“L’ultima battaglia della mia vita sarà lottare affinché vengano abolite le carceri minorili. La pena deve essere rieducativa, non repressiva. Servono strutture che recuperino i giovani che hanno sbagliato. Nelle carceri, invece, si concentrano gravi problematiche e disagi sociali forti. I giovani devono scontare i loro anni di pena in un contesto rieducativo e che salvi la loro dignità”. Così il fondatore della Fondazione Exodus don Antonio Mazzi, ricevendo, a Rapolano Terme, il premio Goccia d’Oro al merito della solidarietà. Giunto alla sua XXVI edizione, l’evento organizzato dai volontari della Confraternita di Misericordia e del Gruppo Donatori di Sangue Fratres, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, ha voluto premiare esempi di coraggio e di perdono nel 2016, proclamato Anno Santo della Misericordia da Papa Francesco.


Per il sindaco di Rapolano Terme, Emiliano Spanu, è stata “un’edizione della Goccia d’oro particolarmente riuscita. Il grande valore degli ospiti, le loro storie e i loro grandi esempi di umanità e coraggio, insieme alla profondità dei temi trattati, hanno toccato nel profondo la nostra comunità, lasciando un segno indelebile nella nostra memoria collettiva”.
Come tradizione, il premio è stato assegnato anche a due volontari del territorio. Amos Trilli ha ricevuto il riconoscimento per la Misericordia di Rapolano Terme, mentre la Goccia d’Oro è andata alla memoria di Bruno Amerini, storico vicepresidente dei Donatori di Sangue Fratres di Rapolano prematuramente scomparso nel 2015.











