L’indagine ha preso il via dalla denuncia della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Siena in base a degli accertamenti che sono stati trasmessi al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.
De Mossi, nel corso di una conferenza stampa convocata a seguito dell’avviso di garanzia che gli è stato notificato in qualità di sindaco – avviso che è stato comunicato anche ad altre persone indagate – ha dichiarato: ”Ognuno si assume le proprie responsabilità. Io mi sono sempre assunto le mie, qualchedun altro si assume le sue”. I reati ipotizzati sono danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale ed concorso di persone in reato. L’area del cantiere intanto è stata sequestrata e il Comune di Siena risulta anche parte offesa del procedimento.











