Il Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta straordinaria oggi, giovedì 18 giugno alle ore 9, nella sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo.
Di seguito l’elenco dei lavori del Consiglio comunale di Siena in continuo aggiornamento (vai all’ordine del giorno).
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I lavori del Consiglio comunale di Siena di giovedì 18 giugno 2026
Canale laterale al complesso Malizia e area abbandonata di via Partini, Bianchini: “Individuare soluzioni definitive per questi spazi”
L’assessore ai lavori pubblici ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Alessandro Masi (Pd)
Il canale laterale al complesso edilizio “Malizia” e l’area abbandonata lungo via Partini sono stati al centro dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 18 giugno, dal consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico. Ha risposto l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Siena, Massimo Bianchini.
“La problematica – ha evidenziato l’assessore – è nota all’amministrazione comunale ed è stata oggetto negli anni di provvedimenti emessi a carico della proprietà, la società Progetto Malizia srl, attualmente sottoposta a gestione da parte di curatore fallimentare, affinché si provvedesse ai necessari interventi di manutenzione volti al ripristino delle condizioni di decoro, pulizia e sicurezza delle aree. A titolo esemplificativo si citano una lettera di diffida del 27 agosto 2013 e i procedimenti amministrativi del 24 dicembre 2014, 30 giugno 2016 e 10 maggio 2018, seguiti dall’ufficio Ambiente, tutti poi risolti con l’esecuzione degli interventi richiesti”.
“Relativamente a tempi più recenti – ha proseguito Bianchini –, lo scorso 18 marzo è stato effettuato un sopralluogo da parte dei tecnici dell’ufficio Ambiente e della Polizia Locale, alla presenza del curatore fallimentare, per prendere visione dello stato dei luoghi e valutare le azioni da intraprendere. In tale sede il curatore ha comunicato che avrebbe acquisito preventivi per l’esecuzione delle attività di manutenzione e pulizia necessari e provvedere quindi agli interventi. Con nota del 17 giugno 2026, il curatore ha fatto poi presente che il Tribunale ha nominato il professionista incaricato di predisporre la relazione giurata necessaria ai fini della valutazione della proposta di concordato fallimentare. A questo scopo domani, 19 giugno, l’esperto effettuerà un sopralluogo accompagnato dal custode giudiziario. Il termine per il deposito della relazione è fissato al 10 luglio. All’esito del deposito della relazione, la procedura avanzerà con la massima celerità verso gli ulteriori adempimenti previsti dalla proposta di concordato fallimentare, compresa la dismissione del bene secondo le modalità e le tempistiche stabilite dalla legge e dagli organi della procedura”.
“Nel frattempo – ha concluso l’assessore Massimo Bianchini – l’ufficio tecnico comunale provvederà a un intervento straordinario urgente di pulizia del canale che si sviluppa esternamente all’area di cantiere nei tempi più stretti possibili, considerate le altre attività programmate. Parallelamente dovranno essere individuate soluzioni definitive per tali spazi, prevedendo nuove funzioni e utilizzi del canale attuale che eliminino le problematiche igieniche e di decoro in cui versano attualmente, ed eliminando costosi oneri di manutenzione”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd) ha replicato: “La risposta mi lascia soddisfatto, nel senso che il Comune e i suoi uffici sono stati attivi, programmando la pulizia del canale, e hanno provveduto a raccomandare la manutenzione dell’area a chi cura la proprietà interessata. Confidiamo quindi in risposte concrete, per garantire così la qualità e la vivibilità del quartiere”.
Segnalazioni inciampo pedoni, Bianchini: “Al lavoro sulla manutenzione cittadina dopo anni di stop”
L’assessore ai lavori pubblici ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Masi e Piccinni (Pd)
Le segnalazioni e contestazioni di inciampo da parte dei pedoni sulle vie lastricate e cittadine e marciapiedi comunali sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 18 giugno, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico Alessandro Masi e Gabriella Piccinni. Ha risposto l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Siena, Massimo Bianchini.
“Le contestazioni – ha detto l’assessore -, se così si intendessero le richieste di risarcimento danni, sono in numero di tre per l’anno 2023, quattro per l’anno 2024, due per l’anno 2025, tre per l’anno 2026. Quanto alle segnalazioni propriamente dette, queste sono tredici nel 2024; dodici nel 2025; sette al momento per il 2026. Se vogliamo aggiungere a queste altre meno precise o più vaghe il totale delle segnalazioni dal 2024 ad oggi si attesta su una cifra di circa cinquanta. All’interno di numeri di questo tipo si segnala la dispersione dei luoghi nel senso che le segnalazioni nella stessa zona non sono frequenti”.
