La Polizia di Stato di Siena ha arrestato un giovane di 20 anni, di origine marocchina e cittadino italiano, con l’accusa di detenzione di ketamina ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; Il ragazzo è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di ketamina nascosti sotto la sella di uno scooter risultato rubato.
L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Siena, si è svolta nell’ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di droga e dei reati predatori, in particolare nelle aree del centro storico.
Gli agenti hanno fermato il giovane mentre percorreva le strade del centro a bordo dello scooter. Dai primi accertamenti, il mezzo è risultato provento di furto, denunciato nei giorni precedenti.
La successiva perquisizione ha permesso agli investigatori di rinvenire sotto la sella circa 50 grammi di ketamina pura, sostanza sintetica considerata particolarmente pericolosa e diffusa soprattutto negli ambienti dello spaccio giovanile e della movida notturna.
Nel corso del controllo, i poliziotti hanno inoltre trovato nel portafoglio del 20enne una carta di credito intestata a un’altra persona, elemento che ha portato ad approfondire ulteriormente la sua posizione.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza di reato e denunciato anche per ricettazione in relazione al motociclo rubato, successivamente restituito al legittimo proprietario.
Al termine delle formalità di rito, il 20enne è stato posto agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria. In seguito alla convalida dell’arresto, il GIP ha disposto nei suoi confronti il divieto di allontanamento dal comune di residenza, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di permanenza domiciliare nelle ore notturne.
Nei confronti dell’indagato, il Questore Ugo Angeloni ha inoltre emesso la misura di prevenzione del divieto di ritorno a Siena per quattro anni.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna.












