Il Monte dei Paschi di Siena (Mps) chiude il quarto trimestre del 2024 con un utile di 384,9 milioni (1.123,2 milioni nel quarto del 2023 caratterizzato dai rilasci straordinari degli accantonamenti a conto economico) e archivia l’anno 2024 con un risultato netto di 1950,8 milioni (2.052 milioni nel 2023). Banca Mps impegnata nell’ops su Mediobanca, realizza un risultato operativo netto di 1.748 milioni in crescita rispetto ai 1.511 milioni dello scorso anno e superiore alle stime di consenso (1.690 milioni). Il margine di interesse nell’anno cresce a 2.356 milioni (+2,8%) mentre nel quarto trimestre cala dell’1,3%.
In forte crescita le commissioni nette annue (+10.8%). In crescita gli oneri operativi a 1.869 milioni con le spese per il personale a 1.229 milioni (+4,2%) impattate dal rinnovo del contratto nazionale.
Il Monte dei Paschi beneficia poi nei conti dalle imposte sul reddito che registrano un contributo positivo pari a 506 milioni (345 milioni nel 2023) imputabile principalmente alla rivalutazione delle Dta conseguente all’aggiornamento delle proiezioni reddituali del gruppo, effettuato a partire dal secondo trimestre, sulla base del nuovo piano industriale 2024-2028. In base agli annunci, con il risultato del 2024, Banca Mps pagherà oltre 1 miliardo di dividendi quest’anno (75% pay out sull’utile ante imposte), corrispondente ad un dividend yeld del 14 per cento.
Gli aggregati patrimoniali mostrano una raccolta complessiva di 197,2 miliardi, in aumento di 4,3 miliardi rispetto al 30 settembre, sia sulla raccolta diretta sia sulla raccolta indiretta. Gli impieghi performing, pari a 68,4 miliardi, sono risultati in crescita del 1,3% rispetto al 30 settembre 2024, e in lieve calo del -0.6% rispetto a dicembre 2023. Il totale finanziamenti clientela deteriorati del gruppo al 31 dicembre 2024 è risultato pari a 3,7 miliardi lordi. La percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 48,5%, inflessione rispetto al 30 settembre 2024, quando era pari al 49,9%. Al 31 dicembre 2024 il patrimonio netto risulta pari a 11,6 miliardi in aumento di 384 milioni. Il Cet1 si è attestato al 18,2%, includendo l’utile di esercizio e deducendo dal capitale i dividendi maturati nei primi dodici mesi assumendo un pay out ratio del 75 per cento.
Banca Mps registra poi un’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati di 1,9 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto agli 1,8 miliardi a fine 2023. Nei conti di Banca Mps ci sono anche oneri di ristrutturazione/oneri una tantum pari a 72 milioni (23 milioni l’anno precedente) che includono l’impatto atteso dalla dismissione della controllata MP Banque, quest’ultimo per un importo pari a 36 milioni e rischi e oneri connessi al Fondo di garanzia dei depositi per 75 milioni. Al 31 dicembre 2024 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a 33 miliardi, superiore a quella a fine 2023 (pari a 29,8 miliardi).
Il Monte dei Paschi deve fare i conti con richieste (petitum) per i contenziosi giudiziari pari a 1,34 miliardi a fine 2024, cifra stabile rispetto ai numeri indicati dalla banca a fine 2023. Il dato emerge dalle slide della presentazione agli analisti dei conti 2024. “Si consolida il trend positivo delle sentenze civili in materia di informativa finanziaria 2008-2017” si legge nel testo della slide e si ha conferma, scrive Banca Mps, da una sentenza della Corte d’Appello di Milano del 3 febbraio scorso.
Le dichiarazioni dell’ad Luigi Lovaglio
Il Monte dei Paschi archivia risultati “solidi” con un dividendo di oltre 1 miliardo afferma l’amministratore delegato Luigi Lovaglio nella presentazione agli analisti dei conti e del risultato 2024 e la banca Mps “è pronta a portare avanti una crescita sostenibile” e la creazione di valore nella combinazione con Mediobanca. Il dividendo proposto alla prossima assemblea degli azionisti, aggiunge Lovaglio, sarà di 0,86 euro per azione.
La combinazione tra Mps e Mediobanca può creare “un nuovo campione nazionale”, aggiunge Luigi Lovaglio, nella conference call con gli analisti nella quale dedica ampio spazio a descrivere i vantaggi dell’operazione proposta agli azionisti di Mediobanca. Lovaglio sottolinea che le sinergie lorde stimate di 700 milioni sono quelle minime iniziali e la complementarità tra le due banche permette di creare un valore maggiore rispetto ad una fusione tra due banche commerciali che non avrebbe un impatto immediato sull’aumento dei ricavi. Lovaglio fa quindi riferimento ai commenti degli ultimi giorni sulle dimensioni relative delle due banche sulla base della capitalizzazione di mercato e sottolinea l’impatto della quota Generali su quella di piazzetta Cuccia.
L’operazione ha sorpreso il mercato, è chiaro che non è stata immediatamente chiara a tutti la ratio industriale ma una volta spiegata, la sensazione è che la ratio sia stata compresa e condivisa”. Lovaglio ha quindi sottolineato che gli incontri con gli investitori saranno il modo più facile di “condividere la nostra visione e far capire meglio quanto questa innovativa combinazione di attivita’ possa essere potente”. Il top manager ha quindi confermato che Mps punta a raggiungere il controllo di Mediobanca: “Nella fase attuale restiamo su questo e non prendiamo in considerazione uno scenario diverso”.
Il Monte dei Paschi prevede per il 2025 di realizzare un utile prima delle imposte “in linea” con quello del 2024 e ha l’ambizione di mantenere i dividendi stabili rispetto a quelli da pagare quest’anno (oltre 1 miliardo). Nell’ambito della combinazione con Mediobanca si stima un pay out ratio fino al 100%. Spiega Luigi Lovaglio indicando una stima di calo del margine di interesse quest’anno tra il 5 e il 9% (“fascia alta della forchetta”) ad una cifra.












