Mps, coefficienti patrimoniali ampliamente superiori ai requisiti richiesti dalla Bce. Banca Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto dalla Bce la decisione finale sui requisiti patrimoniali da soddisfare, su base consolidata, dal prossimo primo gennaio a conclusione del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (Srep) condotto nel 2023 con riferimento alla data del 31 dicembre 2022 e ad ogni altra informazione pertinente ricevuta successivamente.
La Bce ha fissato all’1,15% la Pillar II Capital Guidance ‘P2G’, ed è in significativa riduzione – indica la banca in una nota – rispetto agli attuali livelli del 2,50%. Una riduzione – aggiunge la banca di Rocca Salimbeni – “che riflette i positivi esiti dello stress test Eba” di quest’anno.
Banca Mps ricorda, poi, che la Banca d’Italia le ha tolto l’obbligo di riserva dal gennaio prossimo, collegato allo status di banca sistemica nazionale, qualifica che non appartiene più a Siena anche per la ‘cura dimagrante’ delle rwa fatta dalla banca.
Per Mps il requisito minimo complessivo, in termini di Common Equity Tier 1 ratio si riduce all’8,56% in riduzione di 0,25 punti percentuali per la mancata identificazione come banca sistemica nazionale. Analogamente si riduce il requisito minimo complessivo in termini di Total Capital ratio al 13,27%.
Sulla base dei risultati al 30 settembre – ricorda Mps sulla decisione finale sui requisiti patrimoniali ricevuti dalla Bce -, la banca rispetta ampiamente i suddetti requisiti, con coefficienti patrimoniali a livello consolidato pari a: 16,7% per il Cet1 ratio (rispetto a un requisito dell’8,56%); 20,2% per il Total Capital ratio (rispetto al requisito del 13,27%)












