
“La cifra totale stanziata, 21 miliardi di euro, appare davvero esigua – dice Rossi – rispetto ai bisogni di innovazione delle infrastrutture europee e rilancio dell’economia”.
Ma l’attenzione del presidente uscente della Toscana è anche focalizzata sugli emendamenti al piano che Rossi ritiene fondamentali per evitare eccessive storture. In particolare, i punti principali sono due: la questione della “Golden Rule” e quella della disciplina degli aiuti di Stato.
Sulla prima questione, ovvero la necessità di sottrarre dal patto di stabilità la quota di co-finanziamento delle Regioni, Rossi si schiererà al fianco della battaglia del PSE per eliminare dal calcolo del rapporto deficit-Pil la somma destinata agli investimenti legati al piano europeo (per la Toscana, la Darsena Europa di Livorno).
Mentre sulla seconda, il presidente uscente della Toscana, sottolineando i ritardi che l’attuale procedura ha generato su alcune infrastrutture toscane (come ad esempio la stessa tramvia fiorentina ed il people mover pisano), afferma: “Proporrò un emendamento per eliminare la discrezionalità presente nella disciplina sugli aiuti di Stato con l’obiettivo di rendere l’iter più snello e semplice”.










