Il pagamento degli interessi scade a luglio. E’ quanto riporta Bloomberg citando indiscrezioni di stampa.
Il contratto firmato nel 2013 dalla banca col Tesoro prevede che Mps debba pagare gli interessi sui Monti-bond in contanti o in azioni in caso di bilancio in perdita. La banca senese ha chiuso il 2015 in utile grazie all’effetto contabile positivo derivante dalla chiusura del derivato Alexandria. Tema del contendere, quindi, è come sarà interpretato il risultato 2015 dell’istituto di Rocca Salimbeni. Mps non detiene più strumenti sottoscritti dal Mef dallo scorso giugno, ovvero dal pagamento di 1,11 miliardi. Rimborso che seguiva l’altro da 3 miliardi di luglio 2014, quando la banca aveva avviato in anticipo, rispetto alla scadenza del 2017, la restituzione degli aiuti di Stato ricevuti a febbraio 2013 quando il Tesoro aveva sottoscritto 4 miliardi di strumenti subordinati convertibili emessi da Siena.
In tema di compagine azionaria di Banca Mps, dalla relazione sulle remunerazioni depositata oggi in vista dell’assemblea di metà aprile, è emerso che Alessandro Falciai possiede l’1,84% di Mps attraverso la sua holding Millenium Partecipazioni srl.











