifrodi del Consorzio. “In sostanza – continua Santarelli – si potrà continuare a produrre e vendere, ad esempio, il ‘Prosciutto di Parma’ canadese insieme a quello DOP ed è riconosciuta la possibilità di utilizzare parti di una denominazione di una varietà vegetale o di una razza animale, come ad esempio Chianina, per le indicazioni protette costituite da termini che, se tradotti, sono identici alla denominazione commerciale, senza pregiudicare il diritto di utilizzare questa denominazione. Il Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP, da parte sua – conclude Santarelli – rafforzerà il suo controllo contro frodi e falsificazioni per garantire ai consumatori, anche in Canada, la qualità e l’unicità del nostro formaggio”.











