
Parte da qui Patrizio Righi, presidente Fnaarc Siena, la Federazione degli agenti di commercio che aderisce a Confcommercio. “Ci vuole maggiore attenzione per la nostra categoria che lavora spesso in silenzio ma crea e dà lavoro”. In Italia ci sono 225mila agenti. In Toscana 19 mila. Il loro ufficio è la macchina con una media annua di oltre 60mila chilometri percorsi. Il rincaro del carburante che si unisce al vertiginoso aumento generale dei costi non è sostenibile e va a ridurre in modo cospicuo i margini dei professionisti.
“Prima dell’aumento facevo un pieno con 65 euro adesso con 103 euro, l’incremento di oltre il 50%. Solo per spostarsi – è l’allarme che lancia Righi – Poi autostrade aumentate e non migliorate, mangiare fuori vuol dire spendere di più. Noi però non abbiamo margini fiscali ulteriori rispetto a quello che avevamo per scaricare e non abbiamo neppure la possibilità di aumentare i nostri margini. Così è un disastro. Chi poi ha comprato mezzi a metano ora ha costi più alti del gasolio”.
Il metano infatti è aumento da 0,9 euro al metro cubo a 2,6 euro. Un incremento impossibile da sostenere. Intanto la ripresa vera è lontana. “Siamo ancora molto distanti dai livelli pre-pandemia del 2019 – fa notare Righi – Salgono nominalmente i ricavi, ma è una crescita fittizia derivata dall’inflazione. In realtà i margini diminuiscono e non poco”.
Da segnalare anche le difficoltà delle aziende che non riescono ad approvvigionarsi di materie prime con conseguente enorme ritardo nelle consegne. “La penuria di materie prime e i continui aumenti di listini – osserva Righi – causano enormi disagi in chi è sul “campo di battaglia” a vendere”.
Cosa fare? E’ chiarissimo Righi. “Occorrono subito interventi concreti – chiede il presidente – Va ridotto il costo del carburante anche agendo sulle accise. E’ indispensabile calmierare i costi legati alla mobilità. Inoltre, vanno attualizzati i parametri fiscali di deducibilità dell’acquisto dell’auto perché il tetto attuale non ci consente di poter investire adeguatamente per rispondere a pieno alle nostre esigenze: dalla maggior sicurezza dell’autovettura, alle nuove tecnologie green. Inoltre, va compiuto ogni sforzo per ridurre le aliquote e la pressione fiscale”.
Gli agenti e rappresentanti di commercio in Italia sono 225.000 professionisti che, intermediando oltre il 70% del Pil nazionale, costituiscono il motore delle pmi. “Ed è bene ricordare – aggiunge Righi – che siamo stati fra le categorie più colpite dalle conseguenze economiche della pandemia”.











