Di seguito l’intervento di Enrico Tucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che analizza il quadro economico della Toscana alla luce dei più recenti dati di Banca d’Italia e IRPET, soffermandosi sulle criticità del sistema produttivo regionale e sulle risposte messe in campo dalla Giunta Giani.
Il sasso in piccionaia l’ha scagliato la Banca d’Italia l’8 giugno u.s. con il Report n. 9 – l’economia della Toscana. Nel rapporto si apprende che “nel 2025 la crescita dell’economia toscana si è mantenuta modesta … l’aumento del prodotto (interno lordo) è stato pari allo 0,4 per cento, contro lo 0,5 in Italia.” E ancora “I ritardi economici rispetto alle regioni più sviluppate del Centro-Nord sono cresciuti; vi influiscono la maggiore diffusione di micro e piccole imprese, mediamente meno produttive … le politiche regionali di sostegno alla ricerca e all’innovazione hanno mobilitato risorse significative, ma con elevato grado di frammentazione degli interventi, mentre l’accesso al credito resta più complesso per le imprese innovative.”
Sintetizzando: una regione che cresce poco, che arranca dietro le regioni del Centro-Nord, che ha imprese vecchie, piccole e poco votate all’innovazione, senza un adeguato sostegno a quelle più competitive, in un contesto globale sempre più complesso.
Con tempismo non casuale, alle trombe di Bankitalia qualche giorno dopo rispondevano le campane di IRPET, l’istituto di analisi economiche della regione Toscana nel tentativo di metterci una pezza. Ma la pezza risultava “a colori” perché anche IRPET era costretto ad ammettere che “la crescita risulta insufficiente per sostenere uno sviluppo pienamente incisivo e duraturo”, registrando che oltre il 60% delle famiglie toscane dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà.
Il carico poi ce lo mettevano CGIL, CISL e UIL il 9 luglio con un bello sciopero unitario contro la de-industrializzazione che portava 5000 manifestanti a Firenze sotto le finestre di Giani. Con queste premesse il presidente Giani si è dovuto scuotere dal suo sorridente torpore e inventarsi in tutta fretta qualcosa: un bel tavolo di regia ed un piano in cinque punti presentato per sommi capi ai sindacati e non al Consiglio Regionale. Cinque punti che temiamo siano insufficienti e tardivi, ma ci sono ampi margini di miglioramento purché si raggiunga finalmente la consapevolezza della gravità della situazione.












