Emanuele, adesso a mente fredda possiamo dire che avete vinto un grande Palio…
“Jonatan ha vinto un grande Palio. Io, insieme a tutta la Giraffa, l’ho solo messo nella condizione migliore per compiere questa impresa”.
Il rapporto con Jonatan viene da lontano. Alla fine ce l’hai fatta a mettergli il giubbetto…
“E’ vero, ce l’ho fatta. E devo dire che è venuto nella Giraffa quando si è verificata l’occasione giusta per indossare il nostro giubbetto”.
Dopo questa storica tripletta pensi che possa cambiare qualcosa per Scompiglio?
“La vittoria può solo rafforzarlo. Lo ha detto anche lui pubblicamente, è una persona a cui piace tantissimo il proprio lavoro, che per lui è anche un divertimento. Quando Jonatan è a cavallo è una persona felice, che svolge il proprio lavoro con cuore e passione. E tra qualche giorno sarà di nuovo pronto ad un nuovo Palio e ad una nuova battaglia”.
Parliamo di Sarbana. Ad un anno di distanza ti aspettavi che fosse così forte?
“Lo scorso anno quando ci toccò a luglio dissi che la vera Sarbana l’avremmo vista nel 2017 perché era ancora presto. Quest’anno l’ho cercata, l’ho seguita fin dalle previsite, tanto che sono andato al Ceppo proprio il giorno in cui veniva visitata. Sono andato a vederla insieme al ragazzo che è andato a prendere il cavallo e quando ho salutato il nostro barbaresco prima dell’assegnazione gli ho detto di portarmi Sarbana. Qualche tempo prima del Palio ho fatto un sogno, in cui la Giraffa vinceva con Sarbana e il Bartoletti e l’ho subito detto a Jonatan. Quando ci è toccata in sorte non ho fatto altro che unire tutti i tasselli e formare questa accoppiata”.
Come hai vissuto dal palco dei capitani la vicenda Tornasol?
“Purtroppo abbiamo vissuto un evento anomalo, con un esito finale brutto per la contrada e il fantino. Non so se la situazione poteva essere gestita in un altro modo, ma penso che l’amministrazione comunale abbia fatto del proprio meglio. Mi dispiace tantissimo per il popolo della Tartuca perché so quanto è difficile non poter prendere parte ad un Palio”.
Dopo l’estrazione a sorte avevi rivolto un pensiero a 2 grandi capitani deceduti, Romano Rossi e Fabio Caselli. Hai dedicato la vittoria anche a loro?
“Certo. Anche perché si tratta di 2 predecessori che hanno scritto le vere pagine della storia della Giraffa, uno con 3 palii vinti, l’altro con uno storico cappotto. Proprio come me hanno sempre vissuto a pieno la contrada, ricoprendo molti ruoli. Sono stati per me fonte d’ispirazione, stando a contatto con loro ho imparato i valori e lo stile di vita contradaiolo. Dedico la vittoria a loro e a tutti i giraffini che sono venuti a mancare negli ultimi anni. Questo è il Palio di tutti i giraffini, dai più piccoli ai più anziani, a chi purtroppo non c’è più”.
Per il momento ad agosto non correte d’obbligo. Cosa c’è, quindi, nel futuro della Giraffa?
“Da quando sono in carica cerco di svolgere il mio compito al meglio. Adesso mi godo la vittoria e aspetto l’estrazione di domenica. Se la sorte ci sarà benevola cercheremo di prepararci al meglio al Palio di agosto, altrimenti lavoreremo come abbiamo sempre fatto godendoci un po’ di più questa vittoria. Certo è che vivremo l’estrazione di domenica con un po’ più di serenità”.
In conclusione, riavvolgendo il nastro del Palio, quale è stato il momento più emozionante?
“Non è facile classificare le emozioni perché è tutto un susseguirsi di sentimenti. Solo il tempo dirà quale sarà stato il momento più emozionante. E’ stato bellissimo vedere Jonatan alzare il nerbo sotto di me, un’altra grande emozione è stata calare il drappellone a tutti i giraffini, c’erano amici di una vita, parenti, mia figlia. Bellissimo è stato entrare in chiesa a Provenzano, ma anche oggi quando ho rivisto la corsa mi è venuto da piangere, così come mi sono scese le lacrime per un sms di Jonatan o per la telefonata di un giraffino che in questo momento si trova all’estero”.
di Gabriele Voltolini
Foto di Alessia Bruchi
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