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POLITICA SIENA

Il Consiglio comunale di Siena di giovedì 30 aprile 2026

I lavori del Consiglio comunale di Siena in continuo aggiornamento
30 Aprile 202658 Mins Read
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Consiglio comunale di Siena

Il Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta straordinaria oggi, giovedì 30 aprile alle ore 9, nella sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo.

Di seguito l’elenco dei lavori del Consiglio comunale di Siena in continuo aggiornamento (vai all’ordine del giorno).

(aggiornare la pagina o visitare successivamente per vedere i nuovi argomenti)


I lavori del Consiglio comunale di Siena di giovedì 30 aprile 2026


Collegamenti con Firenze, approvato un ordine del giorno

Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, ha approvato un ordine del giorno in tema di trasporti e infrastrutture, in particolare il collegamento del Capoluogo di Siena con Firenze. L’atto è stato approvato con quattordici voti favorevoli e sei contrari da parte dei venti consiglieri presenti.

Il documento è stato presentato dai consiglieri Bernardo Maggiorelli, Antonietta Campolo, Enzo De Risi, Pierluigi De Angelis, Alessia Pannone, Sarah Campani, Marco Ballini e Francesca Borghi del gruppo Fratelli d’Italia e Silvia Armini, Michele Cortonesi e Francesca Cesareo del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno, il Consiglio impegna Sindaco e Giunta “a consolidare il rapporto con il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture” affinché si possa “completare nel più breve tempo possibile l’ammodernamento tecnologico della ferrovia Siena-Firenze”, con “l’inclusione di un nuovo progetto per il raddoppio del tratto finale Siena-Poggibonsi”. Viene inoltre chiesto “di sollecitare Anas per accelerare i tempi dei lavori di manutenzione, messa in sicurezza e riqualificazione dell’esistente della superstrada Autopalio” per “rendere più agevole almeno il traffico su gomma”. Infine, il Consiglio chiede di “continuare nella opera di ammodernamento infrastrutturale della nostra città intrapresa”, proseguendo nella “proficua collaborazione con il Governo” e di attivarsi con la Regione Toscana affinché “l’Hub fiorentino di Via Santa Caterina da Siena 17 rimanga in mano pubblica” e venga mantenuta l’attuale destinazione, “al fine di evitare un ulteriore aggravamento della situazione di disagio nei trasporti che vive la nostra città”.

Nelle premesse dell’atto si evidenzia come “Siena sta soffrendo un grave disagio a causa di un sistema infrastrutturale” relativo alla “mobilità ferroviaria, aerea e su gomma” e si sottolinea che “il raccordo stradale Siena-Firenze rimane il canale principale di mobilità verso il capoluogo di Regione”, una situazione resa più complessa dai “continui e necessari cantieri di manutenzione”, dalla conformazione del territorio e dalla futura riorganizzazione della mobilità ferroviaria. L’atto ribadisce inoltre che “è indispensabile riportare una centralità del capoluogo e della provincia di Siena in Toscana e nel resto del Paese”, a tutela “dei lavoratori pendolari, dei cittadini e degli studenti che intendono frequentare gli Atenei senesi”. Nel testo viene ricordato che “grazie all’intervento dell’attuale Governo e al lavoro dell’amministrazione comunale sono stati sbloccati importanti interventi di realizzazione di infrastrutture attese da decenni”, ritenute essenziali per i collegamenti della città.

Fra gli interventi richiamati, il documento evidenzia che “sono in fase di ultimazione, prevista entro il 2027, i lavori della Siena-Grosseto”, con il completamento della quattro corsie, e che “il 27 novembre 2026 Anas approvava il progetto esecutivo per i lavori di completamento della strada statale 2 Cassia tra Siena e Monteroni d’Arbia”, per un investimento complessivo di circa 120 milioni di euro. Viene inoltre ricordato che nel Dup è stato inserito “l’intervento relativo ai lavori che prevedono la realizzazione di un tracciato in variante alla viabilità principale S.S. 73 Ponente per evitare l’abitato di Costalpino”. Sempre per quanto riguarda la viabilità stradale, il documento evidenzia che “Anas ha individuato negli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione dell’esistente l’unico modo per migliorare l’infrastruttura autostradale che collega Siena a Firenze”, escludendo la possibilità di realizzare una terza corsia o l’allargamento della carreggiata. Si rileva inoltre che “il traffico sull’Autopalio è costantemente congestionato soprattutto nelle ore di punta”, con particolare impatto sugli spostamenti dei pendolari.

Ampio spazio è dedicato al tema dell’alta velocità. L’ordine del giorno richiama che “Rfi ha individuato Creti Farneta come luogo in cui realizzare la nuova stazione dell’Alta Velocità Media Etruria”, localizzazione sulla quale anche il Consiglio comunale si era già espresso favorevolmente. Nel testo viene inoltre richiamato il dibattito sulla scelta regionale della stazione intermedia Av e la necessità di evitare che Siena resti penalizzata sotto il profilo infrastrutturale.

Sul fronte del trasporto pubblico locale, l’atto segnala che “At (Autolinee Toscane) ha deciso di mettere in vendita l’immobile di via Santa Caterina da Siena 17”, sede dell’autostazione degli autobus a Firenze utilizzata dal territorio senese e grossetano e considerata strategica perché “vicinissima alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella”. Viene inoltre ricordato che il Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune di Firenze e gli atti della Regione Toscana prevedono “lo spostamento dell’hub dei pullman provenienti da Siena e dal sud della Toscana al nuovo hub Vittorio Veneto”, con conseguente necessità per i passeggeri di utilizzare la tramvia per raggiungere la stazione ferroviaria. Per questo, il documento sottolinea che “l’immobile ha una destinazione pubblica e quindi la Regione Toscana può esercitare il diritto di prelazione in caso di vendita”, così da “preservare la destinazione dell’immobile ad Hub per gli autobus”.

Un ulteriore passaggio riguarda lo sviluppo aeroportuale: nell’ordine del giorno si ricorda che “Enac ed Enac Servizi hanno stanziato oltre 34 milioni di euro per il progetto di rilancio dell’Aeroporto di Siena-Ampugnano”, definito “un investimento strategico” destinato a trasformare lo scalo in una struttura moderna e funzionale.

Sul fronte ferroviario, l’atto richiama che “il potenziamento della linea Siena-Firenze” prevede “il raddoppio della tratta Empoli-Granaiolo con fine lavori stimata per il 2029” e “l’elettrificazione della tratta Empoli-Siena per utilizzare treni elettrici più moderni e veloci, con fine lavori stimata per il 2028”.

Il Consiglio comunale ha respinto una mozione presentata dai consiglieri dei gruppi Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli e Gabriella Piccinni), Massimo Castagnini Sindaco (Massimo Castagnini), Gruppo Misto (Fabio Pacciani) e Per Siena (Vanni Griccioli) su ferrovia e Autopalio per migliorare il collegamento del Capoluogo di Siena con Firenze.


Punti nascita, il Sindaco Nicoletta Fabio: “La sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile”

L’assessore ha risposto all’interrogazione del gruppo Partito Democratico

“La sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile”. Con queste parole il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dal gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna ferretti, Luca Micheli, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni) sui punti nascita e sulla necessità di rivedere i loro parametri: cosa ha fatto e cosa ne pensa il Comune capoluogo di Siena.

“Quello dei punti nascita – ha detto il Sindaco – è un tema che va affrontato con serietà, il quadro descrittivo dell’interrogazione appare coerente alla realtà numerica che peraltro interessa l’intero nostro Paese ed anche altri Paesi europei. Diverso è, però, il quadro descrittivo dei punti nascita in esame: Siena, capoluogo e struttura sanitaria di riferimento, geografico e specialistico, vede anch’essa una riduzione delle nascite, ma trova, di contro, un livello assistenziale non a caso di secondo livello in ambito ostetrico e ginecologico. Occorre, quindi, partire da un ragionamento sulla sicurezza clinica nel momento più delicato: il parto e le possibili emergenze ostetriche/neonatali. In questo caso il bene primario da tutelare è la vita e la salute della madre e del bambino. La qualità dell’assistenza al parto si misura nella capacità del sistema ospedaliero e sanitario di garantire standard organizzativi, gestione delle urgenze, continuità assistenziale e presa in carico appropriata. Gli standard Oms per migliorare la qualità dell’assistenza materna e neonatale insistono su alcuni elementi fondamentali: personale competente, assistenza basata su evidenze, capacità di risposta alle complicanze, trasporto efficace, continuità e sicurezza del percorso. Questo determina il fatto che non basta ‘avere un punto nascita’ anche con ottimi specialisti e professionalità, perché occorre che ciascuna struttura dedicata sia messa nelle condizioni di lavorare in sicurezza ventiquattro ore su sette giorni e di gestire tempestivamente complicanze che possono diventare drammatiche in pochi minuti”.

