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PALIO DI SIENA

Palio di Siena del 2 luglio 2024: presentato il Drappellone realizzato da Giovanni Gasparro

L’opera è stata presentata questo pomeriggio nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico
26 Giugno 20247 Mins Read
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Drappellone Palio di Siena 2 luglio 2024 di Giovanni Gasparro

E’ di Giovanni Gasparro il drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2024 dedicato alla Madonna di Provenzano.

E’ stato presentato questo pomeriggio, mercoledì 26 giugno, nel Cortile del Podestà, il Drappellone del Palio del 2 luglio 2024, dedicato alla Madonna di Provenzano e realizzato da Giovanni Gasparro, con una particolare menzione agli ottanta anni dalla Liberazione di Siena avvenuta il 3 luglio del 1944. Dopo lo squillo delle chiarine di Palazzo e l’introduzione del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio, è stato il direttore dei Musei nazionali di Siena Axel Hémery a illustrare l’opera che andrà ad arricchire il museo della Contrada vincitrice della Carriera del 2 luglio, quindi è stata la volta dello stesso artista Giovanni Gasparro.


L’opera. Il Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2024 omaggia in una valenza cromatica estremamente chiara, accentuandone l’afflato mistico e trascendente, la figura della Vergine. Il bianco azzurro del velo è il suo colore canonico simbolo di purezza. A contrasto, gli stemmi in basso e la figura del paggio, con tonalità più scure che riconducono alla dimensione mondana. Gasparro ha dipinto la Vergine nel registro superiore dell’opera, in una gloria di angeli, coronata come nell’effige venerata nell’insigne Collegiata di Santa Maria in Provenzano e guarda, con una mano posta sul petto, verso il basso, ovvero verso i fedeli e la verso la città di Siena, riunita per il Palio. Uno degli angeli regge un ferro di cavallo dorato, allusione alla corsa in Piazza del Campo. Nel registro inferiore del Drappellone trovano spazio gli stemmi dei tre Terzi della città, ovvero Terzo di San Martino, Terzo di Camollia e Terzo di Città. Un lembo del velo azzurro della Madonna di Provenzano, calato dal cielo, diventa esso stesso la seta con cui è forgiato il Drappellone, sorretto da un’asta anch’essa dorata, protraendosi verso il basso, per tutta l’estensione del Cencio. Il velo della Madonna è diventato il Drappellone. Un paggio, vestito con l’abito tradizionale nero e bianco, copricapo e Balzana sul petto, porta il Palio e si sporge discostando leggermente il velo/Drappellone, amplificando lo sdoppiamento tra reale ed irreale con cui è concepita l’immagine. Gli stemmi delle dieci Contrade che corrono il Palio di luglio sono dipinti ad altezza mediana, sul finto Drappellone azzurro, simulando un ricamo a filo d’oro. L’oro è attribuito al divino, le Contrade risultano così investite, idealmente, dalla benedizione della Vergine. Lo stesso oro raffigurante gli stemmi delle Contrade è quello utilizzato, nella banda di seta in cima al Drappellone, per celebrare gli ottanta anni dalla Liberazione di Siena avvenuta il 3 luglio 1944.


Nicoletta Fabio
Nicoletta Fabio

“Oltrepassare i limiti nel rispetto di noi stessi – ha commentato Nicoletta Fabio, sindaco di Siena – contro l’immobilismo che spesso non ci fa vedere al di là del dito che punta alla luna e che ci fa perdere delle occasioni. Questo mi racconta il dipinto di Gasparro che non vuole fermarsi a una sola immagine, ma cerca di descriverci una profondità diversa, alta, divina. La potenza evocativa di questa Vergine che avvolge la città con il suo manto si completa con quella più terrena del paggio. Un po’ come avviene con la nostra Festa caratterizzata da valori aulici eterni, ma anche da attimi quotidiani. In questo si caratterizza la nostra forza, nel volersi superare sempre rispettando la propria identità”.

