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ECONOMIA e FINANZA

Il Bilancio 2014 della Fondazione Mps: ”Si conclude il percorso di risanamento dell’Ente”

29 Aprile 20156 Mins Read
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palazzosansedoni-interno650Il bilancio dell’esercizio 2014 della Fondazione Mps, approvato ieri – redatto anche sulla scorta delle indicazioni contenute negli “Orientamenti contabili” emanati lo scorso luglio dall’Acri (con conseguente riclassificazione, ove opportuno, di alcune voci del bilancio 2013) –, riflette la prosecuzione del percorso di “messa in sicurezza” dell’Ente, giunto a conclusione della propria complessa vicenda finanziaria, che ne ha caratterizzato il recente quinquennio. Questo quanto comunica con un documento la Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Dal lato patrimoniale, la cessione del 31% del capitale sociale di Banca Mps ha infatti permesso la totale estinzione del debito finanziario (quasi 340 milioni di Euro) e la creazione di liquidità per oltre 400 milioni di euro, primo passo indispensabile per una diversificazione dell’attivo che assicuri nel tempo alla Fondazione il raggiungimento di un adeguato rapporto rischio/rendimento.

È stato pertanto possibile dare avvio ad un nuovo modello di gestione che prevede un’asset allocation per il patrimonio liquido disponibile, la delega di gestione esterna per due terzi dello stesso patrimonio ad un gestore attivo quale Quaestio SGR, oltre alla quota rimanente gestita internamente attraverso strumenti passivi.

Nonostante la riduzione della partecipazione in Banca Mps, l’adesione pro quota all’aumento di capitale dello scorso giugno e il connesso patto parasociale sottoscritto con Fintech Advisory e BTG Pactual Inc. hanno permesso alla lista presentata congiuntamente con la Fondazione di risultare la più votata nel corso dell’assemblea per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Conferitaria, tenutasi il 16 aprile u.s..

Rimane la complessa situazione finanziaria della partecipata Sansedoni, per cui è stata effettuata una significativa svalutazione, così come già avvenuto negli anni precedenti.

La raggiunta stabilità economico-finanziaria, la valutazione prudenziale di tutte le poste di bilancio, il nuovo modello di gestione – in corso di implementazione – permetteranno in prospettiva il ritorno a una costante capacità erogativa, seppur su livelli notevolmente ridimensionati rispetto al passato.

 
Il Conto Economico

La Fondazione Monte dei Paschi chiude il bilancio 2014 con un disavanzo d’esercizio che si attesta a €mln. 30, a causa soprattutto della citata svalutazione di Sansedoni Siena S.p.A. di quasi €mln. 34.

Dopo la svalutazione eseguita nel 2013, è stata quindi effettuata un’ulteriore rettifica prudenziale al valore della partecipazione, sulla base delle ultime evidenze contabili della società rese note nel quarto trimestre del 2014 e in attesa della definizione del nuovo Piano industriale della società.

Il 2014 appare come l’ultimo anno della lunga transizione dell’Ente, con una gestione corrente ancora marginalmente influenzata dagli interessi passivi del debito del primo trimestre ed una redditività del patrimonio che ancora non si giova della nuova  asset allocation (che vede l’avvio nella prima parte del 2015) delle risorse liquide derivanti dalla cessione delle azioni Montepaschi.

I proventi correnti (dividendi e interessi) si attestano a circa €mln. 5,5, comunque in significativo aumento rispetto al 2013. Le poste valutative del conto economico espongono inoltre, accanto alla riduzione di valore di Sansedoni, la ripresa di valore del Fondo Sator Private Equity Fund di circa €mln. 8,6 fino al costo storico.

Costi in forte calo rispetto al 2013 su quasi tutti i comparti:
– l’onere degli organi statutari si riduce del 24% (da circa €mln. 1 a €mln. 0,8) dal 2013, del 54% circa dal 2012 e del 62% dal 2011, grazie soprattutto alle riduzioni dei compensi tempo per tempo deliberate;
– gli interessi passivi (da €mln. 21,7 a €mln. 3,3 circa) e gli ammortamenti (da €mln. 1,9 a €mln. 0,2) si pongono in significativa flessione, grazie alla chiusura, a marzo 2014, del debito finanziario a suo tempo contratto dalla Fondazione (gli oneri accessori alla sottoscrizione del finanziamento erano stati classificati quali oneri pluriennali);
– calano anche gli accantonamenti e altri oneri, questi ultimi (-10% anno su anno) grazie alla continua attività di cost management effettuata dalla struttura.