“Nel corso degli anni – ha spiegato ancora – il Comitato Percorso Nascita Nazionale è intervenuto per rendere possibile l’abbassamento delle soglie di natalità richieste dall’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 (‘Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità̀, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo’), permettendo di mantenere in attività punti nascita al di sotto di cinquercento parti/anno, a condizione che venisse dimostrata e avallata dal Comitato percorso nascita nazionale, la situazione di disagio orogeografico e la presenza di tutti i requisiti e gli standard previsti dall’accordo. E stato, pertanto, predisposto un Protocollo metodologico per la richiesta di deroga con il quale le Regioni chiedono al Comitato di esprimere un parere sulla persistenza dei punti nascita. Alla base di una norma di buon senso partorita durante il governo Renzi, non si è, quindi, introdotto un automatismo, bensì un’istruttoria basata su requisiti clinico-organizzativi e condizioni territoriali, circostanza che deve, in primo luogo, impegnare ciascuna regione all’interno della sua organizzazione ospedaliera a rendere attuabili questi aspetti e impegnarsi per ottenere le deroghe ad hoc”.

“Ciò in quanto prima di chiedere a qualsivoglia governo in carica di abbassare le soglie perché c’è denatalità – ha aggiunto Fabio -, occorrerebbe considerare che in questo campo la denatalità non riduce la complessità clinica, anzi spesso è fattore che l’aumenta (età materna più alta, comorbidità, gravidanze più a rischio). La sicurezza clinica e sanitaria dipendono dalla capacità di mantenere competenze, team completi, prontezza operativa e continuità ed è altrettanto vero che il tema dei volumi esiste perché, in sanità, c’è evidenza scientifica che dimostra come strutture con volumi adeguati hanno più probabilità di garantire équipe complete e migliori esiti, specie nelle complicanze. E’ bene che la politica seria, pretenda che ogni punto nascita, se mantenuto, lo sia alle condizioni cliniche corrette; se queste condizioni non sono garantibili, la responsabilità è potenziare la rete e garantire percorsi sicuri verso i presidi più adeguati”.

“Fermo restando quanto sopra – ha proseguito Nicoletta Fabio -, è importante che passi il concetto che la sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile perché un aspetto fondamentale è il miglioramento dell’organizzazione al fine di poter dimostrare anche da parte delle regioni che esistono le condizioni di sicurezza per chiedere le deroghe. Pertanto, quello che come amministrazione comunale chiediamo prioritariamente è che: venga garantita sicurezza clinica alla madre e al nascituro e quindi l’impegno per deroghe giustificate da condizioni territoriali e garantite da requisiti clinico organizzativi; siano rafforzati i servizi di prossimità attraverso l’attività dei consultori per la presa in carico, venga potenziato il trasporto assistito ed il collegamento con i centri. Poiché nel parto è a rischio la vita stessa, occorre perciò motivare molto bene le deroghe alla soglia nazionale con una efficientissima organizzazione sanitaria, un personale adeguato e strutture e strumenti in grado di garantire soluzioni efficienti e sicure per le diverse tipologie di complicanze”.

“Non si può, inoltre, sottacere – ha concluso il Sindaco di Siena – che le carenze di personale medico, infermieristico e ostetrico rendono il lavoro degli operatori assai impegnativo. Questo impegno è ancor maggiore per l’ospedale Santa Maria delle Scotte in tutti i casi di accoglienza, obbligatoria, delle donne in gravidanza provenienti per trasferimento dalle strutture di Campostaggia e Nottola che vanno ad affiancare tutte quelle geograficamente in carico alle Scotte, ciò senza dimenticare le attività universitarie di didattica e di ricerca che gravano sul nostro Policlinico. Di fatto, quindi, Le Scotte hanno già le caratteristiche ed i presupposti per mantenere il ruolo di Hub a cui fanno riferimento gli interroganti, ma proprio per rafforzare questo principio e comprendere se le politiche in atto di reclutamento e mantenimento del personale siano coerenti con tale obiettivo, attenzionerò senz’altro la problematica accogliendo l’invito dell’interrogante inserendo tale questione all’ordine del giorno di un prossimo incontro con i vertici delle due aziende”.

Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio la Sindaco per la risposta, che mi lascia soddisfatto per il suo impegno a porre la questione della garanzia dei punti nascita nel prossimo incontro con i vertici di azienda ospedaliera ed Asl; meno soddisfatto rispetto all’impegno che noi chiedevamo, oltre che come Comune, anche come Capoluogo, con l’obiettivo di tutelare anche i punti nascita di Nottola e di Campostaggia. Si viene da un precedente Consiglio comunale dove si parlava del pericolo per Siena di perdere la Corte di Giustizia tributaria. La difesa delle funzioni strategiche del nostro Capoluogo è essenziale per il futuro di Siena e dell’intera Provincia. Così, va salvaguardato il ruolo di hub del nostro policlinico rispetto all’Area vasta, di Arezzo e di Grosseto, ed i punti nascita di Campostaggia e Nottola. Questo significa garantire salute, futuro demografico e competitività economica all’intera provincia senese e la sua centralità rispetto ad Arezzo e Grosseto e alla Toscana. Inoltre, è importante difendere e valorizzare le cliniche universitarie e tutte le professionalità e competenze ospedaliere che garantiscono ogni giorno il servizio dei punti nascita. Mi appello dunque al Comune di Siena perché si comporti da Capoluogo e faccia fronte comune con la Provincia, l’Università, l’Azienda Ospedaliera Universitaria, la Usl sud est e la Regione Toscana per difendere e promuovere i punti nascita sul nostro territorio”.


Fabio: “Cinema estivo allo stadio Franchi anche per il 2026”

il Sindaco ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Monica Casciaro (Siena Sostenibile)

L’organizzazione e la programmazione della stagione cinematografica estiva sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. A rispondere è stato il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio.

“Anche per la stagione estiva 2026 – ha spiegato il primo cittadino – il cinema avrà il suo collocamento presso lo stadio comunale ‘Artemio Franchi’. In virtù dell’esperienza maturata nella scorsa edizione, quest’anno sono previste alcune migliorie per il pubblico che fruirà dello spettacolo, destinate a perfezionarne la visione”.

“In considerazione – ha evidenziato Fabio – delle finalità culturali, e quindi della volontà da parte dell’amministrazione di proseguire il servizio, vista la comprovata esperienza maturata nella gestione dell’attività da parte della Cooperativa Nuova Immagine, si è ritenuto opportuno procedere all’affidamento diretto del servizio di gestione delle attività cinematografiche all’aperto alla suddetta Cooperativa, che si era resa disponibile anche per il 2026 alla realizzazione del cinema estivo. Tanto risulta dalla delibera di Giunta di martedì scorso, 28 aprile, preceduta, a mio avviso inopportunamente, da dichiarazioni sulla stampa da parte del nuovo presidente. La Cooperativa è in costante contatto con i nostri uffici competenti per concordare e provvedere a quanto può essere utile per una migliore fruizione da parte degli spettatori, e in quanto concessionaria del servizio, come di consueto, organizzerà e definirà la programmazione”.

“La direzione Cultura e turismo – ha concluso il Sindaco Nicoletta Fabio – sta proseguendo con la predisposizione degli atti per avviare l’iter della procedura a evidenza pubblica per l’affidamento in concessione quinquennale, dal 2026 al 2031, del servizio di gestione delle attività cinematografiche presso il cinema Nuovo Pendola e delle attività cinematografiche estive. Si conferma, di conseguenza, che il bando è in corso di definizione per la sua ultimazione e successiva pubblicazione”.

La consigliera Monica Casciaro (Siena Sostenibile) ha replicato: “Non sono soddisfatta, avevo recepito dalla stampa della delibera di Giunta sul cinema estivo che sarà rifatto allo stadio ‘Artemio Franchi’ con alcune migliorie per sedute e acustica. Non è il luogo più consono per una manifestazione del genere, a Siena, città d’arte, ci sono altri luoghi per il cinema estivo, a esclusione della Fortezza Medicea, nella quale sappiamo ci sono in programma molti eventi per la prossima stagione. Lo stadio però presenta molte carenze e non è certo in ottimo stato”.


Trasporto sociale, Papi: “Servizio essenziale garantito a tutti i cittadini”

L’assessore ha risposto all’interrogazione del consigliere Alessandro Masi (Pd)

“Un servizio essenziale garantito a tutti i cittadini”. Con queste parole l’assessore ai servizi sociali, alla famiglia e alle politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi, ha risposto all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dal consigliere comunale Alessandro Masi (Pd) sul trasporto sociale dei disabili da parte del Comune di Siena.

“Il tema del trasporto sociale – ha detto Papi – va inserito dentro un quadro più ampio di scelte che questa amministrazione ha compiuto. Dal 1 gennaio 2026 il Comune di Siena ha ripreso un ruolo diretto nella gestione di servizi importanti, come il centro diurno ‘Villa Rubini’ e il centro di socializzazione ‘La Mimosa’, affidandone la titolarità all’Asp. Si tratta di una scelta precisa, che va nella direzione di rafforzare il governo pubblico dei servizi e migliorarne la qualità. I primi mesi di gestione ci restituiscono segnali positivi: maggiore coordinamento, più attenzione ai bisogni delle persone, una collaborazione più efficace tra Comune, Asp e soggetti del territorio, con una capacità di risposta più tempestiva rispetto alle criticità che emergono”.

“Sul tema specifico del trasporto sociale – ha aggiunto l’assessore -, che per questa amministrazione non è un servizio accessorio, ma parte integrante del percorso di cura e di inclusione. Anche se il trasporto non è previsto nei livelli essenziali di assistenza, per il Comune di Siena è un servizio essenziale. Per questo, con le nuove disposizioni attuative deliberate in sede di assemblea della Società della Salute senese, abbiamo voluto che continuasse ad essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito, introducendo allo stesso tempo un sistema di compartecipazione modulato sull’Isee. Per quanto riguarda invece il centro diurno Villa Rubini e il centro di socializzazione La Mimosa, il cui trasporto continua ad essere svolto con mezzi comunali, abbiamo fatto una scelta altrettanto chiara: mantenere una quota fissa di 30 euro al mese per tutto il 2026, senza aumenti, proprio per non gravare sulle famiglie.

