Una trimestrale che riflette la tipica stagionalità del terzo trimestre nelle commissioni è una minore attività di trading, parzialmente compensata da un maggiore efficientamento dei costi di gestione. Questa la sintesi della Trimestrale presentata dall’Ad Luigi Lovaglio questa mattina.
Ci sarà da valutare l’impatto sul Conto economico e sul Capitale dell’aumento della percentuale Ires che con la Finanziaria 2027 il Governo ha intenzione di introdurre, dal 24 al 27% per banche e intermediari finanziari. Una misura che nelle intenzioni del Governo è strutturale e che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro. Non cambia l’Irap che per le banche era salita lo scorso anno dal 4,65% al 6,65% (al 7,90 per le assicurazioni).
Ciononostante per l’Amministratore delegato il risultato della trimestrale rende “maggiore visibilità al valore intrinseco di Mps”. Un valore che si dipana in tre famiglie di indicatori che Lovaglio marca: “Crescita, Qualità e Forza.” Effettivamente sotto questo triplice aspetto Intesa San Paolo vale molto di più di Mps, anche se quest’ultima cresce di più.
Mps ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2% rispetto ai 1.366 milioni dello stesso periodo del 2025. Ma ribadiamo la parzialità del dato essendo un trimestrale e la variabile aumento aliquote che inciderà sul risultato finale.
Gli occhi di tutti sono puntati all’Opas di Intesa San Paolo, di conseguenza i risultati esposti vanno considerati in tale ottica, L’Ad di Mps afferma che la Banca “vale di più”, ma Intesa non mollerà e non rilancerà (così ha detto l’Ad di Intesa Carlo Messina). La partita quindi si sposta sulle adesione del 23 novembre.
Fino ad ora si è votato, dal 23 novembre si vende, sarà qua che si decide davvero la partita. Il voto del 29 ottobre, dove il 90% ha bocciato il piano Lovaglio, era solo un “sì, andate avanti”. Non era un’adesione. Adesso tocca a ogni singolo azionista decidere se consegnare le sue azioni MPS a Intesa.
Tappe: 9-10 novembre, la Consob approva il documento d’offerta e lo pubblica. Lì dentro ci saranno tutte le regole ufficiali, costi, date esatte.
Settimana del 23 novembre, si apre il periodo di adesione. Durerà tra i 15 e i 40 giorni di Borsa aperta. Intesa probabilmente userà il massimo possibile, 40 giorni, per aspettare l’Antitrust (fine novembre) e Golden Power (metà dicembre) così gli azionisti decidono sapendo già i rimedi. Se tutto procede secondo i piani, l’intera operazione di acquisizione di Intesa si chiude l’ultima decade di gennaio 2027.
Situazione: si parte con Delfin (Del Vecchio) al 17,6% e l’impegno formale già firmato ad aderire all’Opas. Edizione (Benetton) con l’1,45% analogamente ha espresso ufficialmente l’impegno ad aderire. Caltagirone con il 13,5% ha votato contro il progetto di Lovaglio, ma NON ha ancora detto che aderirà all’offerta Opas ed è il socio che tutti guardano. Riassumendo: Intesa parte da 19% sicuro (Delfin + Edizioni), deve arrivare al 50% con i fondi e i piccoli azionisti.
Intesa dal 23 novembre pubblicherà ogni settimana i dati di adesione aggiornati. Saranno questi il vero termometro, non più i comunicati.
Fabrizio Camastra












