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ARTE e CULTURA

Nella Fortezza Medicea di Siena una mostra sulle fortezze militari degli Antonelli

31 Ottobre 20165 Mins Read
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fortezza-mostraandonelli3Oltre cento persone hanno affollato il Bastione della Madonna della fortezza medicea di Siena, sabato 29 ottobre, per l’inaugurazione della mostra “Le fortezze militari degli Antonelli: XVI-XVII secolo”, promossa dall’Ordine degli Architetti PPC senese, in collaborazione con la Fondazione Amigos del Castillo de Montjuich di Barcellona, il dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e il Comune di Siena.

L’esposizione, ad ingresso gratuito, resterà aperta per tutto il mese di novembre (dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 16) e permetterà ai visitatori non solo di conoscere l’opera degli ingegneri militari Antonelli ma anche di scoprire o riscoprire, dopo tanti anni di chiusura, il Bastione della Madonna che grazie ad alcuni interventi di manutenzione da parte dell’Ordine degli Architetti è tornato fruibile.

fortezza-mostraandonelli1Grazie ad una serie di pannelli espositivi, il visitatore potrà conoscere l’opera della prestigiosa dinastia di ingegneri militari degli Antonelli, originari di Gatteo, che al soldo dei re di Spagna disseminarono di bellissime costruzioni militari il centro e il sud America, ma anche la Spagna, il Marocco e le frontiere orientali dell’impero spagnolo, portandosi dietro la traduzione costruttiva delle fortezze medicee. L’inaugurazione della mostra è stata preceduta, sabato mattina, da un interessante convegno internazionale.

“Gli architetti italiani della famiglia Antonelli – spiega Milagros Flores Romàn, presidente IcoFort Icomos – lavorarono al servizio dei re di Spagna nel sedicesimo e diciassettesimo secolo costruendo varie fortezze in America latina. Oggi possiamo trovare le loro opere in Porto Rico, Repubblica dominicana, Cuba, Florida (Usa), Panama, Venezuela fino ad arrivare al Brasile”.

“Queste fortezze degli Antonelli, disseminate in molti Paesi, nonostante siano ben visibili – sottolinea Carmen Fusté Bigorra, presidentessa della Asociacìon Amigos del Castillo de Montjuich – spesso non sono così conosciute come dovrebbero. La nostra speranza è che vengano maggiormente apprezzate non solo dagli esperti del settore ma da tutta la popolazione in generale”.

fortezza-mostraandonelli4-bastionemadonnaIl professor Michele Paradiso dell’Università di Firenze, durante il suo intervento al convegno ha sottolineato come: “questa sia l’occasione per  costruire una rete di sinergie prima di tutto italiana e poi internazionale perché si ponga sempre più attenzione a questo particolare aspetto dell’architettura militare. E’ vero – prosegue Paradiso – che queste fortezze contenevano soldati impegnati nella distruzione delle etnie precolombiane in America latina, ma è altrettanto vero che poi c’è stato il momento della, seppur discutibile, pacificazione e quindi della contaminazione tra la cultura delle persone mandate là per gestire militarmente il territorio e la cultura locale. Questo è sicuramente un valore importante che deve provare a trasformare questi edifici, che inizialmente possono dare un messaggio negativo di guerra, facendoli diventare, in un mondo che ne ha sempre più bisogno, veicoli di messaggi di pace per la bellezza che comunicano attraverso la loro architettura”.

fortezza-mostraandonelli5Durante il seminario inaugurale di sabato, si è parlato anche delle contaminazioni che il capostipite degli Antonelli, Juan Bautista, ebbe intorno alla metà del XVI secolo con Siena, essendo uno degli ingegneri militari impegnati, per conto di Cosimo I, nella guerra tra Firenze e Siena: senza questo contatto con Siena, occasione in cui  approfondì le sue conoscenze in ambito di strutture militari, probabilmente non si sarebbe sviluppata questa importante dinastia di ingegneri militari, come ha spiegato uno dei relatori del seminario, Iglis Bellavista, amministratore di Gatteo, paese originario degli Antonelli.  

“Questo evento – sottolinea Elisabetta Corsi, presidentessa dell’Ordine degli Architetti PPC di Siena – è di portata internazionale perché presuppone un gemellaggio con l’Università di Firenze e con esponenti stranieri di istituzioni legate all’Unesco, impegnate nella tutela e valorizzazione dei monumenti di architettura civile e militare. La fortezza di Siena vede oggi un inizio della sua rivalorizzazione come monumento storico e come luogo culturale: non solo quindi un luogo di svago o di eventi  ludici, ma un posto in cui portare approfondimenti su temi che ci stanno a cuore per sensibilizzare la pubblica amministrazione e i cittadini”.

Sabato mattina, sono intervenuti il sindaco di Siena Bruno Valentini, il vicesindaco Fulvio Mancuso, l’assessore ai lavori pubblici Paolo Mazzini e l’assessore alla cultura Francesca Vannozzi.

fortezza-mostraandonelli6“Era mia intenzione, insieme alla giunta, valorizzare questo straordinario luogo che è la fortezza medicea. Quindi – evidenzia Vannozzi – quando gli architetti, sei mesi fa, mi hanno proposto questa mostra mi è sembrata un’opportunità preziosa che però deve rappresentare l’inizio di un percorso. Vorrei davvero stringere con l’Ordine una collaborazione perché la fortezza medicea diventi un luogo di riflessione, di divulgazione e di formazione su temi e  progetti relativi all’urbanistica e all’architettura”.

L’Ordine degli Architetti PPC di Siena è particolarmente soddisfatto dell’iniziativa anche perché è riuscito a coinvolgere un gruppo di giovani del dipartimento di Architettura. “Abbiamo lasciato campo libero – spiega la consigliera dell’Ordine, Marina Gennari – a giovani neolaureati  e laureandi senesi della facoltà di Architettura di Firenze che hanno realizzato il progetto di allestimento e grafico della mostra, arricchendo l’esposizione con approfondimenti video e grafici sulla fortezza di Siena, ospitati in due strutture video in legno separate.”

fortezza-mostraandonelli2Non mancheranno nelle prossime settimane iniziative collegate all’esposizione. “Questo evento è fondamentale per la città – afferma Nicola Valente, consigliere dell’Ordine – perché apre degli spazi fino ad oggi non visitabili. Per tutto il mese di novembre questo Bastione sarà aperto a chiunque voglia visitarlo. Inoltre, abbiamo due nuovi appuntamenti, il 18 e il 25, in cui parleremo di recupero e di riconversione di spazi urbani. Il compito di noi architetti è infatti quello di aprire un dibattito in città con l’obiettivo che qualcuno, a cominciare dagli amministratori, colga l’opportunità offerta da questi eventi di riflessione e approfondimento”.

Sul canale YouTube dell’Ordine degli Architetti di Siena è possibile vedere una sintesi degli interventi dei relatori al convegno del 29 ottobre, oltre che le immagini della mostra.



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