
IL QUADRO
Due temi in particolare sono al centro dell’attenzione degli investitori in questi mesi: (a) la continua forza dell’economia e il rialzo dell’inflazione, e le conseguenze di questo quadro su politiche monetarie che si fanno più restrittive/meno espansive, (b) i rischi posti dal ciclo elettorale europeo, e dalla possibilità che forze anti-UE e/o anti-euro possano dare avvio a processi disgregativi.
Nella settimana appena passata gli sviluppi su entrambi i fronti hanno spinto nella stessa direzione, provocando un rialzo dei rendimenti obbligazionari globali.
In breve:
– I dati USA sul mercato del lavoro hanno cementato l’aspettativa di un rialzo dei tassi da parte della Fed al meeting di mercoledì.
– Il meeting della BCE si è concluso secondo le aspettative, con nessuna modifica alla forward guidance (la parte del comunicato in cui la BCE fornisce una guida per le sue mosse future) e l’attesa revisione al rialzo delle stime sull’inflazione per quest’anno (dal 1,3% di dicembre al 1,7%). La percezione comune è però che, meeting dopo meeting, la BCE si stia sempre più allontanando dall’impostazione ultra-espansiva che ha caratterizzato tutto il periodo post-crisi.
– L’evoluzione dei sondaggi sui prossimi appuntamenti elettorali in Olanda (mercoledì), Francia (ballottaggio 7 maggio) e Germania (fine settembre) evidenziano un certo arretramento delle forze anti-sistema.
Tutto questo sta rinfocolando il dibattito sul se si sia nel mezzo di uno shock sui tassi d’interesse. Dopo la risalita vista nell’ultimo trimestre del 2016, i rendimenti USA e tedeschi sono ritornati nei pressi della parte alta del range che li ha contenuti nei primi due mesi dell’anno.
I mercati azionari sono riusciti a navigare attraverso questo rialzo senza subire danni, con i maggiori indici invariati la scorsa settimana, una sessione asiatica positiva e un’apertura leggermente positiva per gli indici europei stamane. Ma non vi è dubbio che l’entità della risalita dei rendimenti e il suo l’impatto sulle asset class rischiose vanno monitorati attentamente.
AVVIO DEL CICLO ELETTORALE EUROPEO
Mercoledì il ciclo elettorale europeo prende avvio con le elezioni politiche in Olanda. I punti chiave per il mercato sono:
– L’esclusione del partito di estrema destra PVV dalle negoziazioni per la formazione di un nuovo governo. A giudicare dai sondaggi, che segnalano un consenso calante per il PVV, questo dovrebbe essere assodato.
– La differenza tra il risultato del PVV e quanto previsto dai sondaggi, come segno di quanto le prossime elezioni (quelle francesi soprattutto) possano sorprendere rispetto alle previsioni. Alcuni exit poll seguiranno la chiusura dei seggi alle 21:00 di mercoledì e i risultati dovrebbero fluire durante la notte con risultati semi-definitivi la mattina seguente. Le negoziazioni per la formazione di un nuovo governo inizieranno immediatamente e non dovrebbero essere brevi (l’attuale governo Rutte fu formato nel 2002 dopo 49 giorni), data la natura proporzionale del sistema olandese che incoraggia la frammentazione.
Alcuni exit poll seguiranno la chiusura dei seggi alle 21:00 di mercoledì e i risultati dovrebbero fluire durante la notte con risultati semi-definitivi la mattina seguente. Le negoziazioni per la formazione di un nuovo governo inizieranno immediatamente e non dovrebbero essere brevi (l’attuale governo Rutte fu formato nel 2002 dopo 49 giorni), data la natura proporzionale del sistema olandese che incoraggia la frammentazione.
LA SETTIMANA
– Il meeting del FOMC della Fed di mercoledì costituisce il maggiore evento della settimana. Nel 70% dei casi in cui i mercati prezzano un rialzo con una probabilità superiore al 50%, la Fed agisce sui tassi; per mercoledì il mercato prezza un rialzo come una quasi certezza. Un ulteriore elemento di interesse è costituito da come i membri del FOMC rivedranno le loro aspettative per il sentiero futuro dei tassi ( i cosiddetti dots).
– Altri due spazi da osservare sono la presentazione di ulteriori dettagli sul budget 2018 USA da parte del presidente Trump e la possibilità che la Gran Bretagna attivi ufficialmente il meccanismo d’uscita dalla UE; a metà settimana infatti, il Parlamento dovrebbe approvare definitivamente la legge che autorizza il governo ad attivare l’art. 50.