“Questa amministrazione – ha spiegato Bianchini – è consapevole delle diverse situazioni e dello stato di manutenzione sia dei marciapiedi bitumati, che delle strade lastricate del centro storico. Uno dei motivi del degrado è evidentemente riferibile alle scarse risorse finanziarie messe negli anni a disposizione nelle precedenti amministrazioni. Da alcuni anni infatti vengono programmati e finanziati progetti per la manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture stradali sia bitumate che lastricate, inserendo tali interventi nel Triennale delle opere pubbliche, alcune delle quali in corso, altre di prossima realizzazione, come il lastrico in via Pianigiani e piazza Tolomei e i marciapiedi di piazza d’Armi e via Violante di Baviera solo per fare qualche esempio”.
“Per quanto concerne la programmazione – ha concluso – , occorre evidenziare che le segnalazioni e le contestazioni d’inciampo, non possono e non sono l’unico parametro da utilizzare per le manutenzioni da parte dell’ente, che invece si avvale della struttura tecnica e delle valutazioni che spesso inducono a interventi puntuali o localizzati e risolvibili con lavori da eseguire con personale interno all’ente. La programmazione futura dei progetti, prevede anche interventi in via della Stufa Secca e in San Marco aree lastricate con degrado diffuso già da molti anni, dove le segnalazioni o contestazioni da parte dei cittadini sono limitate, ma che necessitano di importanti investimenti proprio con l’obiettivo di tutela del territorio e del paesaggio”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha dichiarato: “mi ritengo soddisfatto per la risposta, quanto meno perché mi sembra di capire che nella programmazione si stia mettendo attenzione anche alla manutenzione delle lastre e dei marciapiedi. La pedonalità della città non è solo un obbiettivo legato ai temi dell’accessibilità e della sostenibilità (oggi, Agenda 2030), ma anche un carattere identitario del sito Unesco. Non scordiamoci che Siena fu una delle prime città in Europa a chiudere al traffico. Rispetto, invece, al numero delle segnalazioni delle criticità, ricordo che i cittadini sono i primi custodi della città, e con i loro contributi possono aiutare il lavoro degli uffici, che ringrazio, e l’attività degli amministratori nell’individuare le priorità.Tutti possiamo collaborare per aiutare il Comune nella cura della Città e le risorse dedicate alla manutenzione dei marciapiedi e delle lastre sono importanti per garantire ed accrescere la qualità e la vivibilità urbana”.
Rinvio delle visite cardiologiche presso l’Aous, Giordano: “Necessario porre attenzione all’appropriatezza prescrittiva”
Interrogazione presentata dal consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 18 giugno
Il rinvio delle visite cardiologiche presso il policlinico Santa Maria alle Scotte dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese (Aous) è stato l’argomento al centro dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 18 giugno, dal consigliere Franco Bossini del gruppo Movimento Civico Senese. Ha risposto l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano.
“L’interrogazione – ha spiegato l’assessore – si inserisce all’interno della criticità dei tempi di attesa delle visite cardiologiche. L’Aous è ambito di garanzia per la prima visita cardiologica per tutti i cittadini residenti nella zona senese, garantendo volumi importanti di offerta di prime visite cardiologiche. Dal 2019 a oggi c’è stato un crescente e significativo aumento di domanda di prescrizione di prima visita cardiologica, con un 60,8 per cento al 31 dicembre 2025 a cui l’Aous ha cercato di rispondere con un aumento continuo dell’offerta. I volumi di offerta dal 2019 al 2025 sono aumentati del 34,3 per cento, volumi che continuano ad essere sostenuti con grande sforzo di tutti i medici cardiologi, di cui ben conosciamo professionalità, competenza e impegno che apprezziamo molto, che garantiscono questo numero elevato di prime visite prevalentemente in regime istituzionale. L’offerta di prime visite cardiologiche nella zona senese dell’Asl Tse ha invece subito una variazione del meno 16 per cento nel 2026 rispetto al 2025. Il numero di richieste di prime visite cardiologiche si mantiene stabile con circa trecento prescrizioni a settimana (dato di aprile 2026) a fronte di volumi di circa centocinquanta visite a settimana. La percentuale di visite cardiologiche prenotate entro i tempi regionali è del 63,8 per cento, mentre il 68,3 per cento è prenotato entro i tempi nazionali, con un tempo medio di attesa della prima disponibilità di 22 giorni (dati di aprile 2026)”.
