Il Monte dei Paschi chiude il primo trimestre 2024 con un utile netto di 333 milioni in crescita del 41% rispetto al risultato dello stesso trimestre 2023 con un risultato superiore alle stime di consenso su Mps degli analisti (280 milioni). Il margine di interesse si attesta a 587 milioni (+16,4%) mentre le commissioni nette crescono del 10% a 365 milioni.
I ricavi della banca Mps presieduta da Nicola Maione e guidata da Luigi Lovaglio salgono nel primo trimestre 2024 a 1.013 milioni (+15,2%). In aumento le spese del personale a 305 milioni (+5,9%) per effetto del rinnovo del contratto. Il costo del credito clientela è stabile a 106 milioni e il risultato operativo netto cresce a 444 milioni (309 milioni). La raccolta complessiva cresce a 192,8 miliardi, gli impieghi crescono a 78,4 miliardi (+0,7 miliardi). I crediti deteriorati lordi crescono a 3,6 miliardi, l’esposizione netta è di 1,8 miliardi da 1,6 miliardi a marzo 2023. Il Cet1 è al 17,9% e pro forma, includendo l’utile del trimestre, si attesterebbe al 18,2 per cento.
Il Monte dei Paschi rileva che la crescita del margine di interesse, a fronte di un aumento del costo della raccolta, è stata favorita dalla posizione nei confronti della Bce passata da un saldo passivo pari a 5,9 miliardi a fine marzo 2023 ad uno attivo pari a 2,9 miliardi al 31 marzo scorso e questo ha contribuito alla contabilizzazione di “un beneficio netto pari a 21 milioni, rispetto al costo netto di 50 milioni dello scorso anno”. Sulla crescita delle commissioni, invece, ha influito l’attività di gestione, intermediazione e consulenza (+18,3%), che beneficia della ripresa del risparmio gestito.
In crescita anche le commissioni sull’attività commerciale, grazie al contributo dei finanziamenti e garanzie. Tra gli oneri del primo trimestre 2024, Mps ricorda i 75 milioni dovuti al Fondo interbancario (Fitd) che l’anno scorso erano stati contabilizzati nel terzo trimestre. Banca Mps a fine marzo poi, registra una posizione di liquidità operativa con una counterbalancing capacity non impegnata pari a circa 29,6 miliardi, sostanzialmente in linea con il 31 dicembre 2023 (pari a 29,8 miliardi. L’indicatore di liquidità Nsfr (tasso di finanziamento netto stabile) è al 129 per cento. La banca nella nota ricorda quindi l’emissione di un bond senior preferred di 500 milioni emesso a marzo e il covered bond da 750 milioni in aprile.
Il Monte dei Paschi stima un utile prima delle imposte di 1,3 miliardi indica l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nella presentazione agli analisti nella quale spiega che la banca intende “aggiornare” gli obiettivi del piano industriale al 2026 in quanto alcuni sono già stati raggiunti. Lovaglio conferma gli obiettivi già indicati per l’anno di una crescita dei ricavi e di una conferma dei crediti deteriorati “non vediamo segnali di peggioramento” del portafoglio dei non performing.
Rispondendo alla domanda di un analista nella presentazione dei conti del primo trimestre 2024 che si è chiuso con un utile di 333 milioni l’ad Lovaglio afferma che “Mps non intende pensare ad acquisizioni di asset bancari”. All’analista che notava la forte posizione di capitale della banca, con il Cet1 più alto dei concorrenti, Lovaglio ha risposto “ovvio che non faremo acquisizione di asset bancari, sappiamo di avere una posizione di capitale molto forte, forse ci sarà un approccio diverso nel nuovo piano sulla politica dei dividendi”. Lovaglio ha aggiunto che Mps cercherà di cogliere le opportunità dalle partnership già esistenti e che ha l’obiettivo di “ottimizzare il capitale in eccesso”.
Il tema dei contenziosi del Monte dei Paschi “per me è un argomento ormai chiuso” afferma l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio. La banca in una slide della presentazione indica un petitum di 1,33 miliardi, in lieve calo rispetto a dicembre (1,34 miliardi). Mps indica rischio zero per le controversie extragiudiziali. Lovaglio stima un’evoluzione positiva del contenzioso civile sui deteriorati con l’esclusione da un processo in corso di circa 300 parti civili (il petitum specifico rimosso e’ di 13 milioni secondo la slide) “il rischio è limitato – aggiunge – è solo questione di tempo”. L’indicazione del petitum dai contenziosi in essere non comprende i numeri sul rischio di soccombenza che la banca giudica ‘remoto’.
Mps chiuderà l’anno con un utile prima delle imposte “sopra” il livello dello scorso anno, al netto dei rilasci degli accantonamenti legati alla riduzione dei contenziosi legali – ha affermato l’ad Lovaglio nel corso della presentazione dei contri del primo trimestre 2024. L’utile pre tasse dello scorso anno così ricalcolato ammonta a 1.241 milioni, al netto, appunto, dei 466 milioni che la banca ha portato a conto economico nel quarto trimestre rilasciandolo dalle riserve. Sul risultato del 2023 la banca ha poi beneficiato di un impatto fiscale positivo di 345 milioni dalla conversione delle dta. Impatto positivo che, alla luce dei 2,5 miliardi di imposte differite attive, attualmente non iscritte in bilancio, che la banca detiene, potrebbe ripresentarsi alla fine di quest’anno. “Non abbiamo aggiornato i dati relativi alle Dta – ha affermato Lovaglio – e probabilmente quando li aggiorneremo a medio termine potremo avere dati più precisi per il probability test e ci aspettiamo ulteriori vantaggi fiscali”. In un passaggio della presentazione il top manager di Rocca Salimbeni ha ricordato che la banca sta sfruttando “solo una piccola parte dei crediti fiscali” uno sfruttamento che dovrebbe aumentare dal prossimo anno “rafforzando la capacità organica di generare capitale”.
Mps ha indicato a fine 2023 un obiettivo per il dividendo di quest’anno: un pay-out ratio del 50% (sul risultato 2024). Lovaglio nella conference call con gli analisti ha anticipato una revisione ad agosto, in occasione della presentazione della semestrale, dei target del piano industriale al 2026 visto l’anticipo con il quale la banca viaggia rispetto alla tabella di marcia indicata nel piano e non ha escluso novità sulla politica del dividendo.












