E’ sempre più evidente come la forzata assenza di Costagli e Giardi per infortunio crei grosse difficoltà negli equilibri della formazione senese, anche se in un periodo in cui la casualità del calendario ha piazzato quasi tutti gli incontri con le squadre di vertice, e in un campionato in cui si evidenzia davvero una grossa cesura tra le prime in classifica e le altre formazioni.
Partita dalle molte facce quella del Convergenze CUS Siena: un ottimo primo set, un secondo da dimenticare, una lotta punto a punto nel terzo, una tentata resistenza e poi la resa finale nel quarto. Hanno pesato negativamente, nell’economia del gioco senese, oltre alle forzatamente ridotte soluzioni in attacco, che implicano un notevole dispendio di energie, un vistoso calo in ricezione a partire dal secondo set, e un’evidente difficoltà a difendere la zona centrale del campo, dove sono caduti molti palloni che ragionevolmente non sarebbero dovuti cadere. Peccato, perché la battuta ha funzionato bene (9 aces contro i 5 delle avversarie, di cui tre però solo nel quarto set, a risultato praticamente acquisito), il muro è stato abbastanza efficace (10 muri punto contro 4), anche se forse ha chiuso poco la diagonale, dove le ospiti si sono sbizzarrite, e la difesa ha avuto dei buoni momenti.
Ma facciamo un po’ di cronaca. Il Convergenze CUS parte a mille, le ragazze senesi appaiono convinte, spigliate, determinate, difendono bene, toccano molto a muro, e passano con continuità, di forza o di esperienza, soprattutto con Pasqualini e Guerrini. Dal canto loro le avversarie, che forse non si aspettavano un simile avvio, non ci capiscono molto, non riescono a imbastire efficaci contromisure, e subiscono l’iniziativa delle padrone di casa che, pur con qualche sbavatura nel finale, riescono a chiudere tranquillamente il set con un ampio margine.
La musica cambia completamente nel secondo. Un black-out totale permette alle ospiti di portarsi subito sull’1-8, e con un simile gap iniziale è difficile, per non dire impossibile, rimettere in piedi il set. Le marchigiane dal canto loro hanno aggiustato alcune cose, hanno aumentato l’intensità in battuta, registrato muro e difesa, e iniziano ad attaccare meglio. Nonostante un tentativo finale di recupero, il set va agevolmente alle ospiti.
Il terzo set presenta ancora un’altra fisionomia. La partita si fa emozionante, anche se non è bellissima, in una continua altalena nel punteggio. Il Convergenze CUS, contro una squadra più grezza rispetto al Roana CBF vista la settimana scorsa, ma che lo sovrasta per prestanza fisica, tiene, subisce un break di cinque punti (7-12), effettua un contro-break di sei punti (13-12), riesce a tenere la testa fino al 21-17, viene rimontato fino a 24-23, quando una decisione arbitrale molto dubbia, che non sanziona un’invasione aerea delle marchigiane, impedisce la chiusura del set. Veementi proteste da parte delle ragazze senesi, e Livia Mazzini si prende anche un’ammonizione. E come quasi sempre succede, il contraccolpo psicologico rompe gli equilibri nervosi e il set va al Corplast ai vantaggi.
Il quarto set non ha molta storia. Il Convergenze CUS è stanco e provato a livello mentale. Riesce a reggere fino al primo time-out tecnico sul 7-8, poi cede. Sul 9-16 esce Pianigiani, presa di mira dalla battuta avversaria, ed entra Milanesi, Ma i giochi sono ormai fatti, e il Corplast non ha difficoltà ad aggiudicarsi set e incontro.
La classifica, nonostante tutto, è ancora confortante, però domenica prossima c’è un’altra partita con una squadra difficile, la OMG Galletti di Perugia, battuta agevolmente in casa all’andata, ma che comunque è pur sempre a 11 punti di distanza dal CUS.











