“Con il passaggio dello stabilimento Beko di Siena a Invitalia inizia una seconda fase di ricerca di nuovi investitori per una reindustrializzazione del sito e l’obiettivo è raggiungere questo traguardo entro il prossimo anno”: lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della visita allo stabilimento Beko di Siena.
“Ieri Invitalia ha acquisito lo stabilimento con il supporto determinante del Comune di Siena. Invitalia vuole prendere subito il possesso dello stabilimento per procedere alla seconda fase che di fatto è già iniziata: hanno visitato lo stabilimento una decina di potenziali investitori. Ora che è nelle mani pubbliche, lo si potrà fare in maniera più organica – ha dichiarato Urso, ribadendo che – ora dobbiamo passare alla seconda fase e chiudere la partita nel migliore dei modi.
Vogliamo raggiungere entro il prossimo anno il secondo obiettivo, dare una prospettiva produttiva e quindi di lavoro non solo a chi oggi è in questa azienda e vi vuole rimanere, ma anche a coloro che – e ce ne sono, soprattutto tra le giovani generazioni – aspirano ad avere un lavoro qualificato nel luogo vicino a dove risiedono”, ha aggiunto Urso.

“Mi auguro che diventi un modello di reindustrializzazione, che tuteli gli stabilimenti, la produzione industriale e prima di tutto i nostri lavoratori. Il caso di Beko, che un anno fa sembrava quasi impossibile, è emblematico di un uso accorto e intelligente del golden power che ha tutelato stabilimenti e lavoratori, a differenza di quanto accaduto in altri paesi europei, dove dopo l’acquisizione gli stabilimenti sono stati chiusi -, ha proseguito il ministro Urso sulla Beko.
“E’ necessario che gli stabilimenti siano liberati al più presto e prima si fa, ovviamente, prima Invitalia potrà poi realizzare la gara per gli aspetti necessari sul piano urbanistico e strutturale per rendere gli stabilimenti più performanti rispetto alle nuove soluzioni produttive che saranno qui allocate anche utilizzando, mi auguro che sia possibile, gli incentivi per quanto riguarda gli impianti di energia rinnovabile che oggi sono di per sè un elemento in più per chiunque voglia produrre qui e questo occorre farlo assolutamente già nei prossimi mesi -. E nel contempo, ha proseguito “devono ovviamente fornire ai potenziali investitori tutte le notizie e le informazioni utili anche rispetto al piano di sviluppo e di ristrutturazione edilizia urbanistica in modo che contemporaneamente si possono individuare quali siano gli investimenti più confacenti a questo stabilimento e a quest’area del nostro paese, della vostra Toscana”.

Inoltre, ha continuato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso su Beko Siena: “è un’area molto ampia in cui è possibile che si collochino diverse aziende, cioè un vero e proprio parco industriale produttivo e quindi dare una soluzione di lavoro finalmente stabile, perché’ non dimentichiamoci che in questo stabilimento veniva utilizzata la cassa integrazione ormai da oltre 20 anni e non si può vivere o convivere per decenni con la cassa integrazione e quindi nella precarietà – sottolineando che – occorre che i lavoratori che sono rimasti o rimarranno nel perimetro aziendale trovino una soluzione stabile, se è necessario, ovviamente anche con i corsi di formazione professionale che saranno utilizzati e che magari vi sia la possibilità per altri lavoratori o aspiranti lavoratori, penso soprattutto ai nostri giovani, di trovare qui il loro lavoro stabile, continuativo e mi auguro soddisfacente, adeguato alla formazione che hanno ricevuto”.

Immagini di Alessia Bruchi












