Il Monte dei Paschi di Siena (Mps) apre il 2025 con un primo trimestre in crescita: l’utile netto raggiunge i 413 milioni, in crescita sia rispetto al primo trimestre 2024 (+24,2% a 333 milioni) sia rispetto al trimestre precedente (385 milioni).
Il risultato operativo netto del gruppo a fine marzo è pari a 448 milioni (444 milioni), il risultato ante imposte è di 397 milioni e le imposte sul reddito di periodo registrano un contributo positivo pari a 16 milioni, imputabile principalmente alla rivalutazione delle Dta.
I ricavi del gruppo Mps ammontano a 1.007 milioni, in linea rispetto al primo trimestre 2024 (-0,5%). La crescita delle commissioni nette (+8,9%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+24,7%), scrive la banca, ha quasi integralmente compensato l’attesa contrazione del margine di interesse (-7,5%), penalizzato dalla riduzione dei tassi. In crescita gli impieghi, in particolare i mutui alle famiglie.
Il Monte dei Paschi va avanti nell’Ops su Mediobanca lanciata nel gennaio scorso, “in linea con la tempistica” scrive Rocca Salimbeni in un passaggio del comunicato che annuncia i conti del primo trimestre che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio presenterà agli analisti in mattinata. Il razionale industriale di quell’operazione “è potenzialmente anche coerente con l’operazione annunciata su Banca Generali” dalla stessa Mediobanca aggiunge la nota di Siena. Subito dopo la mossa della banca ‘preda’ di Mps fonti finanziarie senesi avevo indicato questa prima impressione e l’opinione dello stesso Lovaglio è stata poi esplicitata, pochi giorni fa, dal presidente della Fondazione Mps, Rossi, che ha approvato incondizionatamente il lancio dell’Ops nei confronti di Piazzetta Cuccia.












