Domenica 20 settembre 2026 si è chiuso ufficialmente l’Anno Contradaiolo del Bravìo delle Botti di Montepulciano. La cerimonia conclusiva si è svolta, come da tradizione, agli Ex Macelli, con la consegna dei riconoscimenti che celebrano i protagonisti e i diversi aspetti della manifestazione, culminata nella grande corsa di domenica 30 agosto, vinta anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, dalla Contrada di Cagnano, con la coppia di spingitori composta da Luca Benassi, detto Cittino, e Samuele Cesaroni, detto Fontone.
La Reggitrice Irene Bettollini ha chiuso l’Anno Contradaiolo tracciando un bilancio dell’edizione 2026 e sottolineando il valore del lavoro svolto e del ricambio generazionale all’interno del Magistrato: «Sono estremamente orgogliosa del lavoro che è stato fatto. All’interno del Magistrato ci sono state tante figure giovani, espressione di una nuova generazione di poliziani che sceglie di assumersi responsabilità e di mettersi a disposizione della comunità. La tradizione rimane viva quando le persone portano le proprie idee e il proprio modo di essere. Esperienza e novità devono stare insieme».
Gratitudine, orgoglio e soddisfazione sono stati espressi anche dal sindaco di Montepulciano Michele Angiolini e dal consigliere delegato al Bravìo Gianluca Fè. Il Bravìo 2026 si è concluso nel migliore dei modi, coniugando sicurezza, partecipazione e ritorno d’immagine per la città e confermando, soprattutto, il valore della sua funzione sociale. Un’edizione non scontata, che ha restituito l’immagine di una comunità capace di ritrovarsi intorno alla propria storia e alle proprie tradizioni, rinnovandole attraverso l’impegno e la passione delle persone che ne fanno parte.
La giornata si è aperta in Piazza Grande con il corteo storico, che ha raggiunto il Santuario di Sant’Agnese per la celebrazione della Santa Messa e la sbandierata finale. Il pomeriggio delle premiazioni si è aperto con la consegna del premio “Un volto, un’anima, un corteo”, istituito dalla Contrada di Gracciano in memoria di Silvia Rossi, instancabile contradaiola e colonna portante del Bravìo. Il riconoscimento valorizza la volontà, l’orgoglio e il portamento di un singolo figurante ed è stato assegnato a Marta Goracci, seconda dama della Contrada di Le Coste.
Le premiazioni sono proseguite con il concorso fotografico “Attimi di Bravìo”, con la partecipazione del presidente Carlo Pellegrini. L’iniziativa ha coinvolto 25 partecipanti, chiamati a raccontare attraverso le immagini emozioni, dettagli e momenti della manifestazione. Il premio speciale è andato a Tommaso Trabalzini, mentre Chiara Martinelli si è aggiudicata il riconoscimento per il tema libero. A Massimiliano Burgio, già vincitore del concorso nel 2025, è andato il premio “Geometrie e simmetrie”.
Particolarmente significativo il riconoscimento “Bravìo nel cuore”, dedicato alle persone che contribuiscono alla riuscita della manifestazione mettendo a disposizione il proprio tempo e il proprio impegno. Quest’anno i premiati sono stati due: Mirko Romagnoli e i Mirko Boys, per la gestione della piazza durante il Bravìo delle Botti, e Martina Becherini, per il tempo dedicato e la passione dimostrata.
Un riconoscimento che sottolinea anche il valore del contributo femminile alla vita della comunità: non soltanto cura degli altri, ma partecipazione attiva e capacità di costruire relazioni, occasioni e futuro condiviso. Il Bravìo, infatti, continua a vivere grazie alle tante persone che scelgono di mettere a disposizione energie, competenze e tempo, contribuendo alla crescita e alla coesione della comunità.
Le premiazioni sono poi proseguite con il “Memorial Aldo Trabalzini”, destinato alle migliori coppie di sbandieratori e tamburini. Il riconoscimento per la migliore coppia di sbandieratori è andato alla Contrada di Collazzi, con Brando Calibe Adinolfi e Niccolò Maiani, che hanno bissato il successo dello scorso anno. Il premio per la migliore coppia di tamburini è stato invece assegnato alla Contrada di Talosa, con Emma Toppi e Teresa Gambacciani.
A concludere la cerimonia è stata la consegna dell’Arca d’Argento, il riconoscimento più ambito, assegnato al miglior corteo storico: a conquistarlo è stata la Contrada di Gracciano.
Con la consegna dei premi si chiude così un’edizione che ha saputo valorizzare il lavoro collettivo, la partecipazione delle contrade e il contributo delle nuove generazioni, mantenendo saldo il legame con la storia e l’identità di Montepulciano. Un patrimonio che si rinnova grazie all’impegno di chi, ogni anno, sceglie di esserne parte e di portare avanti una tradizione che continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili della comunità poliziana.












