Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), conclusosi ieri sera sotto la presidenza dell’avvocato Nicola Maione, ha esaminato ed approvato i risultati al 30 settembre 2024, 3° trimestre.
Tra i risultati più significativi di Mps al 3° trimestre del 2024, si rilevano:
- Solida traiettoria di crescita nei primi nove mesi, con una forte generazione organica di capitale in linea con la guidance del piano industriale.
- Utile netto al 30 settembre pari a euro 1.566 milioni (+68,6% a/a), supportato da un utile ante imposte in accelerazione; risultato netto pari a 407 milioni di euro nel terzo trimestre.
- CET1 ratio fully loaded in ulteriore miglioramento: 18,3%, includendo l’utile del terzo trimestre al netto dei dividendi, con payout ratio al 75%, in crescita di 28 punti base t/t e largamente superiore ai requisiti normativi.
- Ottimo andamento della performance operativa: risultato operativo lordo dei nove mesi a 1.645 milioni di euro (+13,7% a/a) grazie alla positiva dinamica dei ricavi (+8,3% a/a), per la crescita sia del margine di interesse (+4,7% a/a) che delle commissioni (+10,7% a/a), con un forte contributo del wealth management (+19,6% a/a).
- Nel terzo trimestre margine di interesse in crescita dell’1,8% t/t, che controbilancia commissioni che hanno limitato (-3,9% t/t) l’impatto della consueta stagionalità e registrano un incremento del 12,5% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.
- Costi operativi nei nove mesi pari a 1.392 milioni di euro (+2,5% a/a); l’efficace strategia di continua ottimizzazione dei costi non HR (-4,9% a/a) limita l’impatto del nuovo contratto nazionale sui costi HR (+6,9% a/a). Cost/income ulteriormente migliorato al 46% (48% al 30 settembre 2023).
- Raccolta totale in crescita da inizio anno (+5,8 miliardi di euro) su tutte le componenti, con un maggior focus nel terzo trimestre sul risparmio gestito, in linea con il piano industriale. La dinamica degli impieghi performing (-2,0% t/t) riflette i trend di mercato.
- Costo del credito a 52 punti base nei nove mesi, in linea con la guidance.
- Finalizzata la cessione di un pacchetto di NPE con un gross book value pari a circa 300 milioni di euro, i cui effetti economici sono già riflessi nei dati dei nove mesi. Escludendo il relativo portafoglio, stock dei crediti deteriorati lordi pari a 3,6 miliardi di euro; NPE ratio lordo al 4,5%, NPE ratio netto al 2,4% e copertura complessiva dei crediti deteriorati al 48,1%.
- Solida posizione di liquidità con una counterbalancing capacity non impegnata a 32 miliardi di euro e con ulteriore riduzione dell’incidenza del funding BCE sul totale passivo, pari al 7% (circa -4 punti percentuali da inizio anno); LCR a 165% e NSFR a 133%.
L’analisi del risultato del 3° trimestre e dei primi nove mesi del 2024 di Banca Mps
Il Monte dei Paschi archivia un altro trimestre con il vento in poppa. Mps registra un utile netto di 407,7 milioni nel periodo luglio-settembre, 3° trimestre 2024, che si confronta con un utile di 309,6 milioni nel trimestre corrispondente del 2023; il risultato netto dei nove mesi cresce così a 1.565,9 milioni, in aumento di oltre il 68% rispetto ai nove mesi dello scorso anno. Il risultato è superiore al consensus degli analisti.
Sui risultati dei nove mesi c’è il beneficio della rivalutazione del ‘tesoretto’ delle Dta della banca di Rocca Salimbeni: 470 milioni, di cui 6 milioni al 30 settembre, al netto della fiscalità relativa al risultato del periodo. Il risultato operativo netto nei nove mesi è di 1.339 milioni (+17,6%), mentre nel terzo trimestre è di 442 milioni, in lieve calo rispetto al trimestre precedente (453 mln). Il margine di interesse cresce ancora: +4,7% nei nove mesi a 1.768 milioni. La banca registra un margine di intermediazione di 3.037 milioni (+8,3%). Mps annuncia quindi la cessione di un pacchetto di crediti deteriorati per un valore lordo di libro di 300 milioni, i cui effetti sono già riflessi nei conti.
La crescita del margine di interesse, spiega Banca Mps, è stata guidata prevalentemente dal maggior contributo dei rapporti con banche centrali, permettendo di ridurre il costo complessivo del funding e del portafoglio titoli. In particolare, nei rapporti con banche centrali, al 30 settembre 2024 è stato contabilizzato un beneficio netto pari a 104 milioni, rispetto al costo netto di 77 milioni del corrispondente periodo del 2023. Le commissioni nette nei nove mesi crescono del 10% a 1.092 milioni grazie alle attività di gestione/intermediazione e consulenza.
Mps registra oneri operativi per 1.392 milioni, in crescita del 2,5% soprattutto per gli effetti del rinnovo del contratto dei bancari “parzialmente compensati”, scrive Rocca Salimbeni, dalla continua ottimizzazione degli altri costi (-4,9%). Il cost/income cala, comunque, al 46% (48% a fine settembre del 2023). In dettaglio, le spese per il personale ammontano a 918 milioni (+6,9%), mentre le altre spese amministrative calano a 348 milioni (-5,4%). Il costo del credito a clientela cala a 300 milioni nei nove mesi (307 milioni).
