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SALUTE e BENESSERE

Batterio ”New Delhi”: il dibattito in Consiglio regionale dopo la comunicazione della Giunta

25 Settembre 20195 Mins Read
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batterionewdelhiMaurizio Marchetti (Forza Italia), nel suo intervento dopo la comunicazione dell’assessore Stefania Saccardi (vai all’articolo) ha osservato che “il problema è serio e non so quanto sia circoscritto”. “Ottimo che ci sia un monitoraggio – ha detto il consigliere – ma qui c’è da fare il salto verso le azioni di contrasto. Dall’area vasta Nord Ovest in questi giorni ho ricevuto cinque telefonate su decessi avvenuti per il precipitare improvviso delle condizioni di ricoverati quasi avviati a dimissioni ospedaliere. Allora, io vorrei che dall’attenzione nel monitoraggio continuo e puntuale si passasse subito alla circoscrizione del contagio con interventi mirati”.

Jacopo Alberti, portavoce dell’opposizione, si è chiesto “perché se non c’è alcun rischio per i normali cittadini non si è detto lo scorso maggio? E non si è detto invece che chi veniva ricoverato correva dei rischi?”. Questo silenzio, ha detto il consigliere, è alla base di una preannunciata mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Saccardi che sarà presentata nelle prossime sedute. “Questo ritardo nelle comunicazioni, arrivate solo dopo che un quotidiano ha pubblicato la notizia, resta tutto da capire”, ha aggiunto.

Anche per Elisa Montemagni (Lega) “sarebbe stato opportuno agire in modo diverso e apprendere l’esistenza del problema dalla Regione e non dai giornali”. E questo “non per fare allarmismo ma per fare correttamente prevenzione. Forse alcuni contagi – ha detto la consigliera – si sarebbero potuti evitare se la gente fosse stata consapevole dei rischi che correva”. È normale essere preoccupati soprattutto in Versilia, ha proseguito Montemagni, dove non esiste un reparto di malattie infettive e dunque i malati sono ricoverati insieme ad altri pazienti. “Una risposta su questo – ha concluso – è necessaria”.

Stefano Scaramelli (Pd) ha sottolineato che “la prevenzione è importante, ma si tratta comunque di una situazione che, sebbene non da sottovalutare, non va esasperata per non fomentare paure ingiustificate”. “Dobbiamo avere fiducia negli organismi preposti – ha detto Scaramelli – che stanno monitorando. Tutto appare sotto controllo, e non si può parlare di morti se non viene stabilita una causalità diretta”.

Secondo Monica Pecori (Gruppo misto) “non è un caso che la concentrazione del batterio sia particolarmente alta nella Usl nord-ovest, perché è quella la zona in cui è segnalata da tempo una gestione precaria”. “Manca il personale – ha aggiunto la consigliera – per questo è difficile rispettare tutte le procedure; a Livorno ci si è limitati ad aggiungere un separé e un cestino”.

“Le infezioni ospedaliere sono sempre impegnative da affrontare – ha detto Serena Spinelli (Gruppo misto) – ma tutte le procedure sono state attivate come dovuto. Nessuna comunicazione doveva essere data alla popolazione, perché non c’è alcun rischio per la popolazione. I cittadini hanno diritto di sapere se la Regione Toscana è in grado di contenere le infezioni in ospedale, e così è. Anche i turisti possono stare tranquilli”.

Per Andrea Quartini (M5S) “già nello scorso autunno c’era una piccola spia nella zona nord-ovest, in cui le infezioni ospedaliere risultavano più alte della media stagionale”. “Quando c’è carenza perfino di stracci per pulire non è strano, e qui sta la responsabilità della politica – ha aggiunto il consigliere –: controllare che tutto quello che è previsto nei protocolli non sia disatteso”. Non aver comunicato alla popolazione il picco emergenziale, ha detto ancora Quartini, “è stato un vulnus grave, perché così il sistema sarebbe stato riallertato e sarebbe salito il livello di attenzione. Così come è uno sbaglio affidare l’igiene degli ambienti ospedalieri a servizi esterni, che per guadagnare risparmiano sulla qualità”.

Anche Roberto Biasci (Lega) ha messo l’accento sul fatto che, con i flussi turistici, i pronto soccorso degli ospedali sono stati intasati e che sarebbe stato necessario avvertire prima la popolazione. Critica in particolare la situazione a Cecina, “punto nevralgico l’estate, dove occorre un reparto di malattie infettive”.

Paolo Marcheschi (Fdi) ha osservato che “con la scarsa informazione alla fine la psicosi si genera lo stesso. Adesso è necessario verificare se le procedure adottate siano sufficienti e che siano state applicate in maniera completa ed efficace”. “Non è possibile accettare l’idea che se si va in ospedale ci si possa ammalare di altre malattie invece di guarire”, ha concluso.

Enrico Sostegni (Pd) ha ribadito che “la Toscana è ben attrezzata e ha messo in atto tutto quanto suggerito dall’Oms e questo basta. Questa non deve essere la fiera delle opinioni personali, dove ognuno dà la sua ricetta per risolvere il problema”.

Secondo Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) bisogna intervenire sui problemi di fondo, e cioè “sull’abuso prescrittivo degli antibiotici, sul controllo che le procedure di profilassi interne siano rispettate, e sull’esternalizzazione dei servizi di pulizia negli ospedali, che si è rivelata un pieno fallimento”.

Alla fine, l’assessore Stefania Saccardi ha replicato ribadendo l’assenza di ogni rischio per i cittadini comuni, che non esiste causalità diretta tra i decessi accertati e il batterio, che è solo una concausa. Quanto alla comunicazione, “se non filtrata e semplicistica può creare problemi e falsi allarmismi”. “La comunicazione doveva essere interna agli ospedali – ha concluso l’assessore – e all’interno degli ospedali la comunicazione c’è stata”.

Alla fine del dibattito, il Consiglio regionale ha respinto un ordine del giorno del gruppo Lega, collegato alla comunicazione sugli effetti del batterio “New Delhi” in Toscana, presentato da Jacopo Alberti. L’atto impegnava la Giunta regionale a fornire una comunicazione di aggiornamento sull’epidemia, in occasione delle prossime sedute d’aula, fino al cessare dell’emergenza. Nel corso dell’illustrazione, Alberti ha chiarito di aver contestato la tardiva comunicazione sul super batterio, da qui la mozione di non gradimento rivolta all’assessore; per Andrea Quartini (M5S) e Monica Pecori (Gruppo misto), che hanno annunciato il voto favorevole, poteva bastare un richiamo periodico in Consiglio, l’importante era informare tempestivamente, quindi verificare e controllare. Su 28 votanti, 11 consiglieri si sono espressi a favore, 17 i contrari.



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