“Per quanto riguarda la domanda specifica posta nell’interrogazione – ha spiegato Papi –, è importante chiarire un punto in modo netto: non è corretto affermare che i mezzi consentano il trasporto di un solo disabile per volta. Il Comune dispone infatti di tre mezzi attrezzati, tutti idonei al trasporto contemporaneo di due persone in carrozzina, oltre agli altri utenti e agli operatori. Quindi il limite non è strutturale né legato alla dotazione dei mezzi. È vero però che nella gestione quotidiana del servizio spesso si sceglie di trasportare una sola carrozzina per viaggio. Questa scelta risponde a esigenze organizzative: garantire tempi più rapidi, operazioni più semplici di salita e discesa e una maggiore fluidità complessiva del servizio. Resta fermo che, laddove vi sia la necessità, è assolutamente possibile trasportare anche più utenti contemporaneamente, nel rispetto delle condizioni di sicurezza. C’è poi un ulteriore elemento concreto da considerare: le norme di sicurezza richiedono che le carrozzine siano dotate di poggiatesta, e non tutte quelle attualmente utilizzate ne sono provviste. Anche su questo l’amministrazione si sta muovendo: è previsto a breve l’acquisto di nuove carrozzine adeguate, proprio per superare queste criticità e ampliare ulteriormente le possibilità di trasporto.

“Allo stesso tempo – ha proseguito l’assessore –, non ci limitiamo a gestire l’esistente, ma stiamo lavorando per migliorarlo. Abbiamo già avviato il rinnovo del parco mezzi: è in arrivo un nuovo autobus per il trasporto sociale, che sarà disponibile entro giugno e contribuirà a rafforzare il servizio. E soprattutto abbiamo avviato una verifica complessiva dell’organizzazione del trasporto, perché siamo consapevoli che oggi esistono margini di miglioramento, in particolare sugli orari, che non sempre risultano pienamente coerenti con le esigenze degli utenti e con quelli di apertura delle strutture, determinando in alcuni casi una fruizione solo parziale del servizio. L’obiettivo è semplice e concreto: rendere il servizio più aderente ai bisogni reali delle persone, più flessibile e più efficace”.

“Questa amministrazione – ha concluso l’assessore Micaela Papi – non solo conferma l’impegno sul trasporto sociale, ma lo rafforza: lo considera parte integrante del diritto alla cura e all’inclusione, lavora per migliorarne l’organizzazione e investe per renderlo più efficiente. Non neghiamo che esistano criticità, sarebbe poco serio, ma stiamo intervenendo in modo concreto, con scelte precise, nella direzione di garantire risposte sempre più adeguate ai bisogni di tutti”.

Il consigliere Alessandro Masi (Pd) si è dichiarato soddisfatto della risposta dell’assessore: “E’ stata un’interrogazione utile, perché chiarisce a tutta l’utenza e a tutto il pubblico questa materia che è molto complessa. L’acquisto di un ulteriore mezzo è senza dubbio da accogliere con favore; auspico, comunque, che l’assessorato abbia ancora più risorse, come ho ribadito anche questa mattina durante il mio intervento nella discussione sul bilancio”.


Incendio in un locale tecnico di piazza della Costituzione, Papi: “Amministrazione che sa dare risposte concrete ai cittadini”

L’assessore ha risposto all’interrogazione dei consiglieri Armini, Cesareo e Pucci del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco

L’incendio avvenuto all’interno di un locale tecnico nel fabbricato di proprietà comunale sito in piazza della Costituzione è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dai consiglieri Silvia Armini, Francesca Cesareo e Leonardo Pucci del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco. A rispondere è stato l’assessore ai servizi sociali, alla famiglia e alle politiche della casa, Micaela Papi.

“L’incendio del 10 aprile scorso – ha spiegato l’assessore – ha causato danni molto significativi, determinando l’interruzione della fornitura di energia elettrica e, conseguentemente, anche dei servizi di riscaldamento e acqua calda, con rilevanti disagi per le famiglie residenti. Desidero però sottolineare fin da subito un elemento fondamentale: la risposta è stata immediata, coordinata ed efficace, grazie alla piena collaborazione tra amministrazione comunale, Siena Casa, Società della salute Senese, Asp Città di Siena, Polizia Locale ed enti tecnici coinvolti. Il ruolo di Siena Casa è stato determinante: la società è intervenuta con tempestività già nelle prime ore successive all’evento, attivando immediatamente i sopralluoghi tecnici, coordinando i soggetti coinvolti e assumendo decisioni operative anche in un contesto particolarmente complesso quale il fine settimana. In tempi rapidissimi, Siena Casa ha attivato il confronto con Enel e con le ditte specializzate, affidato con urgenza i lavori di bonifica del locale tecnico e delle aree interessate, completati già entro il giorno successivo, e coordinato le operazioni necessarie al ripristino degli impianti elettrici, garantendo priorità alle abitazioni occupate. Questa capacità di intervento immediato ha consentito di ridurre significativamente i tempi di disagio per le famiglie”.

“Sul piano sociale – ha proseguito Papi – l’amministrazione ha attivato fin da subito la Società della Salute Senese e il Pronto intervento sociale, servizio regionale operativo 24 ore su 24 per la gestione di emergenze sociali. La Polizia Locale, presente sul posto, ha supportato direttamente la valutazione dei bisogni delle famiglie e il coordinamento degli interventi. L’intervento è stato puntuale e mirato: solo un nucleo ha avuto necessità di una sistemazione temporanea, prontamente individuata, mentre gli altri residenti hanno trovato autonomamente soluzioni, comunque supportati dal sistema dei servizi. Inoltre, tramite Asp Città di Siena, il Comune ha garantito la distribuzione di pasti a tutte le persone coinvolte, contribuendo concretamente ad alleviare i disagi causati dall’interruzione dei servizi. Per quanto riguarda i tempi di ripristino, anche in questo caso i risultati sono stati particolarmente significativi: già il giorno successivo erano completate le operazioni di bonifica; il 12 aprile Enel ha installato nuovi quadri e contatori; dal 13 aprile sono partiti i lavori di riallaccio; entro il 15 aprile tutte le abitazioni erano nuovamente servite da energia elettrica; il Centro anziani ha ripreso la piena funzionalità nei giorni immediatamente successivi. Si tratta di tempi estremamente contenuti, resi possibili proprio dall’efficienza organizzativa e dal forte coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. Restano in corso alcuni interventi di completamento, tra cui la realizzazione dei nuovi quadri elettrici e la sostituzione delle porte tagliafuoco, finalizzati a garantire ulteriori livelli di sicurezza”.

“Sul tema della prevenzione – ha sottolineato Papi – è bene evidenziare che, trattandosi del terzo episodio nello stesso locale tecnico, l’amministrazione non si limita alla gestione dell’emergenza ma sta già lavorando su soluzioni strutturali. È stato, infatti, avviato un confronto con gli uffici competenti e con Siena Casa per valutare interventi definitivi, tra cui il rafforzamento delle misure di sicurezza, il controllo e chiusura degli accessi e l’eventuale installazione di sistemi di videosorveglianza”.

“Quanto accaduto – ha concluso l’assessore Micaela Papi – è stato un evento serio, ma la risposta del sistema pubblico è stata all’altezza della situazione: rapida, concreta ed efficace. Desidero quindi evidenziare e riconoscere il lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti, che ha garantito una risposta tempestiva e coordinata sia sul piano tecnico che sociale, riuscendo a contenere i disagi e a ripristinare in tempi rapidi le condizioni di normalità. Non abbiamo solo gestito un problema: abbiamo dimostrato che questa amministrazione è presente, che interviene subito e che sa dare risposte concrete ai cittadini”.

Il consigliere Silvia Armini del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio per la ricostruzione che mi è stata fornita e desidero aggiungere una breve riflessione. In un contesto complesso come quello attuale, segnato da numerose criticità sociali, è importante non limitarsi a considerare gli aspetti tecnici, ma valorizzare soprattutto il contributo umano. In una società sempre più digitalizzata, che spesso tende a mettere in secondo piano la dimensione umana, è fondamentale riportare al centro cittadini e lavoratori, insieme alle loro competenze e professionalità. Proprio in questo caso, il senso di responsabilità e l’attenzione verso le persone hanno permesso di trasformare un’emergenza in una risposta concreta. Le persone restano infatti il fulcro di ogni intervento, soprattutto quando si affrontano problemi complessi e si è chiamati a fornire risposte efficaci alla comunità. Per questo, desidero ringraziare l’assessore e Siena Casa per l’impegno dimostrato”.


Illuminazione giardini Oriana Fallaci, Bianchini: “Pronti alla riqualificazione dell’impianto”

L’assessore ha risposto all’interrogazione del consigliere Orazio Peluso (Lega)

L’insufficiente illuminazione dei giardini Oriana Fallaci di Taverne d’Arbia a Siena è stata oggetto dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante il Consiglio comunale, dal consigliere del gruppo Lega, Orazio Peluso. Ha risposto l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Siena, Massimo Bianchini.

