Più che altro mi pare che stia tentando di misurare in termini antirenziani che peso ha in Toscana, sapendo che comunque il Pd vincerà e Rossi vincerà e che quindi non ci sono problemi di tenuta del governo regionale a sinistra. E’ un calcolo sbagliato. Sarebbe stato preferibile che avessero continuato, anche in modo critico, a stare all’interno della maggioranza a sinistra, sarebbe stato uno sfondamento straordinaria in Toscana. Ho questo cruccio, sono molto dispiaciuto. La Toscana “rossa” avrebbe avuto in questo risultato un punto altissimo e avrebbe avuto una capacità di tenuta unica nel panorama nazionale. Non è stato scelto questo, sono rammaricato. Mi verrebbe da dire in modo un po’ polemico: davvero Sel che sostiene la Moretti in Veneto pensa che la Moretti sia più a sinistra di Rossi? O che lo sia la Marini in Umbria o addirittura Emiliano? Peccato”. Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato del Partito democratico alla rielezione, questa mattina dai microfoni dell’emittente Controradio.
“C’è anche – ha sottolineato il presidente candidato – la possibilità tecnica di votare Rossi e poi sulle liste orientarsi come meglio si ritiene. Il rischio che corre questa sinistra con cui non siamo riusciti a fare un accordo è che alla fine tirino la volata al Movimento 5 Stelle. Gli argomenti rischiano di assomigliarsi molto: le infrastrutture, una certa critica ambientalista, legittima, ma che si infrange sulle cose importanti che abbiamo fatto come la legge 65, il Piano paesaggistico. Questo è il rischio che vedo. Avrebbero potuto avere più voti dicendo: ci presentiamo per votare Rossi, anche con programma alternativo, perchè vogliamo tenere unita la sinistra e pesare nel governo della Toscana. Era così semplice”.