“Il problema dell’aumento della domanda – ha proseguito Giordano – non può essere affrontato soltanto con un aumento dell’offerta, che distoglie risorse da altre attività importanti attività come, ad esempio, quelle di alta specializzazione: percorso dello scompenso cardiaco e dello shock cardiogeno e della sua gestione in attesa di trapianto di cuore, procedure interventistiche coronariche e sulle valvole cardiache, esami diagnostici come eco cuore, ecocolorppler e ecotrasesofageo. Un tema a cui porre attenzione è, quindi, quello dell’appropriatezza prescrittiva, su cui stanno convergendo le direttive sia nazionali che regionali. L’Aous ha già approfondito il tema della non appropriatezza prescrittiva della visita cardiologica con uno studio epidemiologico che ha utilizzato come riferimento prescrittivo i criteri Agenas dei manuali Rao. L’analisi, effettuata congiuntamente con la Asl Tse ha evidenziato una appropriatezza prescrittiva intorno al 36,2 per cento per la visita cardiologica. Per agire sull’inappropriatezza prescrittiva bisogna agire sia a livello clinico, sia a livello organizzativo e formativo. Proprio per governare una domanda in costante crescita, la Regione Toscana ha recentemente approvato la delibera 230 del marzo 2026 ‘Criteri clinici per l’attribuzione delle classi di priorità per le prestazioni di primo accesso’ che certamente è uno strumento che verrà incontro alle aziende e soprattutto ai cittadini per prendere in carico il problema, in quanto una prestazione inappropriata è una prestazione non erogata a un cittadino che invece ne ha maggiore necessità”.
“Ho cercato – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – di dare un quadro generale sulla base di informazioni chieste all’Aous e di conoscenze personali, ma non ho potuto rispondere ad alcune domande specifiche dell’interrogazione che partivano da un allarmante articolo apparso sulla stampa, perché, nonostante un mio sollecito inviato per pec lo scorso 13 maggio, non ho ricevuto risposta dalla direzione aziendale Aous sui singoli quesiti che riguardano dati relativi all’organizzazione e alla gestione. Ho ritenuto comunque doveroso rispondere in termini generali sul problema per le importanti, direi anche gravi, conseguenze cliniche, psicologiche e organizzative conseguenti alle lunghe liste di attesa. Queste ultime, infatti, possono ritardare diagnosi e trattamenti necessari, possono creare ulteriore pressione sul sistema perché chi può si rivolge al privato e chi non può resta fermo in lista così come, dato che spesso i management sanitari giustificano alcuni interventi e alcune mancanze con problemi di spesa, il ritardo può trasformare un problema programmabile in un’urgenza più complessa e costosa da gestire”.
Il consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta e per il quadro complessivo fornito, che è senz’altro utile a inquadrare un problema importante e sentito dalla popolazione. Devo, però, constatare che l’assenza di una risposta puntuale da parte dei vertici aziendali ai miei quesiti lascia aperti tanti dubbi che potrebbero, proprio a seguito delle mancate risposte, diventare delle certezze. Non aver risposto da parte dei vertici aziendali a tre delle mie domande potrebbe far presumere che le visite rinviate di cui ci ha informato la stampa non siano state recuperate con slot aggiuntivi. Questo potrebbe aver comportato che alcuni pazienti siano stati messi in fondo alle liste come se avessero prenotato una visita solo adesso. Ma tutto questo a cosa è dovuto? Se ci fossero problemi di personale perché non si dice? Se ci fossero problemi organizzativi perché non si affrontano? Le responsabilità dirigenziali comportano l’obbligo di risolvere i problemi, così come quello di rispondere puntualmente a chi, eletto come me dai cittadini, pone domande per conto di costoro e pretende rispetto istituzionale. Nascondersi sempre più spesso da parte dei vertici ospedalieri dietro l’appropriatezza delle cure rischia di svilire anche questa problematica che comunque chiama in causa proprio le responsabilità organizzative e manageriali. E non si fa neppure un favore ai tanti e validi professionisti di cui dobbiamo continuare ad essere fieri, professionisti che spesso sono il terminale di inefficienze a loro non imputabili. Sappiamo di avere professionisti di valore, una cardiologia eccellente, ma c’è anche la necessita di scelte organizzative funzionali, che rendano merito a chi ha merito e che migliorino le prestazioni nei confronti dell’utenza, evitando, proprio per i lunghi tempi di attesa e per inaccettabili rinvii, che chi può permetterselo si rivolga al privato e chi non ha analoghe possibilità non venga curato”.