“Gli impianti di illuminazione pubblica – ha spiegato – in parola rientrano nel perimetro di gestione degli impianti di competenza del Comune di Siena. Nel corso degli anni gli impianti sono stati totalmente efficientati con l’inserimento di sorgenti led e mantenuti in un accettabile livello di efficienza, ma manifestano allo stato attuale problematiche importanti legate alla datazione dei supporti e degli apparecchi a suo tempo installati. La tecnologia ha subito negli ultimi anni forti evoluzioni e questo ha portato alla disponibilità sul mercato di una ampia gamma di elementi cosiddetti di retrofit, tali cioè, al netto del mantenimento della ossatura degli impianti e della tipologia degli apparecchi di consentire la trasformazione degli stessi in apparecchi con tecnologia led completa”.

“Tutto questo – ha aggiunto Bianchini – ha portato alla possibilità di valutare positivamente la fattibilità di sostituire le lampare su palo (impossibile lavorare in questo caso su retrofit, mancando completamente la ottica conforme alla vigente normativa in materia di contenimento dell’inquinamento luminoso) e contestualmente provvedere al completo retrofit dei punti luce per incasso. L’intervento portato avanti dal gestore in ambito di manutenzione ordinaria consentirà nei prossimi mesi di riqualificare interamente l’impianto a suo tempo realizzato, garantendo al contempo una ulteriore migliore performance anche in termini di riduzione dei consumi. In realtà quindi l’utilizzo della migliore tecnologia potrà permettere di migliorare la resa degli apparecchi senza gravare su maggiori potenze”.

Il consigliere Orazio Peluso (Lega) ha replicato: “Sono pienamente soddisfatto della risposta fornita”.


Nomine Comune, Fabio: “Rispetto delle regole e trasparenza”

Il Sindaco ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Giulia Mazzarelli (Pd)

“L’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera del gruppo Partito Democratico, Giulia Mazzarelli, in merito ai criteri adottati dall’amministrazione nelle nomine e designazioni di competenza del Comune di Siena relative agli incarichi istituzionali e alle società partecipate.

“L’elemento centrale – ha detto il Sindaco – è che non siamo di fronte a situazioni omogenee, ma a incarichi che hanno natura, funzioni e finalità completamente differenti e non vi è un unico ‘criterio di incompatibilità e opportunità politica’ valido indistintamente per tutte le categorie: il diritto, e anche le valutazioni di opportunità politica, distinguono ciascuna fattispecie proprio perché diverso è lo scopo istituzionale. Ufficio di staff del Sindaco, nomine nelle società partecipate e figure di garanzia previste da leggi o specifici regolamenti comunali rispondono a natura, funzioni e presupposti giuridici profondamente differenti, che giustificano anche la diversità dei criteri applicati”.

“L’ufficio di staff del Sindaco – ha detto Nicoletta Fabio – è, per definizione, una struttura fiduciaria. Chi lo guida svolge un ruolo di raccordo tra indirizzo politico e macchina amministrativa, senza alcuna autonomia e operatività gestionale. La qualificazione giuridica dell’ufficio di staff e del suo coordinatore ruota su due punti ai sensi dell’articolo 90 del Tuel: funzione di supporto all’organo politico, assenza di poteri gestionali come inserito nel 2014 dal comma 3 bis. È quindi del tutto fisiologico che si tratti di figure che operano in una dimensione anche politica e fiduciaria, perché sono chiamate a supportare l’azione del Sindaco. Confondere questo piano con quello della neutralità amministrativa significa non cogliere la natura stessa di questi incarichi per i quali infatti non risultano previste, né a livello normativo né regolamentare, incompatibilità analoghe a quelle richiamate nell’interrogazione”.

“Le nomine nelle società partecipate – ha spiegato il Sindaco di Siena – rappresentano un ulteriore ambito, ancora diverso. Qui valgono criteri di competenza, e rispetto delle norme di settore. Non esiste, né potrebbe esistere in via generale, un automatismo per cui l’impegno politico costituisca motivo di esclusione: sarebbe una visione non solo non prevista dall’ordinamento, ma anche restrittiva e non coerente con la realtà delle amministrazioni locali. Per le società partecipate, la catena di nomina è ibrida: l’ente locale tramite il Sindaco ‘nomina/designa rappresentanti’ secondo gli indirizzi del Consiglio comunale, ma l’atto societario tipico di nomina degli amministratori è dell’assemblea dei soci (in base al codice civile). L’assetto è inoltre governato dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.

“Ancora diverso – ha aggiunto Nicoletta Fabio – è il caso delle figure di garanzia, per le quali, correttamente, i regolamenti comunali prevedono requisiti molto più stringenti. In questi casi, infatti, non è sufficiente essere imparziali: è necessario apparire tali agli occhi dei cittadini, che devono poter riconoscere in queste figure un punto di riferimento pienamente terzo e indipendente. È questa la ragione delle incompatibilità più rigorose. Per i ‘garanti’, in pratica la ratio è molto diversa rispetto allo staff: la funzione nasce per essere terza e apparire anche credibile come terza. Nel caso del Garante per la tutela dei diritti degli animali del Comune di Siena, la scelta avviene tramite elezione in Consiglio comunale, su avviso pubblico, con requisiti di integrità/competenza, e con un pacchetto di incompatibilità che include espressamente anche ruoli esecutivi nei partiti (oltre a cariche elettive e rapporti con enti/società coinvolti). Qui la logica non è la ‘fiducia da parte della politica’, ma la ‘fiducia della cittadinanza’ nella neutralità della funzione”.

“Più che una presunta incoerenza – ha concluso il Sindaco -, nell’analizzare queste ben distinte funzioni, ciò che emerge è una scelta consapevole e corretta di differenziare i criteri in base alla natura degli incarichi. Sul piano politico, respingiamo anche l’idea che vi sia una sovrapposizione impropria tra ruoli: l’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”.

La consigliera Giulia Mazzarelli (Pd) ha replicato: “La sua risposta mi trova insoddisfatta. Credo che si delineino due modi di concepire sia il ruolo istituzionale che quello politico, ma anche due visioni diverse in merito all’opportunità o inopportunità: non si stava parlando di questione legate a ciò che prevede la legge, ma di inopportunità politica. Io vedo una totale inopportunità nel ricoprire contemporaneamente cariche che hanno un ruolo di guida di una comunità politica di un partito, che nelle loro funzioni hanno anche quella di orientare l’opinione pubblica, nella commistione fra questo ruolo e un ruolo istituzionale che dovrebbe, di norma, avere la massima neutralità e la massima imparzialità, proprio in quanto ruolo amministrativo e istituzionale. Nello specifico dei casi sollevati nell’interrogazione, per quanto riguarda le funzioni di Siena Casa, partecipata del Comune e società di capitale pubblico al 100 per cento, quello che mi domando è se sia positiva e funzionale una riconoscibilità politica così marcata; allo stesso modo, trovo inopportuno che il Capo Gabinetto, che ha la funzione di relazionarsi, di comunicare con tutta la cittadinanza e di essere rappresentante con tutta la città nelle relazioni e nel rapporto fra cittadini e Sindaca, abbia anche un ruolo apicale al vertice di un partito politico, in questo caso di maggioranza. La preoccupazione che vorrei far emergere è questa: è evidente che le cariche istituzionali e amministrative dovrebbero avere un profilo di massima imparzialità e neutralità; il rischio è che questo intreccio di nomine porti ad inficiare l’autonomia non solo delle funzioni amministrative e istituzionali, ma anche in termini più generali l’autonomia stessa della Sindaca, del suo ruolo di prima cittadina. E’ un rischio che vedo, che potrebbe emergere, e di cui in parte ci sono stati dei segnali. Io credo che sarebbe opportuno evitare queste commistioni e confusioni in questi ruoli, che hanno funzioni diverse e che a mio avviso dovrebbero restare nettamente separate”.


Sentenza Corte Costituzionale su alloggi Erp Papi: “Dall’amministrazione risposta rapida e correttezza giuridica”

L’assessore ha risposto all’interrogazione del consigliere Anna Ferretti (Pd)

“La scelta dell’amministrazione è stata quella di tenere insieme due esigenze: da un lato la rapidità, perché sappiamo bene quanto sia urgente rispondere ai bisogni abitativi; dall’altro la correttezza giuridica, per evitare contenziosi che finirebbero per bloccare tutto e penalizzare proprio chi ha più bisogno”. Con queste parole l’assessore ai alla famiglia e alle politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi, ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Anna Ferretti (Pd), durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile.

“Possiamo fare chiarezza – ha detto Papi – su una questione importante, che riguarda direttamente un tema molto sentito come quello dell’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Come è noto, la sentenza numero 1 dell’8 gennaio 2026 della Corte Costituzionale ha inciso in modo rilevante sui criteri di formazione delle graduatorie Erp, dichiarando illegittimo il punteggio legato alla cosiddetta ‘storicità di presenza’, cioè alla durata della residenza o dell’attività lavorativa sul territorio, in quanto ritenuto sproporzionato rispetto al criterio fondamentale dello stato di bisogno. Questo principio ha effetti immediati su tutti i procedimenti non ancora conclusi. Per quanto riguarda il Comune di Siena, la graduatoria definitiva Erp approvata nel dicembre 2024 è stata già parzialmente utilizzata per le assegnazioni, ma resta vigente per le posizioni ancora non assegnate, ed è proprio su queste che incide la sentenza, cioè ha effetti immediati sui procedimenti ancora in corso e sui quali dobbiamo intervenire. Secondo la Corte, il criterio centrale deve rimanere lo stato di bisogno, che è il fondamento stesso di questo tipo di intervento pubblico. Proprio per la complessità del quadro giuridico che impone un attento bilanciamento tra il primario interesse pubblico al ripristino della legalità dell’azione amministrativa e l’altrettanto rilevante interesse dei privati alla tutela dell’affidamento legittimamente maturato, l’amministrazione ha ritenuto corretto non procedere in modo affrettato, ma acquisire un parere legale pro veritate sugli effetti della sentenza, così da muoversi in modo solido e ridurre al minimo il rischio di contenziosi.

