Dal primo racconto della donna era emerso come la stessa, appena rientrata in casa dopo essere andata a prelevare da un bancomat sarebbe stata tramortita da dietro da degli sconosciuti. Dopo essersi risvegliata avrebbe scoperto di essere stata derubata del portafoglio contenente il denaro appena prelevato.
Le verifiche compiute sulle telecamere esterne della zona avevano rilevato ai militari dell’Arma come nessun sconosciuto fosse transitato in prossimità dell’abitazione che la donna divide con un uomo e che presso il bancomat quella mattina non erano stati effettuati prelievi.
Le verifiche compiute presso l’ospedale hanno inoltre consentito di dimostrare che non vi era nessuna lesione causata dalla presunta botta alla testa e dalla successica caduta.
Posta di fronte a questi fatti, la donna ha cambiato versione, asserendo che il denaro non era stato prelevato al bancomat, ma le sarebbe stato prestato da un’amica la quale, successivamente interpellata e ascoltata a verbale, ha negato di aver prestato denaro alla 32enne.
Il sopralluogo nell’abitazione dove sarebbe avvenuta l’aggressione, ha consentito ai Carabinieri di constatare come la casa non fosse stata messa a soqquadro dai fantomatici malfattori e come gli oggetti in oro non fossero stati sottratti, ma lasciati all’interno del portagioie in camera da letto.
La messa in scena posta in essere dalla donna sarebbe riconducibile alla necessità di poter giustificare al convivente l’assenza del denaro necessario per pagare la quota parte del canone di locazione di marzo per l’appertamento che divide con lo stesso.











