
“Specifichiamo che a fronte di un attuale valore patrimoniale superiore ai 210 euro per azione lo Stato pagherebbe 7,5 euro per azione, senza che agli attuali azionisti venga offerto alcun diritto di opzione”, ricordano in una nota i Piccoli Azionisti sottolineando che il “piano governativo” senza modifiche ha “il rischio concreto di sovra-capitalizzare” il Monte “per qualche miliardo, defraudando i Piccoli Azionisti sia della loro quota di proprietà che del controvalore patrimoniale, tuttora esistente e conteggiato ai fini della Vigilanza Bancaria”. Quanto agli Npl i Piccoli azionisti evidenziano che “a questi livelli di accantonamento prudenziale, la gestione diretta delle sofferenze potrebbe rappresentare una redditizia area di business e di mantenimento dei livelli occupazionali, in alternativa alla loro svendita e ad ennesimi progetti di sacrifici per i dipendenti”.