Fondazione Santa Maria della Scala, approvate le modifiche allo statuto
Nella seduta di oggi, giovedì 18 giugno, il Consiglio comunale di Siena ha approvato le modifiche allo statuto della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. L’atto, illustrato dal Sindaco Nicoletta Fabio, ha ricevuto ventisei voti favorevoli e un astenuto da parte dei ventisette consiglieri presenti.
La revisione, nata con l’obiettivo di superare alcune incongruenze, rafforzare la governance, favorire il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti ed enti pubblici e privati e consolidare il ruolo di polo culturale di riferimento a livello nazionale e internazionale del Santa Maria della Scala, è frutto di un percorso di approfondimento e confronto nelle commissioni consiliari competenti. La nuova versione dello statuto conferma come la Fondazione, a partecipazione pubblica, sia costituita secondo il modello delle Fondazioni di partecipazione, ma ne definisce la natura come “ente di diritto privato in controllo pubblico, dotato di autonomia statutaria e gestionale” e ne stabilisce in maniera più puntuale missione, strumenti e assetto organizzativo.
Tra le principali novità, lo statuto stabilisce che la Fondazione “promuove, produce e ospita attività culturali, artistiche e di ricerca, sviluppando relazioni e collaborazioni a livello nazionale e internazionale”, “valorizza il Complesso del Santa Maria della Scala come luogo di relazione tra patrimonio storico e produzione culturale contemporanea, sostenendo anche la ricerca artistica e i linguaggi della creazione attuale”, “rafforza la capacità di attivare risorse attraverso partnership pubbliche e private, in una logica di sostenibilità e sviluppo”. Viene inoltre introdotta, tra le attività strumentali dell’ente, la “predisposizione e attuazione del piano strategico di sviluppo culturale” e si prevede espressamente la possibilità di “svolgere attività di fundraising anche al fine di ulteriormente allargare la platea dei soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel perseguimento delle finalità di servizio pubblico e di utilità sociale legate alla valorizzazione del Complesso”.
Sul piano della partecipazione, il nuovo Statuto ribadisce la centralità del Socio unico fondatore Comune di Siena (cui spetta la nomina del Presidente e della maggioranza del CdA e del Comitato scientifico), dispone che i Soci sostenitori “partecipano alla vita della Fondazione attraverso forme di consultazione e coinvolgimento nelle attività culturali e progettuali”, mentre viene precisato che l’Assemblea generale “esercita le proprie attribuzioni nel rispetto dell’autonomia gestionale degli altri organi della Fondazione e non interviene nella gestione operativa, che è demandata agli organi esecutivi secondo le rispettive competenze”. Particolare attenzione è dedicata anche ai criteri di gestione e trasparenza. Lo Statuto sottolinea infatti che “la Fondazione nello svolgimento delle proprie attività si ispira ai principi di programmazione e sostenibilità degli interventi, di pubblicità degli atti e delle procedure, e adotta forme di controllo di gestione”.
Le modifiche approvate consentiranno alla Fondazione di operare attraverso un assetto più funzionale e adeguato alle sfide future, rafforzando il ruolo del Santa Maria della Scala come luogo di produzione culturale, ricerca, innovazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città di Siena.
Il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio ha sottolineato come la revisione dell’articolo 1 dello Statuto rappresenti uno degli aspetti più significativi dell’intervento approvato dal Consiglio comunale. “Con questa modifica – ha dichiarato il primo cittadino – viene definita con chiarezza la natura giuridica della Fondazione Santa Maria della Scala quale ente di diritto privato in controllo pubblico, superando elementi di ambiguità interpretativa e dotando la Fondazione di un quadro normativo più coerente con le sue funzioni e con gli obiettivi che è chiamata a perseguire. L’approvazione del nuovo Statuto rappresenta un passaggio importante perché, anche attraverso una più chiara definizione delle funzioni e competenze dei diversi organi e del Direttore, consente di rafforzare gli strumenti di governance, garantire una gestione più efficace e favorire una maggiore capacità di programmazione e di attrazione di risorse, nel pieno rispetto delle finalità pubbliche affidate a una delle istituzioni culturali più rilevanti della nostra città”.
Consiglio comunale di Siena: solidarietà alle istituzioni cittadine
Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 18 giugno, la mozione presentata dai consiglieri Pierluigi De Angelis, Enzo De Risi, Bernardo Maggiorelli, Emanuela Anichini e Maria Antonietta Campolo del gruppo Fratelli d’Italia in merito alle affermazioni offensive rivolte alle istituzioni cittadine e alla comunità senese durante il presidio antifascista svoltosi il 23 maggio scorso in piazza Salimbeni. L’atto è stato approvato all’unanimità da parte dei diciotto consiglieri presenti.
