
Altre occasioni di incontro fra operatori e dirigenti, prima in pectore e poi formalizzati, si sono avvicendate in questi mesi. Ma adesso si entra concretamente nel vivo della organizzazione e nella adozione di quelle pratiche che produrranno un autentico cambio di passo. Proprio un anno fa ha preso il via questa esperienza, con il commissariamento delle tre Asl e la nomina di un commissario di area vasta, poi la nascita formale e giuridica dell’azienda, quindi la costruzione strutturata dell’azienda e l’elaborazione delle linee di azione nate dalla lettura delle esperienze internazionali, delle linee di indirizzo regionali, delle diverse realtà socio economiche e di bisogni di salute delle tre popolazioni.

Così, anche sulla spinta delle esperienze e i suggerimenti derivanti dal percorso compiuto in altre realtà nazionali e internazionali, presentate durante l’assemblea generale, oltre che dai vertici aziendali e dal direttore programmazione area vasta Giovannini, anche dalla professoressa Valeria Tozzi della Università Bocconi e da Teresa Mechi della Regione Toscana, si sono individuate le strategie per costruire le “reti orizzontali specialistiche”, le “cure primarie, reti cliniche e integrazione per la reale presa in carico”, la “promozione della salute attraverso la gestione in rete multiprofessionale”, la “partecipazione, trasparenza ed etica, trasformando l’azienda in una casa di vetro”, la “lotta al dolore inutile”, il “ruolo delle professioni sanitarie e sociali con la scommessa nella integrazione e nella gestione dei percorsi”, la “rete della riabilitazione”, la fondamentale “risposta in rete dell’emergenza urgenza”, le “tecnologie sanitarie e informatiche” per le quali necessita un notevole passo avanti per creare reti abilitanti, la “semplificazione”, la “sfida sui tempi di attesa, da vincere ricercando equità di accesso”, la “prevenzione collettiva”, la “oncologia e la sfida di nuovi modelli organizzativi, e l’appropriatezza di farmaci e percorsi di cura”, il ruolo del “paziente consapevole, per far si che venga ascoltata la voce dei cittadini per costruire nuovi modelli di sanità”, “l’accompagnamento alla vita, dal concepimento alla adolescenza” e la “individuazione di asset organizzativi efficaci ed efficienti per guidare una azienda di queste dimensioni e complessità”.
Non un elenco di temi astratti, ma un autentico piano che copre a 360 gradi i diversi temi di lavoro sui quali adesso la macchina è realmente partita.
E’ stato definito il disegno strutturale delle diverse aree aziendali, caselle nelle quali entro pochi giorni saranno inseriti i nomi delle figure responsabili.

Entrambi hanno “donato” una lettura puntuale e particolare da un punto di vista diverso del mondo della sanità pubblica.
Don Mazzi ha infiammato la platea. Lui che ha dedicato la vita alla creazione di una rete di strutture per assistere gli ultimi, dagli ex tossicodipendenti a coloro che uscivano dalla “prigionia” della prostituzione, dagli ex carcerati a soggetti con ogni tipo di difficoltà, ha voluto approfondire il tema del “Lavoro pubblico, patrimonio comune”.
Ha risvegliato e stimolato in ognuno l’orgoglio di comprendere il valore di essere al servizio degli altri. Un intervento e un monito valido non solo per chi lavora in sanità, ma per tutti. Poi Claudio Diaz, da molti anni costretto su una sedia a rotelle, con attenzione e sagacia ha raccontato ed elencato senza sconti, quali sono i “mali” dell’organizzazione sanitaria per un paziente. Ha richiamato con fermezza al rispetto del ruolo del paziente, che non è, non può e non deve diventare, solo un numero, un oggetto sul quale intervenire con ricette costruire in laboratorio. C’è un diritto ad essere protagonisti della propria salute da parte dei cittadino-paziente e nel percorso di presa in carico che anche questa azienda intende curare particolarmente, Diaz ha saputo indicare una decina di punti essenziali, che diverranno patrimonio importante nello sviluppo dei processi aziendali.
Per Diaz e Don Mazzi, lunghissimo applauso e standing ovation con un forte impatto emozionale.











