
L’appuntamento, promosso da Arci Siena aps in collaborazione con Cesvot e Anci Toscana, vedrà la partecipazione di Gabriele Berni, sindaco di Monteroni d’Arbia; Stefano Ciuoffo, assessore alle politiche per la sicurezza e la cultura della legalità della Regione Toscana; Emiliano Fossi, delegato Anci Toscana all’economia civile, partecipazione e beni comuni, e Serenella Pallecchi, presidente provinciale Arci Siena aps.
“Questo momento di confronto – spiega Serenella Pallecchi, presidente provinciale Arci Siena aps – nasce per ragionare su come i beni comuni, e tra questi in particolare i beni confiscati, possano configurarsi come un nuovo ambito di sperimentazione per la rigenerazione di un territorio, partendo dall’assunto che prendersi cura dei beni comuni e dei beni sottratti alle mafie significa esercitare azioni di cittadinanza attiva, di partecipazione e di responsabilità verso la comunità. L’iniziativa promossa insieme a Cesvot e Anci Toscana si pone, così, l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza verso una cultura del bene comune che passa da processi di collaborazione e di cooperazione fra tutti gli enti territoriali. Un bene confiscato alla mafia, come nel caso di Suvignano, può diventare motore di sviluppo del territorio, di sussidiarietà orizzontale e di cooperazione ed è in questo contesto che il terzo settore acquista un valore strategico di animazione sociale e culturale, anche a partire dalla legge regionale 71 del 2020”.










