L’offerta pubblica di scambio (ops) lanciata da Mps su Mediobanca (vai all’articolo) non è stata concordata con i vertici Mediobanca, che con ogni probabilità la considereranno ostile. E’ quanto riferiscono fonti finanziarie a conoscenza della situazione.
Le prime valutazioni formali, in ogni caso, saranno effettuate dal cda che si riunirà nei prossimi giorni, quasi certamente all’inizio della prossima settimana. Ci vorrà presumibilmente più tempo, invece, per un incontro del patto di consultazione tra i soci storici di Mediobanca, che riunisce l’11,4% del capitale.
Sotto i riflettori, infine, la posizione dei grandi soci Delfin (19,81%) e Caltagirone (7,76%) che, stimano altre fonti, avendo di recente acquistato quote rilevanti anche di Mps (rispettivamente il 9,78% e 5%) è ragionevole pensare possano considerare positivamente l’aggregazione.
‘Voglio chiarire fin da subito che continueremo a ‘nutrire’, diciamo così, i marchi Mps e Mediobanca, mantenendo le loro competenze e posizionamento unici’. Così Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Mps, nel corso di una call con gli analisti finanziari sul lancio dell’ops totalitaria su Mediobanca. Si tratta di ‘due marchi forti che lavoreranno insieme’ ha aggiunto poco dopo.
L’operazione su Mediobanca rappresenta “un’opportunità strategica incredibile, in un momento in cui stiamo crescendo e il mercato è molto reattivo. Mediobanca è la controparte migliore nel momento migliore per una business combination forte. Vogliamo unire le nostre forze. Le condizioni offerta – aggiunge – sono molto allettanti”.
Come Mps “siamo liberi di fare acquisizioni, non ci sono limiti da parte della Dg Comp. Sulla sua strada – afferma Lovaglio – Mps aveva “tre opzioni: stand alone, fusione tra pari o un’aggregazione trasformativa con Mediobanca”, ed è quello che l’istituto aveva prospettato al Mef già a dicembre 2022. E’ giusto il momento, è quello migliore considerando quello che sta avvenendo sul mercato”.
Rispetto al risiko bancario, “a volte – spiega l’amministratore delegato di Banca Mps – bisogna essere coraggiosi e pronti a cogliere il momento giusto quando si presenta, convinti della capacità di Mps di crescere assieme a un partner che può aggiungere diversificazione e nuove fonti di ricavi.
La joint venture con Axa scade nel 2027, è chiaro che una volta incrementata questa combinazione’ con Mediobanca “Generali possa essere un’opzione, un’opzione addizionale per il nostro network”. Così Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi, rispondendo in call a un’analista che gli chiedeva se, alla luce dell’ops su Mediobanca, l’istituto stesse valutando di sostituire Axa con Generali quale partner della bancassicurazione.
In ogni caso, frena subito dopo Lovaglio, “è troppo presto per avere una visione finale, considerando che non abbiamo avuto l’opportunità” di parlare con i manager di Mediobanca su questo tema”.