“Il parere – ha aggiunto -, che è stato reso alla fine di marzo, indica con chiarezza la strada: procedere a una revisione della graduatoria in autotutela, limitatamente alle posizioni ancora in attesa di assegnazione, eliminando i punteggi legati al criterio dichiarato incostituzionale e rimodulando conseguentemente la graduatoria. Questa impostazione è coerente anche con gli indirizzi interpretativi forniti dalla Regione Toscana, a fine febbraio, a seguito della sentenza che ha invitato i Comuni a valutare interventi di questo tipo proprio per evitare possibili contenziosi, anche di natura antidiscriminatoria. Gli uffici si sono già attivati in questa direzione. Il percorso prevede un passaggio necessario di adeguamento del Regolamento comunale (modifica dell’articolo comma 3), che oggi contiene ancora il riferimento al criterio non più valido, e successivamente l’avvio formale del procedimento di revisione della graduatoria, con il coinvolgimento dei soggetti interessati. L’obiettivo è quello di arrivare, entro il mese di maggio, all’approvazione della graduatoria aggiornata, così da poter riprendere nel più breve tempo possibile le assegnazioni degli alloggi disponibili”.

“La scelta dell’amministrazione – ha concluso Papi – è stata quella di tenere insieme due esigenze: da un lato la rapidità, perché sappiamo bene quanto sia urgente rispondere ai bisogni abitativi; dall’altro la correttezza giuridica, per evitare contenziosi che finirebbero per bloccare tutto e penalizzare proprio chi ha più bisogno. Detto questo, non possiamo non evidenziare anche un elemento di merito. Come amministrazione riteniamo infatti che il radicamento sul territorio (la storia di vita, di lavoro e di contribuzione alla comunità locale) rappresenti un valore che, in linea generale, meriterebbe di essere considerato nei criteri di assegnazione. Prendiamo atto della decisione della Corte Costituzionale e ci adeguiamo, come è doveroso, ma riteniamo che il tema resti aperto sul piano politico e normativo. Sarà quindi importante, anche nei futuri interventi legislativi, trovare un punto di equilibrio che consenta di tenere insieme il principio del bisogno con il riconoscimento del legame con il territorio, senza creare disparità. Nel frattempo, il nostro impegno resta quello di garantire assegnazioni legittime, trasparenti e tempestive, nel rispetto delle regole e nell’interesse della nostra comunità”.

La consigliera Anna Ferretti (Pd) ha replicato: “Sono soddisfatta per la risposta, ma assolutamente non soddisfatta per la tempistica. Posso capire la richiesta di un parere, con una determina datata 26 febbraio, per l’incarico a un avvocato esterno, dicendo che la risposta doveva arrivare entro dieci giorni, con relative penali per il ritardo eventuale. Il parere poi è arrivato il 26 marzo. I tempi si sono eccessivamente dilatati, non si capisce come dalla determina del 26 febbraio si sia arrivati al 26 marzo. In più da quella data siamo arrivati in Consiglio comunale il 30 aprile, con la modifica del Regolamento per fare la revisione della graduatoria. Viene ora annunciato che la nuova graduatoria sarà pronta entro maggio, tempi molto più tardi rispetto a tanti altri Comuni toscani, alcuni dei quali non capoluogo. Solo la nostra amministrazione ha impiegato cinque mesi per un atto del genere. Siamo partiti bene e siamo arrivati male, nonostante il grande bisogno che voi stessi avete sottolineato”.


Il Consiglio comunale ha approvato l’istituzione della Consulta del terzo settore del capoluogo

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, la delibera relativa all’istituzione della Consulta del terzo settore del capoluogo della provincia di Siena. La proposta di delibera, illustrata dall’assessore a volontariato terzo settore del Comune di Siena, Micaela Papi, è stata approvata all’unanimità da parte dei ventisei consiglieri presenti.

Oltre all’istituzione della Consulta, il Consiglio comunale ha anche approvato il relativo regolamento, che disciplina la composizione, il funzionamento e le competenze dello strumento rappresentativo dell’intero sistema del terzo settore. Come si legge nel documento, “la Consulta è composta da tutti gli enti descritti all’articolo 4 comma 1 del decreto legislativo del 3 luglio 2017 numero117, Codice del Terzo Settore iscritti al Registro Unico del Terzo Settore, aventi sede legale o operativa certa nella provincia di Siena: ogni ente avente sede legale nella provincia di Siena iscritto nel Runts, entra automaticamente a far parte di diritto della Consulta; gli enti aventi la sola sede operativa nel territorio della provincia di Siena, ai fini della partecipazione alla Consulta, sono tenuti a presentare apposita istanza di partecipazione, attestante l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore dell’ente di appartenenza, nonché lo svolgimento di attività documentata e continuativa nel territorio senese da almeno ventiquattro mesi. Gli enti che fanno parte della Consulta hanno diritto a: partecipare alle attività promosse dalla Consulta; partecipare, mediante i propri rappresentanti, ad ogni seduta dell’assemblea, con diritto di voto; accedere alle cariche elettive”. “Gli scopi e i compiti della Consulta – si legge – sono individuabili nei seguenti: esprimere parere su richiesta degli enti locali del territorio provinciale sulle materie inerenti il governo del territorio; sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni alle tematiche della solidarietà e del volontariato, anche attraverso l’organizzazione di eventi; coordinare e rappresentare, nel rispetto delle singole autonomie associative, tutte le problematiche che ogni singolo ente del Terzo settore o gruppi di enti del Terzo settore, in ottemperanza alle proprie finalità statutarie, vorranno avanzare agli enti locali; formulare proposte e promuovere iniziative sulle tematiche proprie del Terzo settore alle istituzioni locali e regionali; indicare i nominativi delle rappresentanze del Terzo settore dove previsto dalle normative e dalle istituzioni pubbliche e private; incentivare momenti di promozione e conoscenza della Consulta stessa nei confronti di tutti gli enti provinciali. Sono organi della Consulta: l’assemblea degli enti Terzo settore; il comitato esecutivo; il presidente; due vicepresidenti dei quali uno vicario. La durata delle cariche del Comitato esecutivo è triennale senza limite di rieleggibilità. Tutte le cariche sociali non sono remunerate”.

“L’assemblea – specifica il regolamento – è il massimo organo decisionale di indirizzo, di impulso e di programmazione generale della Consulta ed è presieduta dal presidente”. “All’interno dell’Assemblea – si legge ancora nel documento – sono costituiti i seguenti settori di attività per promuovere approfondimenti ed iniziative su temi specifici: interventi e prestazioni socio-sanitarie; tutela e promozione dei diritti; tutela e valorizzazione ambientale; tutela e promozione del territorio e promozione del turismo, culturale o religioso; protezione civile”.

“Si tratta di un passaggio rilevante – ha detto l’assessore Papi –, che consolida il confronto istituzionale e favorisce il coinvolgimento attivo di tutte le realtà del terzo settore presenti sul nostro territorio. Nel mese di marzo abbiamo illustrato insieme al presidente della Consulta del Volontariato, Mattia Bongini, il nuovo organismo che prende il posto della precedente Consulta del Volontariato. Si è trattato di un adeguamento necessario alle disposizioni normative nazionali e regionali, che segna un cambiamento significativo: la Consulta non rappresenta più soltanto il volontariato, ma l’intero sistema del terzo settore. Questo rinnovamento permette al Comune di dotarsi di uno strumento consultivo aggiornato, in linea con l’attuale configurazione del terzo settore. L’intento è quello di creare un luogo stabile di dialogo e partecipazione, in grado di valorizzare il ruolo degli enti e promuovere progettualità condivise a beneficio della comunità cittadina e dell’intero territorio provinciale. Il regolamento approvato avrà anche l’obiettivo di coordinare e rappresentare, nel rispetto delle autonomie delle singole associazioni, le esigenze e le criticità degli enti del terzo settore”.


Adeguamento alla sentenza della Corte Costituzionale: rivisti i criteri di punteggio. Assegnazione e gestione degli alloggi Erp, modificato il Regolamento

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, la modifica dell’articolo 6, comma 3, del Regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), recependo la sentenza della Corte Costituzionale numero 1 dell’8 gennaio 2026. L’atto, illustrato dall’assessore alla famiglia e alle politiche della casa, Micaela Papi, ha ricevuto l’unanimità dei ventitré consiglieri comunali presenti.

