
La storia del cavatappi. I primi cavatappi nacquero in Inghilterra come conseguenza diretta dell’adozione della bottiglia industriale in vetro, mentre l’uso del sughero come materiale di chiusura dei contenitori del vino risale ai tempi dei Greci e dei Romani. Il primo brevetto di un cavatappi è datato 1795 e fu ottenuto a Londra dal Reverendo Samuel Henshall. In Italia, invece, si parla per la prima volta di un cavatappi in una commedia di Goldoni del 1752, ma il primo brevetto italiano risale alla fine del 1800 e, vista la mancanza di un Ufficio Brevetti, la prima registrazione nel nostro Paese è del1864. Seguiranno, poi, brevetti in altri Paesi consumatori e produttori di vino.
Il collezionista. Gianfranco Campione ha raccolto gli oggetti esposti in oltre 40 anni di viaggi in Italia e all’estero, dove ha vissuto nei primi anni del 1970. Dal 1989 vive in Toscana, dove ha lavorato per alcune importanti cantine storiche del Chianti, e dallo stesso anno è membro della Associazione italiana collezionisti cavatappi (Aicc), nata nel 1988 a Milano su iniziativa dell’Ingegner Paolo de Santis e dell’architetto Maurizio Fantoni.