Nel documento si ricorda che la manifestazione era stata promossa “a seguito delle notizie relative all’Operazione ‘Format’, riguardante un’indagine tuttora in corso da parte dell’autorità giudiziaria” e che “nel corso della manifestazione sono stati esposti striscioni e pronunciati slogan dai toni fortemente divisivi e offensivi”. La mozione richiama inoltre quanto dichiarato dal palco durante il presidio, dove è stato affermato che “le persone queer, transgender, nere e razzializzate subiscono ogni giorno violenze e discriminazioni da parte dell’amministrazione stessa, del sindaco Fabio, della Questura e della Prefettura, che nega il diritto all’asilo e al rifugio politico”. Secondo i firmatari della mozione, tali dichiarazioni “hanno chiamato direttamente in causa il Sindaco del Comune di Siena, la Prefettura e la Questura, attribuendo loro comportamenti discriminatori e lesivi dei diritti fondamentali delle persone”.
Nel testo approvato dal Consiglio comunale si evidenzia inoltre che, nel corso della manifestazione e nei materiali collegati al presidio, “Siena è stata rappresentata come una città attraversata da presunte derive autoritarie e fasciste, alimentando una narrazione fortemente lesiva dell’immagine della comunità senese e dei suoi cittadini”. La mozione sottolinea che “eventuali responsabilità penali legate all’Operazione ‘Format’ sono oggetto di indagine da parte dell’autorità giudiziaria e non possono essere strumentalizzate politicamente attraverso accuse generalizzate rivolte alle istituzioni cittadine e alla comunità senese”. Viene inoltre ribadito che “Siena è una città democratica, civile e rispettosa dei valori costituzionali, che ha sempre garantito pluralismo, confronto democratico e partecipazione civica” e che “il diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero non può trasformarsi in un’occasione di delegittimazione delle istituzioni dello Stato o in accuse indiscriminate verso l’intera comunità cittadina”. Nel documento si afferma anche che “appare grave e irresponsabile aver descritto Siena come una realtà permeabile a presunte derive autoritarie e discriminatorie, alimentando una narrazione distorta e offensiva della città e dei suoi cittadini”, ricordando come “le istituzioni cittadine, le forze dell’ordine e gli organi dello Stato operano quotidianamente con equilibrio, imparzialità e senso delle istituzioni per garantire sicurezza, legalità e convivenza civile”.
Il Consiglio comunale, rilevato che “numerosi esponenti istituzionali e rappresentanti politici hanno espresso solidarietà al Sindaco, al Prefetto e al Questore a seguito delle accuse ricevute durante il presidio”, ha quindi espresso “piena solidarietà e vicinanza al Sindaco Nicoletta Fabio, al Prefetto Valerio Massimo Romeo, al Questore Ugo Angeloni e a tutte le istituzioni cittadine oggetto di accuse e attacchi verbali durante il presidio antifascista del 23 maggio 2026”, oltre alla “solidarietà all’intera comunità senese, ingiustamente colpita da rappresentazioni offensive e generalizzazioni lesive della storia democratica, civile e istituzionale della città”. Con l’approvazione della mozione, il Consiglio comunale ha inoltre condannato “le affermazioni offensive e delegittimanti rivolte alle istituzioni cittadine nel corso della manifestazione”, “ogni rappresentazione della città di Siena e della sua comunità come realtà indifferente, connivente o permeabile a fenomeni estremisti” e “ogni tentativo di utilizzare vicende giudiziarie ancora oggetto di accertamento per alimentare tensioni ideologiche, scontri politici e campagne di delegittimazione verso le istituzioni democratiche”.
Consiglio comunale di Siena, un intervento per gli 80 anni della Repubblica
La seduta di oggi, giovedì 18 giugno, del Consiglio comunale di Siena si è aperta con un intervento relativo all’ottantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica, sul tema “Il voto, la Repubblica, il valore”, da parte del Consigliere della Federazione dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare, Caterina Testi.
Nel suo discorso ad apertura del Consiglio comunale di Siena Testi ha ripercorso il cammino che, dalla Resistenza, condusse alla rinascita democratica del Paese, ricordando il sacrificio di uomini e donne che resero possibile la libertà e la partecipazione politica. Attraverso il richiamo alle vicende del territorio senese, al ruolo delle donne nel percorso di emancipazione civile e al significato del voto del 1946, è stata proposta una riflessione sul valore della memoria e sul valore militare, inteso come servizio e sacrificio per la collettività, nonché sull’impegno civico e la responsabilità democratica come fondamenti della Repubblica.
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