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L’Eroica 2026, la strada verso Gaiole: l’attesa che dura tutto l’anno

L’Eroica 2026 torna a Gaiole in Chianti il 3 e 4 ottobre: la XXIX edizione celebra biciclette d’epoca, storie, famiglie e la passione per il ciclismo eroico
24 Agosto 20266 Mins Read
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Il 3 e 4 ottobre Gaiole in Chianti tornerà ad accogliere circa 9.000 ciclisti per la XXIX edizione de L’Eroica. Ma non si comincia quando i ciclisti prendono la strada. Già da venerdì 2 ottobre, infatti, Gaiole sarà animata da un programma di iniziative pensate per un pubblico ampio e diverso: dalla storia e dall’eleganza delle biciclette d’epoca ai bambini, fino a quegli appuntamenti più curiosi e ironici che fanno parte dello stile del Villaggio Eroico.

Tra le iniziative già ufficializzate c’è il Concorso d’Eleganza della Bicicletta, organizzato da Eroica in partnership con Biciclette d’Epoca. Quaranta biciclette, divise nelle categorie delle biciclette conservate e restaurate, saranno protagoniste di una giornata dedicata alla storia, all’estetica e alla cultura del ciclismo. L’esposizione si svolgerà dalle ore 9.00 alle ore 12.00 al Monumento Luciano Berruti, mentre il concorso inizierà alle ore 14.30 e la premiazione è prevista alle ore 17.30. Tra i riconoscimenti ci saranno il Premio Fedeltà, la Combinata d’Eleganza e il Best in Show, che sarà pubblicato e analizzato sul numero 78 di Biciclette d’Epoca.

Sempre venerdì 2 ottobre, L’Eroica dedicherà un pomeriggio ai più piccoli. Alle ore 15.00 partirà la Mini Eroica, una pedalata per bambini accompagnata da tecnici specializzati della Federazione Ciclistica Italiana. Biciclette, caschi, assicurazione, medaglia e mini pacco gara saranno messi a disposizione gratuitamente dall’organizzazione. Nello stesso pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, lo spazio FCI ospiterà il Giocociclismo, un percorso con ostacoli e gimkane realizzato in collaborazione con ACSI, Pedale Senese, Siena Bike e Tuscany Go, pensato per bambini di tutte le età e dedicato alla guida della bicicletta e alla sicurezza stradale.

E poi ci sarà lo stile, nella sua versione più ironica. In Piazza Ricasoli tornerà il Concorso Barba e Baffi, accompagnato dalla Barberia PRORASO, dedicata alla cura di barba e baffi in perfetto stile vintage. La premiazione è prevista venerdì 2 ottobre alle ore 18.45. Il concorso mette insieme stile, ironia e tradizione e assegnerà anche il Premio Luciano Berruti, dedicato al miglior taglio ispirato all’icona de L’Eroica.

Tre appuntamenti diversi ma una stessa idea: L’Eroica non si esaurisce nella pedalata.

E forse è proprio osservando ciò che accade prima della partenza che si può capire meglio cosa significhi aspettare L’Eroica.

Ci sono persone che la aspettano per tutto l’anno. L’inverno serve a sistemare la bicicletta, la primavera a cercare qualche ricambio nei mercatini, l’estate ad allungare le distanze. Poi arriva settembre, che sembra non finire mai. Infine, una mattina, alle ore 4.30, l’attesa si trasforma nell’impresa.

È forse questo uno dei modi più semplici per raccontare cosa significhi L’Eroica per chi torna a Gaiole ogni anno.

Marco Pasquini lo racconta con ironia e affetto: «L’Eroico attende». Attende fin dal lunedì dopo Gaiole, quando già pensa alla nuova alba. D’inverno lava la maglia di lana, facendo attenzione a conservare la polvere rimasta sulla stoffa. Porta la bicicletta dal meccanico, giusto per una sistemata, così sarà pronta per l’anno successivo. In primavera cerca scarpe vintage ai mercatini. D’estate aumenta le distanze e, a settembre, arriva perfino sulle Dolomiti, guardando verso la Toscana come se da lassù fosse possibile vedere Gaiole.

