Il miele si sa è un toccasana per il corpo, ma da qualche mese a Poggibonsi il miele è anche diventato simbolo ed occasione per un vero e proprio riscatto sociale. Grazie agli educatori e agli operatori della FTSA, il progetto L’Ape Operaia, portato avanti dal Laboratorio CentroAnch’io, è finalmente decollato. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati presentati alla comunità valdelsana i primi risultati della nuova avventura che ha per protagonisti le persone con disabilità ed il mondo dell’apicoltura.
“Progettare nuove attività finalizzate a far emergere delle nuove competenze o a mantenere quelle preesistenti in persone con disabilità non è mai scontato. Da tempo ci chiedevamo – afferma Chiara Forconi, Referente del Laboratorio Centroanch’io – come e cosa proporre ai nostri ragazzi che non fosse solo un bel progetto ma soprattutto un’opportunità lavorativa significativa per ognuno di loro. L’Ape-Operaia permette tutto questo poiché ogni singola persona ne è coinvolta in base alle proprie competenze facendo percepire a pieno che ognuno è importante per arrivare alla realizzazione del prodotto finale. Un grazie in particolare va al nostro Direttore dei Servizi Residenziali e Semiresidenziali della FTSA, Romina Mora, che ha da subito visto grandi potenzialità nel progetto, fornendoci gli strumenti necessari per la sua realizzazione, e all’Amministrazione Comunale che ci ha messo a disposizione gli spazi idonei per avviare l’attività”.

“Un bel progetto di inclusione lavorativa e sociale che nasce su un’altra bella storia di ripristino della legalità – dichiara David Bussagli, Sindaco di Poggibonsi e Presidente della Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa – La storia è quella di un abusivismo edilizio che risale agli anni Ottanta. Al termine delle lunghe e complesse procedure previste, viene abbattuto il fabbricato abusivo sul terreno divenuto di proprietà del Comune. Quel terreno oggi ospita api, arnie, operatori e ragazze e ragazzi che producono miele. Un bel progetto di integrazione frutto della passione dei tanti che lavorano nei nostri servizi e che ben rappresenta la storia di una comunità che tiene al rigoroso rispetto della legalità e soprattutto all’inclusione sociale”.











