L’insegnante, all’epoca dei fatti in servizio alla scuola primaria di Arbia, ISC “Pertini” di Asciano, fu inutilmente difeso come ottimo insegnante dal comportamento ineccepibile non solo da una mobilitazione durata oltre quattro mesi delle famiglie dei suoi alunni con appelli, documenti, delegazioni di genitori all’USP, fino allo “sciopero” delle “aule vuote”, ma pure dall’intera dirigenza e segreteria della scuola.
Fontani ha da sempre fatto risalire l’inizio della vicenda “alla sua fuoriuscita da un gruppo di Testimoni di Geova dei quali faceva parte cha aveva dato inizio a fenomeni di ostracismo nei suoi confronti assurdamente assecondati da una scuola laica dal settembre 2005”.
Il licenziamento giunse al culmine di 12 anni di una lunga odissea persecutoria – che secondo USR e MIUR avrebbero troncato il rapporto di fiducia del maestro con la sua amministrazione -, la quale in un lancio dell’agenzia Ansa del 26 agosto 2017 venne definita “il più noto, grave e lungo caso di persecuzione da parte della della PA che si sia mai verificato nella scuola”.
Il giudice ha infine annullato lunedì sia il licenziamento che le due sanzioni di sospensione per un mese ciascuna che lo avevano immediatamente preceduto per l’irrilevanza o l’insussistenza dei fatti addebitati. Inoltre, accogliendo la specifica richiesta dell’insegnante, è stato disposto il reintegro di Fontani nella stessa scuola dove insegnava al momento dell’ingiusto licenziamento.