Poi settembre finisce. La moglie lo guarda partire vestito con i suoi abiti vintage e il sorriso dell’Eroico diventa sempre più grande. Alle 4.30 del sabato mattina, finalmente, arrivano la bandiera di Franco Rossi, il megafono di Carube e i primi chilometri nel buio. «L’attesa si è trasformata in pedalata», scrive Pasquini. E oltre non è possibile andare.

Per Marina Castagnari l’attesa ha avuto il volto di una famiglia intera. Lei, il marito Luciano e il figlio Francesco, che allora aveva appena quattro anni, avevano a lungo sognato di partecipare insieme. Quel giorno la loro prima Eroica diventò una vera avventura: la catena della France Sport del 1921 di Marina si spezzò sulla salita di Pianella, poi arrivò il problema al freno posteriore durante la discesa di Dievole. Invece di fermarsi, la famiglia riparò la bicicletta, affrontò la discesa con prudenza e arrivò al traguardo insieme.

Francesco oggi ha undici anni. Quel primo viaggio gli ha lasciato un ricordo che, nella memoria della famiglia, vale più della fatica, delle difficoltà e dei chilometri percorsi. «Il vero spirito dell’Eroica non è arrivare per primi, ma affrontare insieme ogni difficoltà, senza arrendersi mai», racconta Marina.

Per Fabio Giovannini, invece, il momento dell’attesa coincide con l’alba. La sua prima Eroica è arrivata nel 2019, spinto dalla curiosità nata frequentando i collezionisti di biciclette d’epoca. Cercava di capire quanti fossero davvero quegli appassionati che vedevano in una vecchia bicicletta qualcosa di più della ruggine e dello sporco.

A Gaiole trovò molto di più. Trovò persone, amicizie, entusiasmo. Trovò quelle albe fredde e piovose che sembrano trasformare le strade della Toscana in cartoline viventi. E trovò il piacere di pedalare insieme agli altri, ma anche solo con i propri pensieri, verso un traguardo personale.

Per lui la mattina della partenza è «la mattina della speranza e del sogno»: il momento in cui un ciclismo fatto di uomini, e non di macchine, torna a vivere.

Poi ci sono biciclette che, prima ancora di arrivare a Gaiole, hanno bisogno di una lunga attesa.

È la storia della Stelbel Integrale del 1979 di Aldo Fiordelli. La vide quasi per caso nella bottega dei fratelli Di Lorenzo, a Monza. Era verde, coperta di polvere e con un nastro celeste sbiadito. Non sembrava una bicicletta capace di raccontare una storia. E invece quella bici lo portò a scoprire Stelio Belletti, la storia delle saldature TIG, i telai costruiti per la nazionale polacca e un mondo di artigiani e meccanici che appartiene alla grande storia del ciclismo italiano.

Aldo la acquistò, la riportò alla luce, la fece restaurare e cominciò a usarla. Con quella Stelbel ha già affrontato cinque Eroiche. Nel 2025, a Gaiole, ha percorso 211 chilometri, di cui circa 100 di sterrato, rimanendo in sella per oltre undici ore. Al traguardo, con gli amici ad aspettarlo, aveva gli occhi lucidi. Pensava a suo nonno, che gli aveva trasmesso la passione per la bicicletta da corsa.

Quattro storie. Quattro modi diversi di aspettare.
C’è chi aspetta per un anno intero. Chi aspetta di poter condividere la strada con la propria famiglia. Chi aspetta l’alba. Chi aspetta di trovare la bicicletta giusta, quella capace di diventare parte della propria storia.
Poi arriva il momento in cui tutto ciò che è stato atteso accade in poche ore. Il buio della partenza. La prima luce. Le strade bianche. La fatica. Un ristoro. Un incontro. Una bicicletta che continua a pedalare dopo cinquant’anni. Un bambino che cresce insieme a quella passione.
E quando finalmente si arriva a Gaiole, L’Eroica è già finita.
Perché il giorno dopo ricomincia l’attesa.

Le storie raccolte per «La strada verso Gaiole» saranno pubblicate integralmente nel Giornale de L’Eroica e nel Notiziario de L’Eroica, distribuiti a Gaiole in Chianti durante l’evento.

L’Eroica è un weekend di ottobre. Ma per chi la ama, dura tutto l’anno.



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