Banca Mps nei nove mesi ha quindi realizzato una raccolta complessiva di 192,9 miliardi, in calo di 3,5 miliardi rispetto a giugno “per il calo della raccolta diretta (-5,3 miliardi, di cui -2,9 miliardi in PcT e obbligazioni)”, mentre l’indiretta è cresciuta di 1,8 miliardi.
I prestiti alla clientela sono calati a 76,6 miliardi rispetto a giugno (-1,3 miliardi), principalmente sui mutui (-1,2 miliardi), che scontano soprattutto le rate in scadenza. Sostanzialmente stabili le altre componenti. I crediti deteriorati sono pari a 3,9 miliardi lordi, in lieve aumento (+0,1 mld) rispetto al 30 giugno scorso e a fine 2023 (+0,4 mld di euro). Escludendo gli effetti della cessione del portafoglio da 300 milioni, il totale finanziamenti clientela deteriorati lordi risulta pari a 3,6 miliardi. L’esposizione netta è di 1,9 miliardi con la percentuale di copertura stabile al 49,9%.
La posizione di liquidità, scrive la banca, si conferma solida. I ratio patrimoniali mostrano un Cet1 fully loaded al 18,3% (pro forma, includendo l’utile di periodo e deducendo dal capitale i dividendi maturati nei primi nove mesi assumendo un pay out ratio del 75% dell’utile ante imposte).
Le dichiarazioni dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio
“Il Monte dei Paschi ha già maturato dividendi per 800 milioni, – indica l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nella call con gli analisti analizzando i risultati di Mps del 3° trimestre 2024 -. La banca ha già raggiunto il target di utile previsto per l’anno.
Il ministero dell’Economia, azionista del Monte dei Paschi, ha dimostrato di sapere quello che fa con la partecipazione nella banca senese – afferma l’amministratore delegato della banca rispondendo ad un analista che gli chiedeva indicazioni su quello che succederà nei prossimi mesi con la partecipazione del Mef ancora sopra la soglia del 20% del capitale e destinata a ridursi ulteriormente -. Noi non siamo il Mef e l’unica cosa che posso dire – risponde Lovaglio – è che hanno dimostrato di sapere che cosa stanno facendo e hanno fatto le cose bene fino a questo momento secondo me, quindi lasciamoli fare quello che ritengono sia il meglio per il gruppo e per gli azionisti.
Il Monte dei Paschi ha realizzato la cessione dei 300 milioni di crediti deteriorati, annunciata stamani assieme ai conti del terzo trimestre, senza impatto a conto economico. La banca punta a ridurre lo stock di 3,6 miliardi lordi “in modo razionale” – afferma l’ad di Mps -, in quanto “c’è del valore da estrarre” dal portafoglio della banca “e prevediamo di mettere a terra azioni ad hoc per recuperare posizioni deteriorate”.
“Mps – aggiunge Lovaglio – ha dimostrato di avere capacità nel ‘tasso di cura’ dei crediti a rischio e di saperli riportare in bonis. Solo se queste azioni non si rivelassero efficaci la banca procederebbe con ulteriori cessioni ma “il messaggio e’ che questa ultima operazione è stata senza impatto sul conto economico e questo ci dà l’idea di come il portafoglio npe sia adeguatamente coperto”.
Il Monte dei Paschi la prossima primavera potrebbe staccare un dividendo superiore al miliardo. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha indicato infatti agli analisti che la banca, alla luce dei risultati dei nove mesi, prevede un quarto trimestre “che non sarà diverso dalla media dei precedenti” e quindi l’utile prima delle imposte potrà essere di “1,3-1,4 miliardi”.
Il top manager lucano della banca di Rocca Salimbeni ha confermato che il payout ratio è del 75% con un dividendo già acquisito, dopo i nove mesi, di circa 820 milioni (l’utile di periodo al lordo delle imposte è di 1.096 milioni). Il payout ratio di Mps, ha osservato un analista nell’interlocuzione con Lovaglio nella call, adesso è in linea con i concorrenti di pari taglia di Siena.
Il top management del Monte dei Paschi, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio e il cfo Andrea Maffezzone, nel corso della conference call con gli analisti sui numeri del terzo trimestre non risponde ad un’unica domanda: se ci siano colloqui in corso con il gruppo transalpino Axa per il riacquisto della joint venture assicurativa (50% a testa) con lo storico partner d’Oltralpe. C’e’ pero’ un’indicazione del cfo Maffezzone: da un eventuale riacquisto della quota il Monte avrebbe un beneficio, in termini di utili aggiuntivi, di “60-80 milioni annui”. Da un punto di vista patrimoniale anche grazie al cosiddetto compromesso danese, regola contabile che limita l’impatto per le banche che acquistano assicurazioni, l’impatto, afferma Maffezzone, “sarebbe gestibile” ma non rivelabile, in quanto funzione del prezzo che Siena dovrebbe pagare al partner Axa.












