
Mel corso dell’audizione Grieco ribadisce la posizione del ministro Patrizio Bianchi su un altro tema ritenuto strategico: la capienza delle classi e i parametri minimi per la loro costituzione. Per far fronte soprattutto ai territori più disagiati, quindi i comuni insulari, posti in zone montane o in aree periferiche, il ministero intende avere un “occhio di riguardo”. “È pure vero – continua Grieco – che il ministero fornisce l’organico agli uffici scolastici regionali e sono poi i direttori di questi uffici ad allocare il personale”.
Sul Piano di dimensionamento della rete scolastica – strumento attraverso il quale gli Enti Locali propongono, con cadenza annuale, l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole per avere scuole con una popolazione definita ottimale dal legislatore – la presidente Giachi auspica che, “a tutela di situazioni specifiche, si possano fare politiche strategiche, che tengano conto della dispersione scolastica, del calo delle nascite, della funzione di presidio sociale esercitata dalle scuole, anziché procedere per via di deroghe ed eccezioni”.
Il Governo, afferma Grieco, sta lavorando per “rendere alle Regioni la competenza che hanno per Costituzione senza incremento di spesa. Se la Toscana ha diritto a 463 autonomie, potrà essere direttamente la Regione a stabilire i criteri per tutelare quelle realtà che hanno caratteristiche particolari”. C’è un percorso in atto da anni, ricorda Grieco: dal 2012 le Regioni chiedono di superare i parametri rigidi e riacquistare autonomia di programmazione. Stiamo lavorando, non è ancora chiaro il veicolo normativo ma essendo la Riforma agganciata al Piano nazionale di ripresa e resilienza, la scadenza è fissata a dicembre 2022”.