La pronuncia della Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della normativa regionale toscana nella parte in cui attribuiva, nella formazione delle graduatorie, punteggi legati alla “storicità di presenza” sul territorio, cioè alla residenza o attività lavorativa nel comune. Secondo la Corte, questo criterio finiva per dare un peso eccessivo al radicamento territoriale, a scapito dell’effettivo stato di bisogno dei richiedenti, che deve invece rappresentare il parametro principale per l’accesso agli alloggi Erp. Il Comune di Siena ha quindi adeguato il Regolamento, eliminando la previsione contenuta all’articolo 6, comma 3, lettera c-1, in modo da allineare la disciplina locale ai principi affermati dalla Corte Costituzionale, eliminando i punteggi legati alla durata della residenza o dell’attività lavorativa nel territorio. I punteggi saranno ora assegnati sulla base delle condizioni socio-economiche dei nuclei familiari, delle situazioni di disagio abitativo e della storicità di presenza limitata alla permanenza in graduatoria o in alloggi Erp, secondo quanto stabilito dalla normativa regionale vigente.

La direzione Servizi alla persona e istruzione del Comune di Siena aprirà un procedimento di riesame della graduatoria attualmente vigente, approvata con una determinazione dirigenziale il 16 dicembre 2024, limitatamente alle posizioni non ancora sfociate in assegnazione. Questo riesame sarà finalizzato alla rimozione dei punteggi attribuiti sulla base del criterio dichiarato incostituzionale e alla conseguente rimodulazione della graduatoria”.

“Nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale – ha spiegato l’assessore Papi durante l’illustrazione dell’atto – interveniamo per ripristinare la piena legittimità delle procedure. L’adeguamento del Regolamento e la revisione della graduatoria ci consentiranno di superare criteri non più conformi e di proseguire rapidamente con le assegnazioni, assicurando risposte concrete a chi vive una reale difficoltà abitativa, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e tutela dei diritti”.


Il Consiglio comunale approva la convenzione con il Comune di Torrita per il servizio di prevenzione della corruzione e della trasparenza

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, la delibera relativa alla convenzione fra il Comune di Siena e il Comune di Torrita per la gestione associata del servizio per le attività connesse ai compiti di responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza.. La proposta di delibera, illustrata dal Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha ricevuto l’unanimità dei ventinove consiglieri comunali presenti.

Il Consiglio comunale, in particolare, ha approvato la convenzione per l’esercizio in forma associata fra i due Comuni per un periodo di due anni, con possibilità di rinnovo, alle condizioni definite nella convenzione stessa

Le finalità più rilevanti che deriveranno dalla gestione associata delle attività di supporto connesse ai compiti del responsabile per la prevenzione delle corruzione e della trasparenza, sono indicate così nello schema di convenzione approvato: “Rrazionalizzare e ottimizzare l’uso delle risorse umane, strumentali e informatiche; razionalizzare e potenziare i processi informativi/formativi del personale, nell’ottica di accrescere le specifiche competenze di tutti gli operatori addetti all’ufficio associato; veicolare circolari/indirizzi/linee guida necessari ad avere un sistema il più possibile standardizzato per entrambi gli enti aderenti alla presente convenzione in termini di metodologia di pubblicazione e univoco nella decisione degli atti che si riterranno da pubblicare oltre a quelli normativamente già chiaramente previsti; programmare le attività necessarie a garantire l’attuazione corretta delle disposizioni in tema di anticorruzione e trasparenza; migliorare la qualità dei dati pubblicati nel rispetto degli obblighi di legge”.

“Il Comune di Siena – si legge ancora – si impegna ad esercitare tutte le funzioni amministrative relative alla gestione associata delle attività di supporto per il puntuale adempimento dei compiti del Responsabile per la Prevenzione delle Corruzione e della Trasparenza. Allo stesso sono dunque demandate le attività necessarie all’espletamento della gestione associata, ed in particolare: l’informazione/formazione sui principali adempimenti obbligatori connessi all’attività anticorruzione e trasparenza in carico al responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza; la programmazione delle attività da svolgere, in collaborazione, anche con l’organizzazione di incontri, con uno o più referenti operativi individuati dal Comune di Torrita di Siena; supporto ai referenti operativi individuati dal Comune di Torrita di Siena su specifiche criticità rilevate nelle materie attinenti la convenzione e condivisione di buone pratiche; ulteriori competenze, derivanti da esigenze organizzative o da successive discipline legislative in materia, potranno essere affidate al Comune responsabile della gestione, previa verifica di fattibilità”.

Per quanto riguarda le attività che restano nella competenza dei singoli Comuni si legge che:“La struttura operativa di riferimento della gestione associata è il servizio Controlli interni, privacy, anticorruzione e trasparenza del Comune di Siena, nella persona del responsabile assegnato a detto servizio, sulla base del sistema organizzativo esistente nell’ente. Il Comune di Siena si impegna, nel rispetto delle vigenti disposizioni contrattuali, a mettere a disposizione il personale necessario, avvalendosi indicativamente, e salvo verifica ad attività iniziata, di professionalità interne. Il Comune di Torrita di Siena, qualora sia necessario, su richiesta del responsabile della presente gestione associata, si impegna a mettere a disposizione presso l’ufficio associato, unità di personale, anche a tempo parziale, per tutta la durata della gestione o per parte di essa e si impegna ad individuare e nominare entro dieci giorni dalla sottoscrizione della presente convenzione, uno o più referenti operativi per le attività connesse alla gestione associata, da comunicare tempestivamente al Comune di Siena. Il Comune di Torrita di Siena si impegna a fornire tempestivamente dati e atti richiesti dal servizio Controlli interni, privacy, anticorruzione e trasparenza del Comune di Siena, necessari all’espletamento dell’attività”.


Microcredito di Solidarietà, approvate le modifiche statutarie

Atto presentato dall’assessore Pagni durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, la delibera relativa alle parziali modifiche statutarie del Microcredito di Solidarietà, finalizzate alla cancellazione dall’elenco degli operatori di microcredito ai sensi del Testo unico bancario. La proposta di delibera, illustrata dall’assessore al bilancio, Riccardo Pagni, è stata approvata all’unanimità da parte dei ventisei consiglieri presenti.

Il Consiglio comunale, in particolare, ha approvato le modifiche agli articoli 3 (“Scopo e oggetto”) e 28 (“Collegio Sindacale”) dello Statuto di Microcredito di Solidarietà Impresa Sociale spa. “E’ stato modificato l’oggetto sociale – ha spiegato Pagni – secondo le indicazioni di Banca d’Italia, che ha richiesto che venga espressamente circoscritta al solo ‘microcredito sociale’ l’attività esercitabile. Per quanto riguarda il collegio sindacale è stato invece inserito un riferimento esplicito al Decreto ministerioale numero 176 del 2014 relativamente ai requisiti richiesti per i Sindaci”.


Approvata una variazione al bilancio di previsione 2026-2028

Atto presentato dall’assessore Pagni durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, una variazione al bilancio di previsione 2026-2028, ai sensi dell’articolo 175 del Testo unico degli enti locali. La proposta di delibera, illustrata dall’assessore al bilancio del Comune di Siena, Riccardo Pagni, ha ricevuto ventuno voti favorevoli e otto voti contrari dei ventinove consiglieri comunali presenti.

L’atto consente di aggiornare gli stanziamenti di entrata e di spesa in relazione alle esigenze emerse nel corso della gestione, assicurando al contempo il mantenimento degli equilibri complessivi di bilancio, come previsto dalla normativa vigente. La manovra registra, per l’esercizio 2026, variazioni in aumento delle entrate per oltre 28 milioni di euro, a fronte di una riduzione di circa 2,2 milioni, portando il totale delle entrate a oltre 260 milioni di euro in termini di competenza. Tra le principali voci si evidenziano l’applicazione dell’avanzo di amministrazione per circa 10,4 milioni di euro, l’incremento delle entrate in conto capitale per quasi 10 milioni di euro e l’aumento delle entrate extratributarie per oltre 2,3 milioni di euro.

La variazione recepisce numerosi contributi provenienti da Unione Europea, Stato, Regione e altri enti, destinati a diversi ambiti strategici per la città. Tra questi, il sostegno al sistema integrato 0-6 anni, i finanziamenti per progetti educativi e sociali, le risorse per iniziative culturali e per le celebrazioni legate all’anno giubilare e agli ottocento anni dalla morte di San Francesco, oltre ai contributi per progetti innovativi e per le politiche giovanili. Particolare rilievo assumono anche gli interventi in conto capitale, con l’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028. Tra le principali azioni figurano la riqualificazione del Parco delle Mura nell’ambito del progetto ConverSi, finanziato con fondi Fesr, gli interventi sulla piscina di piazza Amendola, la realizzazione della nuova area di sosta camper in strada dei Tufi, nonché investimenti per la manutenzione straordinaria delle strade, il potenziamento della videosorveglianza, l’acquisto di attrezzature e arredi e la valorizzazione del patrimonio comunale. La variazione consente, inoltre, di adeguare gli stanziamenti alle esigenze gestionali delle diverse direzioni comunali, con particolare riferimento al potenziamento dei servizi educativi, allo sviluppo delle attività culturali e sociali, al miglioramento dei servizi digitali e all’incremento delle prestazioni legate alla gestione del patrimonio e delle utenze.

Il contestuale aggiornamento del Documento unico di programmazione 2026-2028, avvenuto tramite un’apposita proposta di delibera all’ordine del giorno del Consiglio comunale odierno, garantisce coerenza tra gli strumenti di pianificazione dell’ente.


