Così l’inizio di una nota sindacale di Marco Goracci, Segretario Generale FILCTEM CGIL Siena.
“Il tempo trascorso – prosegue la nota -, senza apprezzabili risultati ed evidenze delle mire espansionistiche, ha messo in luce tutta la fragilità di un sito “mono produzione”, dove, più che valorizzare le competenze esistenti, spesso si è facilitata la loro uscita, facendo venire in superficie problemi strutturali legati a politiche di gestione interne più volte da noi denunciate e portate all’attenzione anche del capo scientifico nonché Amministratore Delegato di GSK Vaccines Rino Rappuoli; segnalazioni, purtroppo, totalmente ignorate.
GSK, subentrata a Novartis nel 2014, ad oggi non ha portato a Siena nessun prodotto del proprio portafoglio commerciale; anzi, un progetto avviato da tempo nei laboratori senesi e in avanzata fase di sviluppo per un vaccino contro lo streptococco del gruppo B è stato recentemente trasferito in Belgio. Decisione quest’ultima che mette in evidenza la competizione esistente fra i diversi siti di GSK sparsi per il mondo nell’accaparrarsi ricerca, sviluppo e produzione di possibili vaccini.
In questa agguerrita competizione, fra l’altro in un settore tanto delicato quale è quello dei vaccini per uso umano, è incomprensibile quanto inaccettabile che un’azienda, come la locale GSK, pensi di primeggiare pretendendo elevati standard qualitativi e produttivi da una forza lavoro per più di un quarto impiegata con contratti precari; contratti e persone che si avvicendano in continuazione, dove invece servirebbe solidità di competenze e crescita professionale, individuale e collettiva.
I lavoratori di Siena e Rosia sono ben consapevoli che produrre vaccini soltanto per le diverse tipologie di meningite espone a forti rischi di tenuta occupazionale e questo – al di là del tanto discusso decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie – sarà aggravato dal fatto che prossimamente negli stabilimenti senesi cesseranno definitivamente le ultime produzioni (effettuate per conto terzi) del vaccino antinfluenzale. In assenza di nuove produzioni – così come l’azienda ha più volte dichiarato – sarà inevitabile trovarsi di fronte ad un problema legato ad esuberi di personale.
Come FILCTEM CGIL non siamo assolutamente intenzionati ad assistere con passività a questi processi involutivi; anzi, in assenza di convincenti e rassicuranti risposte denunceremo con ancora maggior forza tutte quelle criticità che rischiano di mettere a repentaglio il lavoro di tante persone e la possibilità di sviluppo di una parte dell’economia locale”.











