
Alla luce delle esigenze e particolarità dei territori toscani, a supporto e integrazione del sistema, le aziende unità sanitarie locali si dotano di autoveicoli di soccorso, composti da medici dipendenti o convenzionati con il servizio sanitario, da infermieri dipendenti dallo stesso, da soccorritori di livello avanzato.
Sarà la Giunta regionale con regolamento a definire i requisiti tecnici ed organizzativi necessari per svolgere l’attività. In particolare il regolamento individua le attrezzature tecniche ed il materiale dei mezzi di soccorso, disciplina i requisiti e i percorsi formativi obbligatori per i soccorritori ed i formatori, disciplina la formazione specifica riservata agli autisti .Sarà la commissione di vigilanza e controllo dell’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente ad esercitare le attività di vigilanza e controllo.
Un nucleo tecnico permanente avrà il compito di monitorare l’attuazione della legge e potrà formulare proposte. Sarà composto dal direttore della competente direzione regionale, dai direttori dei dipartimenti di emergenza ed urgenza, dai direttori dei dipartimenti delle professioni infermieristiche ed ostetriche, dai rappresentanti delle associazioni di volontariato.
La proposta di legge è stata licenziata a maggioranza. Hanno votato contro i consiglieri Andrea Quartini (M5S), Jacopo Alberti (Lega), Paolo Sarti (Toscana a sinistra), Monica Pecori (Misto). A favore tutti gli altri.
“C’è un sistema toscano, fondato sul volontariato, che vogliamo tutelare e valorizzare. Un modello che vive dell’equilibrio e del rispetto reciproco tra i professionisti del sistema pubblico ed i soccorritori volontari di alto livello – ha commentato il presidente Scaramelli – E’ un modello che, a distanza di quasi diciotto anni, ha sviluppato una rete capillare sul territorio, che deve essere messa in sicurezza”.











