
«Nel fine settimana mi sono messo a studiare. La portata operativa del 118 è tale da non rendere accettabile il tentativo di escludere l’organo legislativo della Toscana, ovvero il Consiglio regionale, dal percorso di definizione di equipaggi, strumentazioni e tutto quanto andrà a comporre una riforma della vigente legge 25/2001 che sarà il riferimento del settore per i vent’anni a venire. Dobbiamo tutti batterci affinché il ragionamento sia collettivo, condiviso, esteso a tutte le categorie professionali operanti nel soccorso e a tutti i soggetti che compongono il prezioso arcipelago del volontariato toscano. Ci si arriva anche a semplice buon senso – osserva Marchetti – ma i dati aiutano».
E quindi eccoli, i dati che il Capogruppo di Forza Italia è andato a recuperare dalle banche dati dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) e relativi al 2017: «Delle 507.020 chiamate con richiesta di soccorso giunte alle centrali operative di tutta la Toscana, in Asl Sud Est il telefono ha squillato 100.652 volte attivando 75.623 interventi. Ciò significa che la chiamata ha reso necessario il soccorso vero e proprio nel 75,13% dei casi. Il volume complessivo delle missioni, ovvero le volte in cui i mezzi escono e il cui numero comprende dunque anche le attività non generate da chiamate alla centrale operativa, nel 2017 è stato di 85.322 eventi. I dati – conclude Marchetti – parlano da sé: non è questione che possa affrontarsi a colpi di delibere di giunta o per deleghe in bianco o ascoltando parzialmente chi di questi numeri è protagonista quotidiano: i cittadini come pazienti, i professionisti del soccorso, i volontari».











