“Il quadro che ci restituiscono le indagini delle autorità inquirenti di Siena necessita di una riflessione profonda”.
È il commento della vicepresidente Mia Diop riguardo agli esiti dell’indagine diretta dalla procura minorile di Firenze che ha portato la Digos di Siena a 13 minori denunciati per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e di materiale pedopornografico.
“Occorre certamente indignarsi e condannare i fatti di Siena – aggiunge Diop – perché i minori che sono stati denunciati sbagliano e hanno scelto di stare dalla parte sbagliata della storia e rivelano la propria terrificante visione della società intrisa di violenza, odio, fascismo; Occorre denunciare chi nel dibattito pubblico strizza l’occhio all’intolleranza e al razzismo e non si cura della responsabilità di ciò che le sue parole costruiscono o distruggono”.
“Ma dissociarsi e declamare non basta”, spiega la vicepresidente, che ringrazia le forze dell’ordine e la magistratura minorile per il lavoro svolto.
“Siamo di fronte a minori cresciuti nelle nostre scuole, nelle nostre città, figli di una Regione, la Toscana che ha pagato cara la conquista della libertà e della democrazia, che oggi si impegna da più parti per tenere viva la Memoria, che ha, come scritto nello stesso Statuto, l’antifascismo tra i valori fondamentali; Per questo, – è il ragionamento di Diop – i minori denunciati a Siena devono dare la scossa a tutta la società toscana, alle famiglie, e prima ancora alle istituzioni, che sono chiamate a intensificare il proprio impegno per costruire comunità coese, solidali, tolleranti”.
“La Regione – conclude – è pronta a dedicare sempre di più energie contro indifferenza, intolleranza e rigurgiti neofascisti, altresì però chiede che le agenzie educative, a partire dalla scuola, abbiano strumenti e risorse per costruire percorsi efficaci a diffondere tra le nostre ragazze e i nostri ragazzi la cultura del rispetto”.












