A Monteoliveto, nel comune di San Gimignano, un nonno ha salvato la vita del nipotino di due anni in arresto cardiaco con la rianimazione cardiopolmonare, guidato al telefono dall’operatore della Centrale di Siena-Grosseto del 118.
Alle ore 18.54 di ieri, giovedì 20 luglio, è giunta alla Centrale operativa del 118 una richiesta di soccorso da parte di una coppia di anziani di San Gimignano poiché il nipote non dava segni di vita.
Dall’altra parte del filo del telefono ha risposto Sara Feragalli, infermiera dell’Emergenza-urgenza dell’Asl Toscana sud est. Subito l’operatrice si è informata sulle condizioni del bimbo giudicando, in sintesi, che si trattava di un arresto cardiaco da soffocamento. Ha iniziato quindi a guidare il nonno nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare che hanno ottenuto il ritorno alla circolazione spontanea poco prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso.

«Ho trasmesso al mio interlocutore tutto ciò che avrei fatto io, con sicurezza – racconta Sara Feragalli -. Senza un riferimento visivo, è difficile capire se la persona le effettua correttamente. Per questo, ho cercato di essere più specifica possibile e di trasmettere le cose giuste per ridurre il margine di errore.
Ho suddiviso in micro-operazioni chiedendo via via se fossero state eseguite. Il nonno non è stato bravo, di più. È stato concentrato tutto il tempo, sempre connesso con me. Ho capito che il bimbo si era ripreso dal cambiamento nella voce del nonno, diventata a un certo punto più rilassata.
Non è la prima volta per me, è il nostro lavoro, – continua Sara Feragalli -, siamo abituati a vivere queste situazioni, sono ordinarie. Lo straordinario è trovare un interlocutore così collaborante. Oltre alla guida nelle operazioni di rianimazione cardiopolmonare fatte da me, l’infermiera master Michela Gronchi ha attivato subito l’elisoccorso, dopodiché, sempre in cuffia con il nonno, l’operatrice tecnica Azzurra Cherubini si è tenuta in contatto con il personale sull’ambulanza per dargli informazioni in tempo reale sull’evoluzione degli eventi. È una catena che ha funzionato in ogni sua parte. Siamo abituati, noi lavoriamo così: organizzati, tutti uniti e veloci. Sempre».
Il bambino è stato successivamente trasportato in codice 2 all’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze dall’elisoccorso Pegaso 1. Le sue condizioni sono buone e si trova ricoverato in osservazione breve al Pronto soccorso.












