La qualità prima di tutto. Questo il messaggio lanciato oggi in occasione dell’inaugurazione del nuovo edificio per il Controllo Qualità (QC) del sito GSK Vaccines di Rosia, per un investimento di 42 milioni di euro. Un’operazione strategica per lo stabilimento italiano, che nel solo 2018 ha distribuito 47 milioni di dosi di vaccini in 54 Paesi e che, unico al mondo, produce tutti i vaccini contro le meningiti batteriche. La nuova struttura, che si estende per oltre 8.700 m², sarà interamente dedicata al controllo qualità, dallo sviluppo clinico del vaccino fino alla produzione e distribuzione. La prospettiva è di lungo termine: attraverso l’investimento fatto, GSK si dota di laboratori, processi e tecnologie tra le più avanzate in materia di controllo qualità e centralizza tutte le attività sul sito di Rosia, confermandone la strategicità nel network produttivo globale.
Investire in qualità come parte integrante della cultura GSK. La produzione di qualsiasi vaccino è un’attività ad elevata complessità, che può richiedere fino a 24 mesi per mettere a punto un singolo lotto di 100 mila dosi. Durante tutta la fase produttiva, oltre due terzi del tempo sono dedicati all’esecuzione di centinaia di test finalizzati a garantire la qualità del prodotto; ciascun lotto di vaccino contro il meningococco B, per esempio, è sottoposto a circa 225 diverse analisi. La scelta di investire nella nuova struttura conferma la centralità della cultura della qualità per GSK, che vuole andare oltre gli standard richiesti, sposando un approccio orientato al miglioramento continuo e focalizzato sui pazienti, per fornire vaccini sempre più sicuri, efficaci e di altissima qualità.

Costruita in tempi record tra il 2015 e il 2017, nel corso del 2018 la nuova struttura per il Controllo Qualità è stata sottoposta alla validazione da parte delle autorità regolatorie per poter avviare le attività. L’ingente investimento, il primo approvato dopo l’integrazione con GSK nel 2015, ha permesso di realizzare un edifico dotato di 500 postazioni di lavoro, di cui circa 300 in laboratorio, in cui si eseguiranno oltre 500 mila test all’anno, potenzialmente raddoppiabili in base a eventuali nuove esigenze produttive. Ad oggi sono dedicate alle fasi di controllo qualità circa 230 persone, i cui profili professionali spaziano da chimica a microbiologia, immunologia e statistica.
La struttura è organizzata secondo un approccio lean di razionalizzazione dei flussi di lavoro, orientato a massimizzare e migliorare costantemente i processi operativi interni. Questo consentirà: una riduzione significativa e progressiva dei tempi di effettuazione dei controlli (dai 120 giorni del 2019 a 21 giorni nel 2021); la garanzia di elevati standard di sicurezza biologica; la progressiva eliminazione della carta per la sola gestione digitale dei dati, a garanzia di maggiore sicurezza e integrità dei dati stessi; infine, non meno importante, la capacità di sostenere eventuali incrementi di produzione. Rosia attualmente è l’unico sito nel network globale GSK a produrre due vaccini blockbuster, per la prevenzione della meningite di tipo B e dell’herpes zoster.


Per David Serp, responsabile produzione GSK Vaccines Italia “dietro ogni investimento c’è sempre una visione di lungo periodo. Per il sito di Rosia, l’apertura di questo nuovo edificio interamente dedicato al controllo qualità è la dimostrazione che qui abbiamo le competenze e l’esperienza per garantire il migliore supporto alla produzione dei nostri vaccini. Dal nostro sito escono i principali vaccini del network: essere solidi e pronti ad accogliere incrementi di produzione è il nostro valore aggiunto e la migliore garanzia per la stabilità e la forza attrattiva di questo sito.”

“L’innovazione nelle scienze della vita è ormai il frutto di ecosistemi nati grazie all’attivazione di partnership pubblico-private che, sempre di più, dovranno partire da una visione strategica condivisa, proprio come avviene per noi con GSK – così Andrea Paolini, direttore generale Fondazione Toscana Life Sciences -. Collaborazioni tra mondo accademico e industria che trovano una mediazione in soggetti come Toscana Life Sciences o nei distretti regionali e che spaziano dalla condivisione di piattaforme tecnologiche alla componente di ricerca e industriale, dalla formazione ai servizi, fino al supporto ai modelli di esternalizzazione sempre più tipici del settore farmaceutico.”