Axel Hémery
Axel Hémery

“Il Drappellone di Gasparro – ha spiegato Axel Hémery, direttore dei Musei nazionali di Siena – è audace nel suo classicismo. Forse è un’osservazione che potrebbe essere fatta per tutta la produzione pittorica dell’autore. Ma è singolare il modo in cui rinuncia alla narrazione per addentrarsi sulle vie del simbolo. E il simbolo primordiale per questo grande intenditore di religione e di mistica è il bianco immacolato della purezza e della perfezione morale. Un bianco che unisce il registro celeste e quello terreno. Un bianco che per un gioco di specchi è una ripetizione del Drappellone. Cioè, il soggetto del Drappellone è una Madonna di Provenzano che regge un Drappellone. E dietro questo atteggiamento c’è il dono del Palio alla Contrada e alla città e il rinnovo di un rapporto atavico di venerazione e di affetto. Dietro la semplicità apparente dell’immagine si nasconde una visione di vertigine. E di questo Cencio raffigurato, Gasparro fa capire la solidità, la resistenza ad essere piegata e abbracciata, senza mai strapparsi. Il lenzuolo è anche un sipario che si alza non solo su una piazza e una Carriera, ma innanzitutto sulla ‘città mondo’ di Siena. Per contrastare questa distesa di bianco, ci voleva un po’ di nero e per questo effetto non bastava la Balzana. L’idea scenografica più forte per portare questo nero sul Palio e in Piazza è la presenza dietro le quinte del porta Palio. Alzando il sipario, simboleggia la parte d’ombra che avvolge ogni mistero, ma allo stesso tempo è come se commentasse lo spettacolo alla maniera del coro della tragedia greca o del recitante delle cantate di Bach. Una presenza raddoppiata sul piano reale e simbolico”.

Giovanni Gasparro
Giovanni Gasparro

“In questi mesi intercorsi tra la mia nomina e il Palio – ha aggiunto il pittore Giovanni Gasparro – ho cercato di comprendere le dinamiche culturali, sociali, spirituali, e tutto ciò che si intreccia così singolarmente nel mondo del Palio e lo rende un universo fascinoso quanto indefinibile, nella sua unicità. Mi sono lasciato suggestionare piacevolmente dalla città, dai suoi abitanti e dalle sue splendide collezioni d’arte, che tanta parte hanno avuto nel mio processo di elaborazione creativa del Drappellone”.

Presenti al tavolo delle autorità durante la cerimonia anche l’artista che ha realizzato il Masgalano, Lara Androvandi, il filosofo Aldo Colonetti, che ha illustrato lo stesso Masgalano, Paolo Rossi, presidente del Gruppo Donatori di Sangue delle Contrade (l’associazione che ha offerto il Masgalano 2024), l’orafa Cosetta Francini, che ha realizzato il Premio speciale per i migliori alfieri del Palio del 2 luglio, Carlo Piperno, Priore della Contrada della Lupa (che ha offerto il Premio speciale), il rettore del Magistrato delle Contrade, Emanuele Squarci, e il segretario generale del Comune di Siena, Giulio Nardi.


Il Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2024 di Giovanni Gasparro

Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2024 di Giovanni Gasparro

Giovanni Gasparro è nato a Bari nel 1983. Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2007, con una tesi in storia dell’arte sul soggiorno romano di Van Dyck. Nel 2009 è a Parigi per la sua prima mostra personale. Nel 2011 l’Arcidiocesi dell’Aquila gli ha commissionato 19 opere per la Basilica di San Giuseppe Artigiano (XIII secolo), danneggiata dal terremoto del 2009, che costituiscono il più grande ciclo pittorico d’arte sacra realizzato negli ultimi anni. Nel 2012 realizza l’opera Anomalia con il cappello di Largillière per la Costa Fascinosa, la più grande nave da crociera d’Europa, nella flotta di Costa Crociere. Nel 2013 ha vinto il Bioethics Art Competition della cattedra in bioetica e diritti umani dell’Unesco con l’opera Casti connubii, contro l’aborto, ispirata all’omonima enciclica di papa Pio XI (1930), esponendo ad Hong Kong, Houston e Città del Messico. L’anno seguente, con Quum memoranda – ritratto di papa Pio VII, ha vinto il Premio Pio Alferano ed il Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Ha esposto alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi e presso la Galleria Nazionale di Cosenza a confronto con Mattia Preti.

Le sue opere sono esposte in importanti collezioni pubbliche e private europee e statunitensi, nonché in diverse chiese e basiliche italiane (Siena, Trani, Roma, Torino, Gallipoli e L’Aquila) ed estere (Malta, Svizzera, Grecia, Austria e USA).

Nel 2021 ha vinto il Premio 100 eccellenze italiane in Campidoglio, a Roma, e ha inaugurato il ritratto di S.M. il Re di Spagna Felipe VI di Borbone per la Reale Pontificia Basilica di San Giacomo degli Spagnoli a Napoli. Nel 2022 ha debuttato come scenografo teatrale al Teatro Coccia di Novara, con la Tosca di Giacomo Puccini, diretta da Fabrizio Maria Carminati, per la regia di Renato Bonajuto. Nel 2024 è stato insignito, a Roma, del Premio Eccellenze dell’Arte e della Cultura presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio – Camera del Deputati.


Palio di Siena del 2 luglio 2024, Axel Hemery illustra il Drappellone di Giovanni Gasparro

Il Masgalano per i Palii 2024 realizzato da Lara Aldrovandi

Il Drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio 2024
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