Dup 2026-2028, aggiornato il Programma triennale delle opere pubbliche

Atto illustrato dall’assessore Bianchini

Durante la seduta di oggi, giovedì 30 aprile, Il Consiglio comunale di Siena ha approvato una proposta di delibera relativa alle modifiche al Documento unico di programmazione (Dup) 2026-2028, con particolare riferimento all’aggiornamento del Programma triennale delle opere pubbliche. L’atto, presentato dall’assessore ai lavori pubblici, Massimo Bianchini, è stato approvato con ventidue voti favorevoli e otto voti contrari da parte dei trenta consiglieri presenti.

“Come verrà ulteriormente evidenziato successivamente nella variazione di bilancio – ha esordito Bianchini –, con questa variazione del Piano triennale delle opere pubbliche si anticipano al 2026 varie gare per un controvalore di oltre 10 milioni di euro, e nonostante si anticipino 3 milioni di mutui, complessivamente la manovra delle opere garantisce una contrazione dell’importo dei mutui di oltre 2 milioni di euro con la conseguente riduzione dell’aggravio sulla spesa corrente. Si finanziano quindi gli interventi con risorse proprie per oltre 4,7 milioni di euro, e nonostante questo si mantiene un investimento sulle strade per oltre 3 milioni di euro all’anno”.

“Come sempre specificato nei vari interventi riguardanti il Piano triennale delle opere pubbliche – ha proseguito l’assessore – la mia volontà è quella di non considerarlo banalmente come un libro dei sogni da infarcire di interventi che poi restano solo su carta, ma di riuscire a portare a termine quante più opere già previste. Infatti, in questa prima variazione è presente un solo nuovo progetto, il numero 281 “Interventi per la manutenzione straordinaria, il potenziamento ed il ripristino, pulizia ed efficientamento della rete acque bianche meteoriche in località Cerchiaia” per un importo complessivo di 250mila euro. Oltre a questo, nella relazione esplicativa sulle fasi procedurali e modifiche, allegata alla delibera, sono presenti delle modifiche legate al cambiamento di fonti di finanziamento o variazioni di importi degli interventi, anticipi di operazioni o riprogrammazione agli anni successivi di altre. Ci sono poi alcuni refusi, uno riguardante l’intervento numero 266 previsto per l’anno 2027 e l’altro, il numero 97, che esce dal triennale delle opere perché già affidati i rilievi previsti dall’intervento stesso”.

“In merito alle variazioni di importi – ha spiegato Bianchini – occorre sottolineare alcuni aspetti, che si ricollegano al fatto di avere un Piano triennale o troppo capiente o poco capiente. E’ chiaro che il periodo che intercorre tra la stima iniziale di un intervento e la fase conclusiva del procedimento, che ricordo essere la gara con il conseguente affidamento, ci espone a delle variabili di cambiamento prezzi controllabili con difficoltà. Solo a titolo esemplificativo, alcuni interventi hanno visto variare il quadro economico per i Criteri ambientali minimi (Cam) per l’edilizia che sono stati adottati con Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 ed entrati in vigore il 2 febbraio 2026, altri per il lievitare del costo di alcune lavorazioni, altri per stime ormai lontane nel tempo. E non solo, a questo proposito segnalo anche l’ultimo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il numero 743 del 30 marzo 2026, sull’adozione dei Tol (Tipologie omogenee di lavorazioni), che sono venti parametri Istat introdotti ad aprile 2026 per la revisione prezzi negli appalti pubblici. Misurano le variazioni mensili dei costi di materiali, manodopera e noli, permettendo di aggiornare i contratti basandosi sulla reale composizione del progetto, sostituendo indici generici con parametri specifici per categoria. Uno dei profili più delicati riguarderà la gestione della fase transitoria. Infatti, il decreto 743 del 30 marzo non si limita a disciplinare le procedure future, ma consente alle stazioni appaltanti, in via facoltativa e non automatica, nei limiti del quadro economico dell’opera, di applicare convenzionalmente gli indici Istat anche alle procedure già avviate e relative a contratti non ancora stipulati, anche in deroga alle clausole di revisione prezzi previste nei bandi o negli avvisi pubblicati prima dell’entrata in efficacia del decreto”.

“Un’operazione non di poco conto – ha concluso l’assessore Massimo Bianchini – è l’aver anticipato all’anno in corso gli interventi del progetto ConverSi, progetto strategico di riqualificazione area urbana e rigenerazione socio culturale del Parco delle Mura, comprendente la Fortezza Medicea, per il quale si prevede un contributo Fesr 2021 – 2027 per un importo complessivo, nei sei lotti, di 10.110.000 euro, di cui 7.207.933 euro di contributo Fondo Europeo a Sviluppo Regionale e Regione Toscana e 2.902.067 euro di cofinanziamento a carico del bilancio comunale 2026, interamente finanziato da un mutuo nell’anno 2026”.


Biblioteca comunale degli Intronati, approvato il rendiconto della gestione 2025

Il Consiglio comunale di Siena, durante la seduta di oggi, giovedì 30 aprile, ha approvato il rendiconto della gestione relativo all’esercizio finanziario 2025 dell’istituzione Biblioteca comunale degli Intronati. L’atto ha ricevuto diciannove voti favorevoli e otto contrari dei ventisette consiglieri comunali presenti.

Il documento certifica l’andamento economico-finanziario dell’istituzione e il mantenimento degli equilibri di bilancio. Nel dettaglio, il rendiconto evidenzia entrate complessive accertate per 896.069,10 euro, a fronte di spese impegnate pari a 977.407,36 euro. Le principali risorse derivano da trasferimenti correnti da amministrazioni pubbliche, che ammontano a oltre 753mila euro, mentre le entrate extratributarie si attestano a circa 7mila euro e quelle in conto capitale a oltre 14mila euro.

Sul versante della spesa, si registrano circa 599 mila euro per spese correnti e circa 258 mila euro per investimenti, con una significativa incidenza delle attività culturali e degli interventi nel settore della valorizzazione del patrimonio. Il risultato di competenza è positivo per 82.854,88 euro, mentre l’equilibrio complessivo si attesta a 73.324,43 euro.

Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è pari a 83.283,47 euro, di cui 73.753,02 euro costituiscono la quota disponibile. Il fondo di cassa finale si attesta a 453.344,49 euro, a conferma della solidità finanziaria dell’Istituzione.

Il documento, corredato dalla relazione del Collegio dei revisori e da tutti gli allegati previsti dalla normativa vigente, è stato dichiarato immediatamente eseguibile.


Approvato il rendiconto della gestione 2025 del Comune di Siena

Durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile

Il Consiglio comunale di Siena, durante la seduta di oggi, giovedì 30 aprile, ha approvato il rendiconto della gestione relativo all’esercizio finanziario 2025. Il documento, che ha ottenuto il parere favorevole del collegio dei revisori dei conti, è stato illustrato dall’assessore al bilancio Riccardo Pagni e ha ricevuto ventuno voti favorevoli e nove contrari da parte dei trenta consiglieri presenti.

“Il bilancio – ha dichiarato l’assessore – non è solo la somma algebrica di tanti numeri, il bilancio è lo specchio dell’attività politica che l’amministrazione ha svolto nel corso degli anni, è lo specchio dell’indirizzo politico che l’amministrazione ha inteso dare e delle priorità che ha inteso accogliere nei confronti dei cittadini. Credo che al terzo anno di amministrazione sia opportuno fare anche un bilancio politico dell’impiego del denaro. Il primo punto che metto in evidenza sono i diritti sociali, le politiche sociali e la famiglia: nel 2023 avevamo speso 7.386.000 euro, nel 2025 abbiamo speso 9.166.000 euro. L’amministrazione ha scelto di non lasciare indietro nessuno, ha fatto una scelta che è politica ma è anche sociale, umanitaria. Un altro dato significativo è quello dell’ordine pubblico e della sicurezza: siamo passati dai 4,7 milioni circa nel 2023 a 5,2 milioni circa nel 2025; 500mila euro in più per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Abbiamo speso una parte importante per la valorizzazione dei beni e delle attività culturali dove passiamo da 9,2 milioni di euro circa del 2023 a 10,3 milioni di euro circa nel 2025; un dato che va a integrarsi con tutta la parte relativa al turismo, con una crescita dai 3,8 milioni circa del 2023 ai 5,3 milioni circa del 2025. Sono incrementi molto significativi, vuol dire che abbiamo svolto una scelta politica, che riguarda le prerogative essenziali della città, che sono la cultura e la cultura legata anche al turismo. Tra le grosse attività che ha svolto il nostro Comune, ricordo anche l’importante operazione con Invitalia per l’acquisto dello stabilimento industriale ex Beko in viale Toselli, finalizzato a risolvere specificamente una crisi economica e aziendale, perché 154 persone non rimangano senza lavoro; anche questo è un dato politico forte, che dimostra una partecipazione della nostra amministrazione non solo a uno sviluppo economico, culturale e turistico, ma anche a uno sviluppo industriale all’interno del nostro territorio. Un’altra spesa molto significativa è quella per l’ambiente, dove siamo passati da 15,7 milioni circa nel 2023 a 18,2 milioni circa nel 2025, cioè un impiego di denaro per fare migliorie ambientali importantissime. Per la parte capitale in tre anni abbiamo speso 32 milioni per il rifacimento delle strade, per il rifacimento delle scuole, per le attività sportive, tutte cose che coinvolgono tutti i giorni la nostra vita. Abbiamo anche un grande progetto che dobbiamo realizzare sulla Fortezza e tutta l’area dello stadio, per valorizzare una parte importante e così prossima al centro, in modo che sia visitata e che sia soprattutto fruibile per noi cittadini”.

