che intende trovare casa nell’Interporto di Livorno: una posizione strategica e baricentrica, ottanta chilometri di superstrada da Firenze e dagli stabilimenti industriali dell’area metropolitana, vicina anche a Siena, cinque chilometri dal porto livornese, dodici dall’aeroporto di Pisa.
La Toscana farmaceutica è la terza realtà italiana, con trecento imprese attive e diciannove grandi stabilimenti. La produzione raggiunge un valore di 6 miliardi di euro l’anno (il 12 per cento del totale nazionale). Circa undicimila sono gli addetti. Se si considerano non solo i farmaci ma anche la produzione di apparecchi medici i numeri crescono ancora: 7,5 miliardi di produzione e 16 mila lavoratori, di cui 1500 impegnati nella ricerca.
La Regione negli anni ha sostenuto la crescita del settore creando e potenziando il distretto tecnologico toscano per le scienze della vita, coordinato dalla Fondazione Toscana Lifes Scienze, e grazie anche all’attività dell’ufficio “Invest in Tuscany”, che fa direttamente capo alla presidenza della Regione ed è nato, meno di dieci anni fa, per attrarre appunto investimenti ed aiutare le aziende e multinazionali già presenti in Toscana nei propri progetti di crescita. Secondo il Financial Times, tra 2014 e il 2018 la Toscana è tra le prime tre regioni per attrazione di investimenti esteri assieme a Lombardia e Lazio. Nel 2016 vi sono stati 67 progetti, nel 2018 sono saliti a 99 per oltre due miliardi di investimenti, mentre nel primo semestre 2019 i progetti sono già 50. Non solo per la farmaceutica o la sanità, chiaramente.
Inoltre la Toscana ha sempre garantito continui bandi regionali per progetti di ricerca e sviluppo, la promozione di incubatori, lo sviluppo di sinergie con i laboratori del sistema universitario e la firma di accordi di innovazione, figli di una intesa quadro con il Mise da 50 milioni (40 milioni nazionali e 10 milioni regionali).