Il costo del personale (€mln. 2,6), a seguito dell’accordo tra la Fondazione Mps e i suoi dipendenti conclusosi lo scorso giugno, si pone in calo del 7,8% sul 2013, del 35,3% sul 2012 e del 54% sul 2011. Il costo del 2015 dovrebbe ridursi ulteriormente, attestandosi intorno a €mln. 2.

È da rilevare che la Fondazione – nonostante la chiusura in disavanzo dell’esercizio – ha dovuto sostenere come costo, a causa dell’attuale normativa, un carico fiscale complessivo pari a €mln. 2,0 per ritenute, IVA, IRAP ed altre imposte.


Lo Stato Patrimoniale

L’Attivo, a fine 2014, risulta essere composto principalmente dalle partecipazioni strategiche (tra cui il 2,5% di Banca Mps, esposto in bilancio al valore di €mln. 85,9), dal Fondo Sator Private Equity Fund (€mln. 37,4) e dalla liquidità (€mln. 413,0).

Il valore della Conferitaria Mps, incorpora una svalutazione della partecipazione di €mln. 110 circa, effettuata sulla base degli eventi accaduti a partire dal secondo semestre del 2014, quali la pubblicazione dei dati di bilancio infrannuali e annuali della banca e gli esiti del Comprehensive Assessment (con il conseguente e notevole andamento negativo del valore di borsa). La svalutazione non ha avuto effetti sul Conto Economico ma è stata imputata direttamente a Patrimonio Netto, così come previsto dalla normativa vigente[1].

Nel Passivo si rileva non soltanto l’azzeramento del debito finanziario (€mln. 339 a fine 2013) a cui è seguita la chiusura del relativo derivato di copertura del rischio di tasso di interesse, ma anche la riduzione dei debiti per erogazioni (da €mln. 73 a €mln. 37), in seguito al pagamento pianificato e alle revoche dei contributi assegnati nei precedenti esercizi.

Il Patrimonio Netto si attesta a €mln. 532,2, con un decremento di circa €mln. 191 rispetto al dato del 2013, dovuto:

– al disavanzo dell’esercizio 2014 (€mln. 30);

– all’incidenza della svalutazione di Banca Mps (€mln. 110,2);

– alla destinazione, prevista dalla normativa vigente, dell’Avanzo residuo 2013 ai “Fondi per le erogazioni” (€mln. 6,6);

– allo spostamento della “Riserva per interventi diretti” fra i “Fondi per l’attività d’istituto”, in armonia con le indicazioni fornite dall’Acri nei propri “Orientamenti contabili” (€mln. 44).

 
L’Attività istituzionale

L’Ente ha continuato il processo intrapreso negli anni precedenti di pianificazione pluriennale dei pagamenti dei contributi pregressi, riguardante prevalentemente i Progetti di Terzi, erogando oltre €mln. 33 e contribuendo ad attivare risorse per oltre €mln. 48.

In relazione alle nuove assegnazioni di contributi, la Fondazione ha concentrato i propri sforzi principalmente sulle società strumentali (Siena Biotech per €mln. 5,7 e Vernice per €mln. 0,2), sugli enti finanziati (Fondazione Accademia Musicale Chigiana e Fondazione Toscana Life Sciences con €mln. 1 ciascuno) e, sulla base degli obblighi di legge vigenti, sul Volontariato.

A fine 2014 la Fondazione, preso atto del permanere di uno strutturale squilibrio economico-finanziario di Siena Biotech e dell’insussistenza delle condizione che consentissero la realizzazione del Piano Industriale, ha ritenuto di non poter erogare ulteriori risorse necessarie al sostegno della società. Siena Biotech è stata dunque posta in liquidazione a fine 2014. Il liquidatore ha in seguito presentato istanza di fallimento con esercizio provvisorio dell’impresa. L’istanza è stata accolta a fine marzo 2015.

Anche tramite una rinnovata struttura organizzativa la Fondazione assicura, come forma di erogazioni “non monetarie”, un importante supporto agli enti strumentali e finanziati ed al territorio di riferimento, mettendo a disposizione le competenze, il know how, le esperienze professionali dei propri dipendenti, oltre che le proprie infrastrutture tecnologiche e la rete di relazioni nazionali ed internazionali costituita nel corso degli anni.



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