“La prima voce attiva da analizzare – ha illustrato Pagni – è quella della cassa, che al 1 gennaio 2025 ammontava a 40.116.504,99 euro. Nel corso dell’anno 2025 abbiamo effettuato riscossioni per 25.267.289,05 euro provenienti dai residui dell’anno precedente e per 106.016.615,25 euro per la competenza 2025, per un totale di 131.283.904,30 euro; i pagamenti sono 18.698.198,13 euro provenienti dai residui 2024 e per 114.519.223,53 euro per l’anno 2025, per un totale di 133.217.421,66 euro; effettuando la somma della cassa iniziale con gli incassi effettuati e detraendo i pagamenti, la cassa al 31 dicembre 2025 presenta un attivo pari a 38.182.987.63 euro. C’è da notare, tra l’altro, che nell’anno in corso sono stati effettuati maggiori pagamenti per circa 8.502.608,28 sull’accertato di competenza (2025), il che sta a significare che I’amministrazione ha effettuato opere e svolto mansioni maggiori assolvendo prontamente ai propri impegni; a questo proposito vale ricordare che il Comune di Siena effettua i propri pagamenti nel termine medio di 16/17 giorni, in pieno adempimento dei termini imposti dalla normativa, e che in mancanza di questi solleciti adempimenti saremmo penalizzati nel dover impegnare parte della spesa corrente che diverrebbe indisponibile”.

“Per effettuare il calcolo della gestione finanziaria – ha proseguito l’assessore – occorre aggiungere alla cassa il risultato relativo ai residui attivi, che sono somme accertate prima dell’anno 2024 non ancora incassate, e quelle relative all’anno 2025, cioè le entrate accertate per lo stesso anch’esse non ancora riscosse. I residui attivi dell’anno 2024 e degli anni precedenti ammontano a 67.092.329,85 euro, mentre quelli dell’anno di competenza (2025) ammontano a 34.354.247.91 euro, per un totale di 101.446.577.76 euro. Sempre ai fini del calcolo della gestione contabile del bilancio occorre poi detrarre i residui passivi, che sono costituiti dalle somme impegnate dall’ente e ancora non pagate relative agli anni precedenti al 2025 e da quelle di competenza non pagate per l’anno in corso tutte ancora esigibili da terzi: i residui passivi per gli anni precedenti ammontano a 2.049.778,39 euro, quelli dell’anno 2025 ammontano a 22.772.444.98 euro, per complessivi 24.822.223.37 euro. Vorrei precisare che, nel fare il riaccertamento dei residui, occorre fare una verifica degli stessi circa la loro esigibilità nel tempo, sia in attivo che in passivo, depurandoli da quelle somme che per il trascorso del tempo o per errate imputazioni non lo sono più. Nel caso, abbiamo provveduto a stralciare maggiori residui attivi rispetto ai residui passivi per oltre 8 milioni di euro di differenza, al fine di dare certezza alle risultanze contabili e economiche dell’amministrazione”.

“Per conseguire il risultato contabile di amministrazione – ha spiegato ancora Pagni – occorre detrarre dalle parti attive, indicate precedentemente, il fondo pluriennale vincolato relativo alle spese correnti e al capitale. Il fondo pluriennale vincolato è costituito da entrate a natura vincolata che finanziano spese, sia correnti che in linea capitale, che vengono accertate nel relativo anno di competenza e che si realizzeranno negli anni successivi a quello di accertamento. Il fondo pluriennale per le spese correnti è stato di 2.103.847,36 euro, quello per le spese in conto capitale è di 38.503.727.73 euro, oltre a 470mila euro per I’incremento delle attività finanziarie (investimento Beko), ed è comprensivo anche delle somme accertate per il Pnrr”.

“Il risultato contabile di amministrazione – ha dichiarato l’assessore – è di 73.729.766,93 euro, inferiore a quello dell’anno precedente in ragione dello stralcio di parte dei residui attivi non più esigibili. Il risultato è costituito principalmente da una parte accantonata pari a 61.784.867,87 euro come risulta dagli allegati a bilancio, a sua volta costituito dal fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) che è costituito da una percentuale calcolata nei cinque anni, di parte dei crediti che non potranno essere realizzati immediatamente e che riguardano in gran parte le imposte, le infrazioni al codice della strada, il canone unico, etc…in sostanza, tutte quelle entrate che non potranno essere incassate nella loro totalità, per le quali c’è una formula dettata dalla normativa e che riguarda gli ultimi cinque anni, che ne fa prevedere la percentuale da accantonare. Proprio per questa natura, queste somme non vengono stralciate dal bilancio, ma accantonate al fine di effettuare il loro recupero. Per I’anno 2025 il fondo crediti di dubbia esigibilità ha avuto un decremento di 2.727.846,58 euro, in ragione dello stralcio di partite non ritenute ancor più difficilmente esigibili, anche se proseguirà l’attività di Sigerico spa per la loro riscossione. L’altra parte accantonata riguarda il fondo contenzioso, che nel bilancio 2025 incide in maniera rilevante essendo passato da 14.797.592,42 euro dell’anno 2024 a 15.046.498,92 euro, in ragione dei contenziosi essere. Questo dato si è accresciuto in ragione della causa instaurata contro il Monte dei Paschi di Siena, riguardo allo Swap, del valore di circa 8,6 milioni di euro, che abbiamo incassato a seguito della sentenza positiva in primo grado e la cui causa è però ancora pendente in grado di appello; per questa ragione è necessario accantonare questa somma, allo stato inutilizzabile anche per un motivo di prudenza. A ciò si uniscono l’altra causa contro il Ministero della Giustizia, anch’essa riscossa, ma che a seguito della sentenza sfavorevole di secondo grado dovrà rimanere accantonata sino all’eventuale restituzione o all’instaurazione del giudizio di Cassazione, e altre minori per un complessivo di 15.046.498,92 euro. Sono presenti poi altri accertamenti che passano da 5.405.565,75 dell’anno 2024 a 3.730.327,16, come l’accantonamento per personale, rinnovo contratti, rischi diversi, fondo spese e assicurazioni”.

“Fa parte del risultato di amministrazione anche la parte vincolata – ha detto Pagni – e cioè quelle somme per cui le norme nazionali, regionali e i principi contabili individuano uno specifico vincolo di destinazione, tra le quali il 10 per cento delle sanzioni del codice della strada, le alienazioni del patrimonio che devono essere utilizzate per l’estinzione anticipata dei mutui, gli oneri di urbanizzazione e dei permessi a costruire, le sanzioni ambientali, etc.. Il loro importo ammonta a 4.834.279 euro. Sono presenti, poi, i vincoli da trasferimenti, che sono quegli importi che ci vengono erogati da altri soggetti terzi, della pubblica amministrazione o privati, che vengono dati all’ente per una specifica finalità di utilizzo; questi ammontano a 4.328.080,08 euro. Ancora, sono presenti vincoli derivanti dalla contrazione dei mutui e da prestiti, il cui totale è di 85.417,10 euro relativo a una rata maturata di un mutuo rimasto in sospeso nella sua esecuzione. Ci sono poi i vincoli che riguardano entrate straordinarie non ricorrenti, che per l’anno 2025 ammontano a 320.964,20 euro. Gli altri vincoli riguardano somme già vincolate negli anni precedenti, nonché vincolate nell’anno, di cui è stata finalmente impegnata una parte. Il loro importo è pari a 651.615,98 euro. Infine, il risultato di bilancio è costituito dalla parte destinata agli investimenti pari a 513.781,43 euro, che è a sua volta costituita da entrate in conto capitale che sono destinate agli investimenti senza una specifica destinazione”.

“Deducendo gli accantonamenti, la parte vincolata e la parte destinata dal risultato contabile di amministrazione – ha concluso l’assessore Riccardo Pagni – si ha un avanzo libero di 1.210.761,27 euro; per I’anno 2024 era stato di 1.486.227,95 euro. L’avanzo dovrà essere utilizzato in linea capitale, quindi per queste tipologie di investimenti: per debiti fuori bilancio; per garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio in caso di necessità; per spese per investimenti; per spese correnti che non hanno carattere permanente; per I’estinzione anticipata dei prestiti. L’altra parte che costituisce sostanzialmente l’avanzo è rappresentata dalle somme destinate agli investimenti, pari a 513.781,43 euro. Questa somma deriva da residui passivi eliminati per spese non più necessarie o da economie”.


La Consulta provinciale degli studenti presente in Consiglio comunale

I rappresentati all’interno della sala del Capitano del Popolo questa mattina, giovedì 30 aprile

I rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti sono presenti questa mattina, giovedì 30 aprile, all’interno della sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo, per la seduta ordinaria del Consiglio comunale.

A salutarli, in apertura di seduta e a nome di tutto il Consiglio comunale, è stato il Presidente, Davide Ciacci. “Un bel momento di condivisione e partecipazione – ha detto all’inizio della seduta – all’interno della casa di tutti i cittadini, come sempre aperta e dove si esercitano democrazia e rappresentanza. Una giornata in cui i giovani delle scuole superiori di tutto il territorio provinciale hanno la possibilità di seguire la vicino i lavori del massimo consesso cittadino”.


IN CONTINUO AGGIORNAMENTO




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