
La mozione accende i riflettori sul Consorzio che ha “il compito istituzionale di gestire i sistemi informativi e i relativi servizi, accentrati e non, nell’ottica della centralizzazione informatica e dei servizi stessi a livello di Gruppo Bancario”. Si tratta, ha ricordato Fattori in Aula, di una società in house che al momento conta circa 870 dipendenti, 320 a Siena e 180 a Firenze. “Ciò che desta preoccupazione, soprattutto, riguarda la tutela dei posti di lavoro”, ha ribadito il consigliere di Sì-Toscana a sinistra, richiamando l’operazione con cui cinque anni fa Mps aveva esternalizzato i servizi ausiliari, contabili e amministrativi di back office. “Un’operazione che non ha dato un buon risultato”, ha affermato Fattori e che oggi torna di attualità dinanzi all’annunciata trattativa per l’alienazione del Consorzio operativo del gruppo per la quale Mps ha deciso di selezionare come partner unico VRM, un fondo di investimento basato in Lussemburgo.
Bezzini ha affermato la condivisione di “spirito e contenuto” della mozione, e l’impegno a seguire le vicende di “una delle più grandi aziende dell’Italia centrale, grande motore di sviluppo del territorio e polo occupazionale”. L’impegno, ha ribadito, “è salvaguardare l’integrità aziendale” e garantire che la sede della direzione generale banca Monte dei Paschi su Siena; un indirizzo che credo possa trovare un largo consenso”.
Marco Casucci (Lega) ha annunciato voto favorevole e assicurato l’attenzione alle vicende che riguardano la Banca. Condividendo “lo spirito dell’atto e dell’emendamento”, Casucci ha affermato che di fronte alle esternalizzazioni bisogna “da una parte mantenere il livello occupazionale, dall’altra tenere alto anche il valore territoriale e la professionalità”.
“Voteremo a favore, ma è strano sentire la forza politica che rappresenta il partito che ha spolpato la banca dall’interno parlare di salvataggio di posti di lavoro”. È quanto ha dichiarato Giacomo Giannarelli (M5S), che ha ricordato quanto appurato dalla commissione d’inchiesta su Mps da lui presieduta nel corso di questa legislatura. “Sono preoccupato – ha detto – che ancora una volta, per gli intrecci del groviglio armonioso, paghiamo l’erogazione allegra del credito agli amici degli amici”. “La parte pubblica continua a metterci soldi – ha aggiunto Giannarelli – e si paga l’erogazione del credito a progetti e aziende che ottenevano questi soldi per un’affiliazione politica”.











