Il romanzo, pubblicato a fine luglio dalle Edizioni Effigi, si presente come una piccola saga familiare ambientata tra Milano, un piccolo paesino della Toscana (Sarteano?) e gli Stati Uniti, tra il presente e il passato.
La presentazione è stata allestita come una sorta trasmissione radiofonica, con tanto di musiche ad intervallare le letture di Martina Belvisi, Laura Rossi e Cataldo Bevilacqua. L’autore ha raccontato la genesi ed alcune curiosità sulla sua prima prova narrativa in un serrato dialogo con Alessio Biancucci (animatore culturale del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e del Live Rock Festival di Acquaviva), quest’ultimo nell’insolita veste di intervistatore.
“C’è una grande differenza tra la scrittura di chi opera nella comunicazione e la prova narrativa vera e propria – ha affermato Mattia Nocchi ai circa cento presenti – è un passaggio che mi sono sentito di fare solo dopo anni di letture, e soprattutto perché avevo trovato la mia storia da raccontare: quella di due giovani, in epoche diverse, che si trovano a fare i conti con il proprio destino. Con l’amore, la morte, la ricerca della verità come difesa nei confronti del male che muove il mondo”.
L’autore ha spiegato che si tratta di due storie che si intersecano e procedono in parallelo, una ambientata attorno alla seconda guerra mondiale e l’altra al presente. Federico è un giovane giornalista televisivo che lavora a Milano nei primi anni duemila e vive le condizioni di una generazione fragile, ambiziosa e precaria. Giano è un contadino della mezzadria toscana, chiamato alla leva durante la seconda guerra mondiale. Federico sogna di fare lo scrittore di racconti per bambini. Giano di sposare Tina, una maestra anarchica di origine piemontese. Due storie che si alternano e procedono in parallelo, finché una si legherà indissolubilmente con l’altra, cercando di illuminare alcune vicende tenute nascoste dal passare del tempo. Tra concerti dei Dinosaur Jr e bombe anarchiche inesplose, tra i mondiali del 2006 e il “Dux Camp” di Hereford (Texas), Milano e le strade del Maryland. La vicenda poco conosciuta dei cinquantamila soldati italiani finiti nei campi di concentramento negli USA. La generazione dei trentenni nei primi anni duemila, incapace di crescere e diventare adulta.

Mattia Nocchi, classe 1979, giornalista, originario di Sarteano. Ha diretto la prima radio universitaria italiana, a Siena, prima di lavorare con il mondo delle emittenti nazionali (Rtl 102.5, Radio 24 – Il Sole 24 Ore). Da qualche anno si occupa di comunicazione politica e istituzionale presso la Regione Toscana. Questa è la sua prima prova narrativa, pubblicata per le Edizioni Effigi (www.cpadver-effigi.com per la scheda e l’acquisto del libro).











